QUARTA SEZIONE

Seduta del 9.09.99
Voto n.332

OGGETTO:
Istanza 17.2.1993 del C.B. di Caulonia per la concessione di grande derivazione ad uso irriguo del torrente Torbido in località Zinni del comune di Grotteria e del torrente Lordo in località Timpa di Pantaleo del Comune di Siderno da invasarsi nel serbatoio artificiale sul torrente Lordo.
REGGIO CALABRIA

LA SEZIONE


VISTA la nota 7.9.1999 n. TE-6930/Cs con la quale la Direzione Generale della Difesa del Suolo, nel trasmettere l’affare in oggetto, ha chiesto il parere di questa Sezione;

ESAMINATI gli atti trasmessi;
 

UDITA la Commissione relatrice (Grappelli, Mechelli, Da Deppo);

PREMESSO

Con D.M. del 15.2.1993 n. 808/Sc (allegato 1), l'ENEL S.p.a., è stata autorizzata a costruire ed esercire le seguenti opere elettriche:
1) - due elettrodotti affiancati, alla tensione di 380 kV, costituiti ciascuno da due terne di conduttori in corda di alluminio-acciaio su sostegni in acciaio e ferro a traliccio del tipo tronco piramidale che, dipartendosi dalla esistente linea elettrica a 380 kV "S.Sofia - Montecorvino" (autorizzata con D.M. n. 353/Zu del 24.8.1983) terminano, dopo un percorso per ciascun elettrodotto di Km. 10,500 circa, alla costruenda Stazione elettrica di Striano (NA), interessando i territori delle Provincie di Napoli e di Avellino;
2) - una Stazione elettrica a 380/220/150 kV che sorgerà nel territorio del Comune di Striano (NA), in località Brecciosa.
Con il suddetto decreto, avente efficacia di dichiarazione di pubblica utilità ai sensi dell'art. 9 del D.P.R. 18.3.1965 n. 342, è stato fissato, tra l'altro, il termine di sei mesi per l'inizio dei lavori e delle espropriazioni e il termine di quarantadue mesi per il compimento dei medesimi, dalla data del decreto stesso.
Con D.M. 9.8.1993 n. 867/Sc (allegato 2) è stata concessa all'ENEL S.p.a. la proroga di 6 mesi, del termine fissato con il citato D.M. n. 808/sc del 15.2.1993, relativamente all'inizio dei lavori e delle espropriazioni.
Con D.M. 3.5.1996 n. 383/Sc (allegato 3) è stata concessa all'ENEL S.p.a. la proroga di ventiquattro mesi, del termine originariamente fissato dal D.M. n. 808/1993, già citato, per l'ultimazione dei lavori e delle espropriazioni afferenti le opere elettriche di cui alle premesse, con scadenza quindi, al 14.8.1998.
Con D.M. 4.8.1998 n. 74/Sc (allegato 4 ) è stata concessa all'ENEL S.p.a. un'altra proroga di mesi dodici, del termine per il compimento dei lavori e delle espropriazioni sopra citati con scadenza al 14.8.1999, condizionando il proseguimento di tali lavori all'accertamento della non sussistenza di motivi ostativi alla realizzazione delle opere elettriche previa verifica di fattibilità dell'opera, da concludersi entro il 31.10.98, sia sotto l'aspetto ambientale e sanitario che sotto l'aspetto territoriale, in considerazione delle numerose proteste avanzate da parte di soggetti pubblici e privati per l'esecuzione di tali lavori, nonché per il verificarsi dei noti eventi franosi di Sarno e Quindici sviluppatisi sulla medesima dorsale montuosa nella zona interessata.
Come stabilito nel citato decreto di proroga 4.8.98, per consentire tale verifica di fattibilità, l'ENEL ha presentato in data 30.9.1998 un inquadramento del progetto (allegato 5) comprensivo degli altri elettrodotti in corso di autorizzazione facenti capo alla stazione elettrica di Striano, per una valutazione complessiva dell'impatto sul territorio di tutte le opere previste. Detta elaborazione denominata "proposta" è finalizzata a ridurre in modo significativo l'impatto ambientale causato dal tracciato.
Tale nuova proposta prevede la costruzione da parte dell'ENEL di un'unica linea a doppia terna alla tensione di 380 kV, sempre della lunghezza di 10,5 Km, e di due linee di 220 kV e 150 kV che consentono l'alimentazione della rete di distribuzione locale. Viene previsto lo smantellamento di oltre 100 Km di linee a 60 kV e 150 kV. Le linee a 220 kV e 150 kV saranno oggetto di richieste di autorizzazioni separate.
Per valutare le conclusioni di detta verifica in data 27.5.99 si è tenuto presso il Dipartimento per il Coordinamento Amministrativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri una riunione dalla quale è emerso quanto segue:
1) - Per quanto concerne l'aspetto idrogeologico il Dipartimento per i Servizi tecnici Nazionali - Servizio Geologico ha esaminato attentamente il territorio in questione, attraverso complesse indagini ed analisi, come risulta dalla relazione datata 19.5.99 (allegato 6).
2) - In ordine all'aspetto sanitario il Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Sanità, con nota consegnata a mano il 27/5 c.a. (allegato 7) , ha raccomandato di individuare soluzioni che non determinino incrementi dei livelli di esposizione ai campi elettromagnetici dell'ordine delle unità di micro tesa nelle abitazioni, dato il possibile incremento dei livelli di rischio che potrebbe essere causato da tali esposizioni. In tale nota sono inoltre stimati i livelli di campo magnetico per le abitazioni più vicine alla linea, più prossime alle distanze del D.P.C.M. 23.4.92.
3) - Il Ministero dell'Ambiente ha proposto una sottoposizione "volontaria" da parte dell'ENEL dell'elettrodotto in questione alla procedura di valutazione di impatto ambientale.
A tale riguardo l'ENEL nel corso delle riunioni tenutesi sull'argomento ha dichiarato la disponibiltà della Società ad esperire la procedura di V.I.A. alla condizione che gli esiti della stessa siano previamente accettati da tutte le parti interessate.
La Direzione Generale della Difesa del Suolo, per un completo inquadramento della vicenda, ritiene utile informare che avverso il decreto di proroga 4.8.1998 n. 74/C pende ricorso presentato dal Comune di Striano innanzi al T.A.R. (allegato 8).
Il Comune di Striano ha altresì invitato l'ENEL, con atto 18.6.1999 a provvedere allo smantellamento delle strutture realizzate, alla rimessa in pristino dei luoghi, diffidandolo a realizzare qualsiasi intervento anche a carattere "manutentivo per la conservazione del cantiere".
Avverso tale atto l'ENEL ha preannunciato la proposizione di ricorso al T.A R. con nota 24.6.1999 (allegato 9) e in data 28.7.99 la stessa Direzione Generale ha interessato il Provveditorato alle OO. PP. per la Campania a disporre apposito sopralluogo in contraddittorio con il Comune per la verifica degli eventuali interventi che saranno ritenuti indispensabili al fine di mettere in sicurezza il cantiere in questione (allegato 10).
Con domanda 7.6.1999, l'ENEL S.p.a. (allegato 11), nel far presente, tra l'altro:
- che è stata ultimata l'acquisizione in via bonaria dei terreni occorrenti per la realizzazione della Stazione elettrica e che i lavori di costruzione della Stazione stessa, attualmente sospesi dall'ENEL per ragioni di opportunità a seguito della diffida del Sindaco di Striano, "risultano in avanzata fase di realizzazione", mentre la procedura di asservimento dei terreni interessati dai raccordi non è stata ancora iniziata;
- che approssimandosi la data di scadenza del 14.8.1999, fissata con il citato D.M. 4.8.1998 si rende necessario, nell'intento di evitare la decadenza della pubblica utilità delle suddette opere, una ulteriore proroga del termine per il completamento dei lavori e delle espropriazioni;
- ha chiesto l’ulteriore proroga di almeno ventiquattro mesi e precisamente fino al 14.8.2001 del termine per l'ultimazione dei lavori per tutte le opere elettriche in questione, e delle espropriazioni afferenti le sole linee elettriche.
Su tale domanda con nota 1.7.1999 n. 12072 (allegato 12), l'Ingegnere del Provveditorato Regionale alle OO.PP. per la Campania - designato per la Provincia di Napoli -, nel trasmettere la succitata istanza, nonché la documentazione giustificativa allegata alla stessa, "in considerazione delle motivazioni addotte dall'ENEL medesimo e subordinatamente a quanto stabilito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nella riunione prevista per il 27.5.99, ovvero permanendo le opposizioni da parte degli enti locali si dovrà convocare un'apposita riunione con gli stessi", ha espresso parere favorevole alla proroga di mesi ventiquattro del termine assegnato per l'ultimazione dei lavori e delle espropriazioni afferenti le opere elettriche di che trattasi.
Il giorno 26 luglio 1999 si è tenuta presso il Dipartimento per il Coordinamento Amministrativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri un’ulteriore riunione alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle Amministrazioni centrali ed anche i Sindaci dei Comuni interessati.
Nel corso di tale riunione la Soc. ENEL ha di fatto ufficializzato la nuova proposta progettuale, in merito alla quale i rappresentanti degli Enti locali hanno mostrato il loro dissenso, non ritenendo fattibile la realizzazione di tali opere in quello specifico ambito territoriale, esprimendo altresì preoccupazioni in ordine ai profili sanitari e ai profili idrogeologici;
Di conseguenza, la riunione è stata aggiornata al prossimo mese di settembre, anche per esaminare eventuali proposte degli Enti locali in ordine al tracciato ed alle soluzioni da realizzare.
La Direzione Generale della Difesa del Suolo, in considerazione della ferma opposizione delle Amministrazioni locali alla realizzazione della nuova proposta dell'ENEL, delle valutazioni espresse nel documento del Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Sanità sopraindicato, del fatto che il parere favorevole alla proroga dell'Ufficio istruttore è subordinato agli esiti della riunione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, senza essersi potuto esprimere sulla nuova proposta causa il mancato inoltro della stessa da parte dell'ENEL, nonché dello stato del contenzioso giurisdizionale, ed esaminati i riflessi di quanto sopra sull'istanza di proroga in questione, non ritiene opportuno concedere la proroga medesima, atteso anche che la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità, nel caso di specie, non risulta comportare aggravi sotto il profilo civilistico (accessione invertita) e non comporta la decadenza dell'autorizzazione.

CONSIDERATO

Il Consorzio di Bonifica di Caulonia ha chiesto con l’istanza 12.7.1993 di cui alle premesse, la concessione di derivare dal torrente Lordo la portata di moduli medi 0,20 (max mod. 0,80) e dal subalveo del torrente Torbido la portata di moduli medi 2,85 (max mod. 5,00) e quindi, una portata media complessiva di moduli 3,05 che invasata nel serbatoio artificiale "Timpa di Pantaleo" sul torrente Lordo (capacità di circa mc 10 milioni), in Comune di Siderno (prov. Reggio Calabria) è destinata all’irrigazione di circa ettari 2000 di terreno.
Il progetto esecutivo della diga sul torrente Lordo, datato "aprile 1978" ed "integrativo luglio 1979" reso esecutivo con ministeriale 4.2.1980 n. 45; in seguito sonos tate approvate alcune perizie suppletive di variante.
Sull’anzidetta istanza di concessione è stata esperita l’istruttoria di rito ai sensi del T.U. 11.12.1933 n.1775, senza dar luogo ad opposizioni, come risulta dalle relazioni 6.2.1998 e 7.5.1999 dell’Ufficio Operativo statale di Reggio Calabria, il quale ha espresso parere favorevole alla concessione di che trattasi, predisponendo a tal fine uno schema di disciplinare.
L’Ufficio Idrografico di Catanzaro ha redatto la prescritta relazione idrologica 23.6.1999 di verifica degli elementi idrologici progettuali.
La diga sul torrente Lordo è stata nel frattempo realizzata ed è ora in corso l’esercizio sperimentale del relativo serbatoio; in sostanza, si è ripetuta la situazione della quasi totalità delle opere utilizzate nel Meridione laddove cioè la realizzazione degli interventi era disciplinata ed incentivata dalla legislazione speciale allora in vigore nel Mezzogiorno d’Italia.
Il Consorzio di Bonifica di Caulonia, in tale stato di fatto, ha chiesto con istanza 29.4.1999 l’autorizzazione provvisoria, ai sensi del T.U. n. 1775/1933, all’inizio dei lavori di costruzione delle opere complementari della derivazione, in pendenza della definizione della pratica di concessione con l’emissione del provvedimento relativo; anche per tale richiesta l’Ufficio istruttore ha espresso parere favorevole con relazione 7.5.1999.
La Direzione Generale della Difesa del Suolo ha segnalato che le opere progettate del Consorzio per dare pratica attuazione alla derivazione in oggetto sono ricomprese tra quelle finanziate dal CIPE per l’esecuzione di grandi opere infrastrutturali nel Mezzogiorno, su iniziativa del Ministero delle Politiche Agricole.
In ordine al problema della V.I.A. di cui al D.P.C.M. 10.8.1988 n. 377, la stessa Direzione Generale ha informato che la diga di Timpa di Pantaleo sul torrente Lordo figura nell’elenco delle dighe, allegato alla direttiva 4.8.1999 del presidente del Consiglio dei Ministri, che sono esonerate da detta incombenza in riferimento al loro avanzato stato di costruzione.
La Sezione, preso atto di tutto quanto sopra esposto, ritiene che nulla osti all’assentimento della concessione di grande derivazione irriguo di cui all’istanza 12.7.1993, assumendo per il calcolo del canone demaniale gli elementi di portata media e massima e di estensione del comprensorio irrigabile indicati negli atti esaminati, con salvezza di determinare le caratteristiche definitive della derivazione stessa dopo aver acquisito le risultanze di un quinquennio di misurazioni di portata e di controllo del comprensorio irriguo, a decorrere dall’entrata in esercizio.
La concessione può essere accordata per la durata massima di anni quaranta stabilita nell’art. 23, comma 7, del D.Lgs 11.5.1999 n. 152, lo schema di disciplinare predisposto dall’Ufficio istruttore verrà revisionato ed integrato direttamente dalla Direzione Generale della Difesa del Suolo, anche in riferimento alle normative di recente intervenute in materia di utilizzazioni di acque pubbliche.
Per quanto concerne la richiesta di autorizzazione provvisoria alla esecuzione delle opere necessarie per dare operatività proficua all’invaso realizzato, si rileva che i motivi di urgenza previsti per l’applicazione dell’art. 13 del T.U. 1775/1933 sono da ravvisarsi nella situazione in esame, e risultano confermati dalle iniziative assunte dal C.I.P.E. con il finanziamento della relativa spesa, e Presidente del Consiglio dei Ministri con la direttiva 4.8.1999 su citata, la cui finalità primaria è appunto quella di rendere operative le varie opere di invaso realizzate o in corso di completamento.
Nelle more di emissione del provvedimento di concessione della derivazione della derivazione in oggetto, pertanto, può essere l’autorizzazione provvisoria alla esecuzione di tutte le opere complementari della derivazione mai sensi e con le salvezze di cui al citato art. 13 del Testo Unico 1775/1933.

Tutto quanto sopra premesso e considerato, la Sezione, all’unanimità

E’ DEL PARERE

che possa essere assentita al Consorzio di Bonifica di Caulonia la concessione di grande derivazione irrigua chiesta con l’istanza 12.7.1993 di cui alle premesse, con le prescrizioni di cui ai "considerato", riferite anche alla revisione ed integrazione dello schema di disciplinare a cura diretta della Direzione Generale della Difesa del Suolo;
che, nelle more del perfezionamento della pratica di concessione, possa essere rilasciata, ai sensi e con le salvezze di cui all’art. 13 del T.U. 1775/1933, l’autorizzazione provvisoria alla esecuzione delle opere complementari e di operatività della derivazione in oggetto.