SEZIONI PRIMA E QUINTA

Seduta del 20.10.98
Voto n.412

OGGETTO:
Comune di Perugia - Realizzazione di un ponte sul fiume Tevere in località Ponte S. Giovanni - Dichiarazione di idoneità del progetto esecutivo.
PERUGIA

LE SEZIONI

VISTA la nota n. 166 in data 9.9.1998 con la quale il Servizio Tecnico Centrale trasmette, per esame e parere, l’affare in oggetto indicato;

ESAMINATI gli atti;

UDITA la Commissione Relatrice (Guglielmi, Fralleone, Sanpaolesi, Calzona, Burghignoli, Veca, Da Deppo, Gentili, Bracchi, Como, Ranzo)

PREMESSO

Con nota n. 166 in data 9.9.1998 il Servizio Tecnico Centrale ha sottoposto all’esame del Consiglio Superiore il progetto esecutivo del "Ponte sul fiume Tevere in località Ponte S. Giovanni", per il parere di cui al punto B.1 del D.M. 16.1.1996 (Norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche), trattandosi di un’opera per la quale è previsto l’impiego di dispositivi di isolamento sismico, nonché per la presenza di elementi strutturali in legno lamellare.
Il progetto è stato predisposto dal Settore Opere Pubbliche del Comune di Perugia che, nel trasmetterlo, con nota n. 51997 del 13.8.98, fa presente quanto segue.
"L’opera in oggetto è inserita nel piano del Giubileo e verrà realizzata congiuntamente ad un parcheggio nell’abitato di Ponte S. Giovanni a Perugia".
"Il ponte sarà costituito da strutture in legno lamellare per quanto riguarda l’impalcato e da strutture in cemento armato normale per quanto riguarda fondazioni, pile e spalle, in considerazione degli eventi sismici che hanno recentemente interessato la provincia di Perugia e considerando l’importanza dell’opera, anche ai fini della protezione civile, si è deciso di adottare, per gli apparecchi di appoggio delle campate, degli appoggi in gomma con lamierini di acciaio capaci di isolamento sismico".
"La progettazione di tutti gli elementi strutturali è stata svolta seguendo la normativa vigente e secondo le indicazioni delle ‘linee per la progettazione, esecuzione e collaudo di strutture isolate dal sisma’ prodotte da codesto Consiglio".
"Come espresso dal D.M. 16.1.1996 punto B.1 le inviamo una copia del progetto del Ponte in oggetto al fine di ottenere la richiesta dichiarazione di idoneità".
"Come già precedentemente specificato il ponte in oggetto è parte del piano del Giubileo e pertanto risulta necessario abbreviare il più possibile i termini per l’ottenimento dei pareri e le autorizzazioni necessarie".
Il Servizio Tecnico Centrale ha redatto la relazione istruttoria, acclusa al foglio 9.9.1998 n. 166, dalla quale si evince quanto segue.
"Il ponte in progetto, che verrà realizzato in corrispondenza di un vecchio ponte in muratura crollato durante la seconda guerra mondiale, servirà per snellire la viabilità esistente nella zona e sarà costituito da tre campate lunghe circa 23 m, con due pile in alveo e due spalle".
"L’impalcato verrà realizzato con struttura portante in legno lamellare, del tipo reticolare, con sovrastante soletta in cemento armato, di spessore pari a 20 cm, gettata su tavolato in legno e ad esso resa solidale tramite collegamento a pioli.
"Le strutture portanti delle pile e delle spalle saranno, invece, realizzate in cemento armato con rivestimento in pietra, le pile saranno dotate superiormente di un pulvino per l’alloggiamento degli appoggi e saranno fondate su plinti in cemento armato, le spalle, che avranno anche funzione di contenimento, avranno fondazioni di tipo superficiale alla stessa quota delle pile".
"Al fine di garantire un idoneo isolamento sismico tra impalcato e pile, è stato previsto l’impiego di dispositivi di appoggio a comportamento elasto-plastico".
"La progettazione strutturale è stata eseguita seguendo la normativa tecnica vigente e, come dichiarato in relazione, le indicazioni delle "linee guida per la progettazione, esecuzione e collaudo delle strutture isolate dal sisma".
"Il progetto esecutivo è composto dai seguenti elaborati:

  • Relazione tecnica (Tav. 1)
  • Computo metrico estimativo (Tav. 2)
  • Elenco prezzi (Tav. 3)
  • Capitolato speciale d’appalto (Tav. 4)
  • Relazione geologica e geotecnica (Tav. 5)
  • Relazione di calcolo (Tav. 6)
  • Piano di sicurezza e di coordinamento (Tav. 7)
  • Relazione tecnico-descrittiva impianti elettrici (Tav. E1)
  • n. 15 elaborati grafici (Tavv.: E2; A1-A7; S1-S7)"
"Il p.to B.1 del D.M. 16.1.96 - Norme tecniche per la costruzione in zone sismiche prevede che "le costruzioni nelle quali sia prevista l’introduzione di isolatori sismici, di qualunque tipo, possono essere realizzate previa dichiarazione di idoneità da parte del Presidente del Consiglio Superiore dei LL.PP., da rilasciare su conforme parere dello stesso Consiglio" ed a tale scopo il progetto in questione è stato trasmesso a questo Servizio".
Inoltre, a parere di questo Servizio, la dichiarazione di idoneità deve essere rilasciata anche ai sensi dell’art. 1 della legge n. 64/74, in quanto per la realizzazione della struttura in esame vengono utilizzati elementi portanti in legno lamellare".
"Infatti, come più volte ribadito in pareri del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, non esistendo, per tali tipologie di strutture una specifica norma tecnica nazionale, il relativo progetto esecutivo deve essere approvato, ai sensi dell’ultimo comma del citato art. 1 della legge 64/74, dal Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, su conforme parere dello stesso Consiglio.

CONSIDERATO

Come accennato in premessa, il parere di questo Consesso sul progetto dell’opera in argomento è richiesto specificamente per ciò che concerne:

  • l’impiego del legno lamellare per la realizzazione delle strutture di impalcato, che deve avvenire nel rispetto sia delle norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo dei ponti stradali (DM 4.5.90), sia di specifiche normative tecniche ufficiali europee di comprovata validità riguardanti le strutture in legno;
  • l’idoneità del sistema di isolamento sismico e/o di dissipazione di energia, secondo quanto previsto dal punto B1 del DM 24.1.96.
Preliminarmente, si osserva che la documentazione progettuale trasmessa, costituita dalle relazioni e dagli elaborati grafici indicati in premessa, non definisce compiutamente e in ogni parte l’opera da realizzare.
In particolare, per quanto concerne le strutture in legno lamellare, si rileva che:
  1. gli elaborati grafici illustrano, in modo alquanto sommario, la struttura nel suo complesso, mentre non vengono rappresentati i singoli elementi della struttura ed i rispettivi collegamenti, con l’indicazione delle quote e delle tolleranze geometriche e delle caratteristiche dei materiali (materiale base, trattamenti protettivi, tipo di lavorazione, ecc.);
  2. mancano le verifiche di sicurezza sia degli elementi della struttura (in legno o in acciaio) più sollecitati sia dei principali collegamenti;
  3. le caratteristiche qualitative e di resistenza del legno lamellare, sulle quali si basano i criteri e le metodologie di calcolo, devono essere effettivamente possedute dal materiale impiegato nella realizzazione dell’opera. A tal fine è necessario che tali caratteristiche siano accertate sulla base di apposite prove sul materiale, effettuate e documentate, nella forma di controlli statistici, da parte di Istituti di riconosciuta competenza;
  4. attesa l’importanza che assumono, per il legno lamellare, i fenomeni di viscosità, soprattutto quando le opere sono ubicate in ambienti particolarmente umidi, appare necessaria un’approfondita verifica degli stati limite di esercizio; in particolare i collegamenti (pioli) tra il solettone in c.a. e la relativa sottostruttura in legno lamellare dovranno essere verificati tenendo conto delle deformazioni a breve ed a lungo termine;
  5. per strutture sottoposte ad alto numero di cicli di carico sono non opportune soluzioni che prevedono l’accoppiamento calcestruzzo-legno per la drastica riduzione della vita di servizio dell’opera. Inoltre la notevole differenza tra i coefficienti di dilatazione termica dei materiali legno-calcestruzzo produce significative sollecitazioni all’interfaccia tra i materiali stessi che amplifica le carenze statiche dell’accoppiamento legno-calcestruzzo;
  6. è comunque opportuno che venga approntato, già nella fase della proget–tazione esecutiva, un dettagliato ed efficace programma di manutenzione atto a garantire la durabilità dell’opera dopo la sua realizzazione.
Per quanto concerne il sistema di isolamento sismico si rileva che:
  1. nella relazione di calcolo, cui risultano allegati copiosi tabulati relativi alle elaborazioni numeriche, il sistema di isolamento appare descritto in maniera eccessivamente sintetica, il che non consente un’adeguata valutazione sia per quanto concerne le determinazioni delle azioni di calcolo e le rispettive combinazioni, sia per quanto concerne lo sviluppo del calcolo.

  2. Al riguardo si suggerisce, come indicato anche nel punto B1 della Circolare 10.4.1997 n. 65, che l’impostazione e la redazione della relazione di calcolo siano svolte con riferimento alle Istruzioni CNR 10024/86.
    Si rammenta altresì l’esigenza dell’adozione di un criterio unitario di verifica (stati limite o tensioni ammissibili) per l’intero complesso strutturale, secondo quanto indicato nella Circolare 15.10.96 n. 252, al punto A3;
  3. sebbene venga espressamente affermato nella nota n. 51997 in data 13.8.1998 del Comune di Perugia, che "la progettazione di tutti gli elementi strutturali è stata svolta seguendo la normativa vigente e secondo le indicazioni delle linee guida per la progettazione, esecuzione e collaudo di strutture isolate dal sisma" emanate dal Consiglio Superiore dei LL.PP., non sembra tuttavia – per quanto si evince della relazione di calcolo - che si sia tenuto conto adeguatamente delle indicazioni progettuali fornite dal documento stesso.

  4. In particolare non risulta chiaramente giustificata – specialmente in relazione alle caratteristiche del sottosuolo – l’azione sismica utilizzata per le verifiche; manca, tra l’altro, una verifica per sisma in direzione trasversale al ponte che tenga conto dell’effettiva distribuzione delle masse e delle rigidezze evidenziate dalla sezione trasversale della struttura.
    Non si comprende inoltre in che modo si tenga conto degli spostamenti derivanti dall’analisi, anche al fine di evitare eventuali martellamenti tra le diverse parti della struttura;
    Peraltro, nella stessa nota sopracitata viene fatto presente che l’opera riveste notevole importanza anche ai fini della Protezione Civile; non risulta tuttavia che nelle verifiche sismiche sia stato adottato un valore adeguato del coefficiente di protezione sismica (I = 1,4);
  5. manca qualsiasi disegno, d’insieme e di dettaglio, dei dispositivi di vincolo, con l’indicazione della loro esatta ubicazione, dei relativi sistemi di protezione e di accesso; relativamente a questi ultimi si ricorda che è di estrema importanza prevedere un apposito piano con le modalità di controllo, manutenzione e sostituzione dei dispositivi di vincolo;
  6. infine, sarebbe opportuno che nella relazione tecnica le scelte progettuali adottate venissero adeguatamente giustificate.
Relativamente agli aspetti geotecnici si osserva che:
  1. i problemi geotecnici non appaiono sostanzialmente trattati, in quanto si fa riferimento – nella relazione geologica e geotecnica – ad una sommaria ed insufficiente caratterizzazione dei terreni, caratterizzazione che peraltro condiziona il comportamento della struttura isolata. In particolare, nella predetta relazione si fa esplicito riferimento ad indagini da svolgere in sede esecutiva;
  2. mancano le verifiche di sicurezza delle strutture di fondazione delle pile e delle spalle;
  3. manca, peraltro, un’analisi sul comportamento geotecnico del manufatto in condizioni di servizio essendo soltanto descritte la forma ed il tipo di fondazioni.
Riguardo agli aspetti idrologici e idraulici si ritiene opportuno far presente quanto segue.
  1. Per la quota di massima piena ed il valore della stessa sono anche da considerare quelle previste dagli studi della Autorità di Bacino competente;
  2. le valutazioni del rigurgito prodotto dal manufatto non sono suffragate da alcun calcolo giustificativo. Il valore per il rigurgito, tutt’altro che trascurabile, va considerato tenendo conto delle quote di esondazione e, se del caso, limitato riducendo l’occupazione d’alveo dovuta alla presenza di pile e spalle;
  3. la difesa di sponda va disegnata tenendo conto della situazione attuale e futura delle sezioni interessate; la presenza del pennello va anch’essa riconsiderata e, comunque, giustificata;
  4. eventuali effetti di rigurgito che aumentino le possibilità di esondazione richiedono interventi a monte tali che la situazione dopo la realizzazione del ponte sia non peggiore della situazione antecedente tale realizzazione.
Tutto ciò premesso, nei "considerato" che precedono

E’ IL PARERE

delle Sezioni, reso all’unanimità.