ASSEMBLEA GENERALE

Seduta del 4.12.98
Voto n. 541

OGGETTO:
Progetto concernente "completamento schema idrico Alento - rete irrigua Alento" ammesso dal finanziamento dal CIPE con delibera 23.4.97 – Progetto esecutivo.
SALERNO

L’ASSEMBLEA

VISTA la nota del 23.11.98 n.1090/B, con la quale il consorzio ‘VELIA’ idi Salerno ha trasmesso, per esame e parere, il progetto sopra descritto;

VISTO il voto n.241 reso dall’Assemblea Generale del Consiglio Superiore dei LL.PP. nell’adunanza del 31.07.97:

ESAMINATI gli atti;

UDITA la Commissione relatrice (Baroncini, Rossi, Grappetti, D’Antona, Batini, Curto, D’Ambrosio, Frega, Gentili, Grisolia, Margaritora, Tamburini)

PREMESSE

Questa Assemblea ha esaminato nelle sedute del 17 e 31 luglio 1998 il progetto datato Aprile 1998, dell'importo omnicomprensivo di 97,742* 109 lire intitolato: ‘Completamento Schema Idrico Alento - Rete Irrigua Alento’ - detto progetto fu ritenuto meritevole di essere avviato alle successive fasi di elaborazione esecutiva con le prescrizioni e raccomandazioni contenute nei `considerato’ del voto 31.7.98 n.241/98.
Con lettera del 23.11.09 n. 1090/B il Consorzio ` Velia` per la Bonifica del Bacino dell'Alento - Salerno - ha presentato lo stralcio esecutivo di detto progetto, contenuto nell'importo omnicomprensivo di 82,00* 109 lire, pari al finanziamento del Ministero delle Politiche Agricole sui fondi della legge 341/95 - Delibera CIPE 23.4.97 in G.U.R.l. n'203, chiedendone l'esame e parere al sensi dell'art. 6 comma 5 della Legge 109/94 come modificata dalla L. 216/95.
Occorre rammentare che in sede di esame del progetto definitivo `Aprile 1998`, si era presa anche conoscenza dello schema generale delle opere costituenti il Progetto Integrato Alento e della scheda di valutazione economico-finanziaria dell'intero investimento esprimendo considerazioni generali di condivisibilità.
Si ritiene opportuno prima di descrivere lo stralcio esecutivo, riassumere quelle che erano le opere previste nel progetto definitivo già esaminato nonchè le considerazioni di cui al sopra richiamato voto 241.

1) Il "Progetto Integrato Alento"Il progetto Integrato Alento riguarda una pluralità di interventi sul territorio cilentano che hanno goduto di consistenti finanziamenti pubblici negli anni 1980-1990 valutabili in circa £360 miliardi di cui 263 (non rivalutati) già spesi e 82 oggetto del finanziamento relativo al progetto in esame, di cui alla delibera CIPE 23.4.1997 n. 74.
Gran parte delle opere costituenti lo schema intersettoriale sono state già realizzate ed altre sono in corso di realizzazione secondo un piano di massima, previsto nel 2
Progetto Speciale 29 predisposto dalla ex Casmez negli anni 76/80, che ha subito numerose modifiche e integrazioni nel corso degli anni.
Le opere che hanno costituito i vari lotti esecutivi, realizzati, in corso di realizzazione e da realizzare sono:

  • diga sull'Alento: finanziamento ex Agenzia circa £. 148 miliardi esaminato dalla 4' Sezione del Consiglio Superiore e dalla Delegazione Cassa Mezzogiorno (1980-81) i lavori sono ultimati.
  • I' e 2' lotto: adduttrice dalla diga alla centrale idroelettrica di Omignano, la centrale stessa e l'adduttrice fino alle aree limitrofe agli abitati di Marina di Ascea e di Casalvelino, per un importo complessivo di circa £.26 miliardi finanziato con fondi POP della Regione Campania 1990-93. i lavori sono ultimati.
  • 1’ lotto: rete adduzione (derivata dalla sopra citata adduttrice) e vasche di carico e compenso per l'alimentazione delle aree di sviluppo 'industriale in località Casalvelino e Ornignano e usi irrigui per circa 345 ha in località Farnito, Tomacelli e Rungi dell'importo di circa 11 miliardi.
  • E' stato approvato dal C.T.R. della Campania e finanziato con i fondi Q.C.S. Italia 94/98. 1 lavori sono in corso di realizzazione.
  • 4' lotto: riguarda la realizzazione di adduttori primari e secondari nella media Valle dell'Alento per uno sviluppo complessivo di circa 8 km e vasche di accumulo per la utenza irrigua in sinistra del fiume Alento per un importo di circa 20 miliardi finanziati con fondi POP 1994-99. i lavori sono in corso di realizzazione.
  • opere per l'utilizzazione idropotabile, l'interconnessione con gli acquedotti del Cilento e Basso Sele. Le opere consistono in un impianto di potabilizzazione situato ai piedi della diga e in 13 km di condotta per l'allaccio agli acquedotti esistenti. L'importo complessivo ammonta a 36 miliardi ed è finanziato dalla Regione Campania con risorse POP/93. Lavori già realizzati.
  • opere di futura realizzazione per la rete di distribuzione acque ad uso civile non potabile per la fascia costiera cilentana. Il progetto è stato presentato alla Regione Campania per accedere al finanziamento POP 94/98. Istruttoria in corso.
  • completamente dello schema idrico Alento, progetto ora all'esame di questa Assemblea e descritto in dettaglio nelle premesse. Esso riguarda una serie di adduzioni con derivazione dalla principale di cui al I' e 2' lotto per uso irriguo su circa 3918 ha e per uso industriale in sinistra e in destra dell'acquedotto in tutta la valle dell'Alento per circa 270 ha.
2) "Considerato" del voto Assemblea Generale 241/1998
  • Negli atti presentati nulla viene precisato sulla caratterizzazione del livello progettuale e, dall'esame degli stessi, si apprezza che il progetto non può essere classificato esecutivo in quanto oltre ad essere privo di tutti quegli elaborati connessi all'appaltabilità delle opere (Capitolato Speciale d'appalto, Piano di sicurezza ai sensi della legge 494/96, ecc.) mancano i particolari esecutivi delle opere civili, delle apparecchiatura elettromeccaniche degli impianti di sollevamento, degli impianti di telecontrollo e della protezione catodica.
  • Il progetto assume dunque in questa fase le connotazioni di un progetto "definitivo" ritenendolo completo, a seguito anche delle integrazioni fatte pervenire dal Consorzio nel corso dell'istruttoria, di tutti quegli elementi necessari ai fini del rilascio delle prescritte autorizzazioni ed approvazioni (art. 16 comma 4 della legge 216/95).
  • in merito alla qualità delle acque derivate, sia sotto l'aspetto igienico per i fini irrigui ed industriali e sia per l'eventuale o meno sua aggressività, così come rilevato dagli atti progettuali, la stessa è da ritenersi soddisfacente all'uso previsto. Infatti il progettista, sulla base delle analisi effettuate nel periodo di 4 anni (94-98), precisa che le acque dell'invaso sono state classificate ai sensi del D.P.R. 515/82 nella cat.A2, che prevede l'uso idropotabile della stessa previo trattamento. Ai fini dell'aggressività, il pH è neutro o leggermente alcalino.
  • In merito è però da prescriversi che sia continuata la campagna di monitoraggio sulla caratterizzazione delle acque; ciò alfine di tenere sempre sotto controllo la qualità delle stesse sotto l'aspetto igienico, anche per i fini irrigui. L'esigenza è ritenuta indispensabile atteso che a monte dell'invaso esistono degli insediamenti civili sia pure, come detto in premessa, dotati di relativi impianti di depurazione.
  • gli aspetti geotecnici riguardano essenzialmente la realizzazione di vasche e manufatti accessori per l'accumulo e la distribuzione di acqua da collocare alcuni in fondovalle su depositi alluvionali ed alti! su pendii in terreni appartenenti ai complessi a struttura flyshiode che costituiscono i rilievi. I manufatti hanno in genere dimensioni contenute, forme regolati e sono in prevalenza di tipo seminterrato così che comportano l'applicazione di modesti sovraccarichi sui terreni e tali da non creare problemi particolare almeno per quanto riguarda quelli da collocare in piano. Qualche delicato problema può derivare dalla costruzione di alcune delle vasche su pendii nelle formazioni flyshioidi, anche in considerazione della diffusa presenza, in superficie, di coltri di terreni alterati e degradati ed in condizioni limiti di stabilità. Anche in questi casi, tuttavia, i problemi derivano unicamente dalla preparazione del piano di posa dei manufatti che comporta l'esecuzione di scavi temporanei di qualche metro di altezza e la risistemazione dei materiali dì risulta.
Da questo punto di vista il problema è stato ben considerato ed affrontato. In particolare per ciascuna vasca in pendio è stato eseguito uno studio geomorfologico di dettaglio ed una ricostruzione stratigrafica e strutturale di terreni basata anche su specifici rilievi e sui risultati di sondaggi stratigrafici appositamente eseguiti. Così come altrettanto curato è risultato uno studio preventivo delle presunte condizioni di stabilità dei versanti interessati dalla collocazione delle condotte idriche di collegamento.
Non appare del tutto esauriente lo studio degli aspetti propriamente geotecnici posti a sostegno del dimensionamento, sia pure preliminare, delle opere.
La caratterizzazione geotecnica dei terreni è infatti basata sulla assunzione di parametri "Medi" di comportamento meccanico desunti dai risultati di tutte le prove di laboratorio disponibili (eseguite, prevalentemente, su terreni campionabili, appartenenti ai livelli limo-argillosi) che, visti i caratteri strutturali delle formazioni interessate, non risulta completamente rappresentativa del comportamento reale dei terreni e, nel complesso, eccessivamente cautelativa.
Ciò rende poco significative alcune verifiche di stabilità di insieme dei manufatti e, in qualche caso, porta alla adozione di importanti opere di sostegno provvisionali degli scavi (previste anche con doppia fila di pali affiancati di notevole lunghezza) forse inutilmente onerose e non sempre adatte, per tipologia, alle caratteristiche dei terreni interessati. Nelle successive fasi di approfondimento esecutivo del progetto sarà pertanto necessario rivedere con maggior dettaglio tali soluzioni, approfondendo meglio l'aspetto, forse più delicato, della sistemazione finale delle "zone di sottoscarpa" delle vasche in "Mezzacosta".
  • relativamente agli aspetti idraulici, le adduttrici previste in progetto, come illustrate in premessa, riguardano tubazioni in acciaio dalla diramazione della adduttrice principale alle vasche di compenso e da queste alla rete comiziale, quest'ultima prevista in P.E.A.D.
- omissis -

Poichè una consistente parte delle utenze da servire è dislocata a quote superiori a quelle del livello idrico nel serbatoio, risulta che numerose vasche di carico delle reti distributrici sono poste più in alto del serbatoio di Piano della Rocca e devono essere quindi alimentate tramite impianti di sollevamento, che in alcuni casi risultano impegnativi per il dislivello da superare, per la portata da addurre e per le pressioni che interessano l'impianto in moto permanente e in moto vario.

- omissis -

Per attenuare le sovrapressioni di moto vario che si generano a monte delle pompe - anche in questo caso le più elevate sono dovute ad un brusco distacco della potenza elettrica - i progettisti hanno previsto di installare pure una cassa d'aria su ciascuna condotta di adduzione alle pompe, in derivazione da essa poco a monte delle pompe stesse.
Alle casse d'aria poste sull'adduzione risulta siano state assegnate analoghe dimensioni delle corrispondenti poste sulla mandata.
Non essendo riportati i calcoli delle sovrapressioni di moto vario che si generano a monte delle pompe, tale dimensionamento non trova giustificazione data la diversa evoluzione delle sovrapressioni che si instaurano.
Bisogna al riguardo osservare che le sovrapressioni che si propagano nelle condotte a monte degli impianti di sollevamento - data la collocazione di detti impianti "in linea" sulle condotte derivate dall'adduttore principale - interessano parte del sistema adduttore con conseguenze, nei tratti interessati, che non è possibile valutare sulla base della documentazione tecnica disponibile.
Dalla documentazione presentata, si evincono solo valutazioni di tipo qualitativo e non quantitativo per cui, attesa l'importanza che potrebbe rivestire il fenomeno in particolare nei tratti a monte degli impianti di sollevamento a servizio delle vasche H1, H2, H3, si ritiene necessario prescrivere che in fase di redazione del progetto esecutivo sia effettuata una puntuale verifica delle sovrapressioni di moto vario che potrebbero verificarsi a monte delle stazioni di sollevamento (anche in conseguenza di manovre errate sugli organi di intercettazione) ed in particolare nei tratti non dotati di efficiente disconnessione idraulica.

  • per quanto riguarda la scelta dei materiali per le tubazioni il Consorzio di Bonifica con relazione integrativa in data 9.7.98 n.6901B ha fornito maggiori dettagli ed elementi giustificativi in merito alle scelte effettuate.                                            omissis -
  • L'Assemblea in merito ritiene che le motivazioni addotte siano nel complesso condivisibili. Richiama però l'attenzione sulla necessità che siano approfondite le misure di resistività dei terreni ciò alfine di pervenire ad una puntuale progettazione esecutiva della protezione attiva e passiva e della correlazione tra entrambe. E', altresì, da prescriversi che sempre in fase di progettazione esecutiva debbano essere effettuate più approfondite e puntuali verifiche sulla statica delle varie tubazioni adottate (piene e vuote), sulle eventuali necessità di blocchi di ancoraggio con particolare riferimento a punti singolari (attraversamenti, deviazioni) vedi D.M. LL.PP. 12.12.1985 nonne tecniche relative alle tubazioni.
  • Parimenti è da prescriversi che ai fini della progettazione esecutiva siano studiati in dettaglio, su cartografia idonea, i tracciati della rete terziaria con le relative opere d'arte;
  • le opere d'arte sia di linea che particolari, sono da ritenere correttamente impostate. E' tuttavia da prescriversi che per le stesse, in sede di redazione del progetto esecutivo, sia posta particolare cura nel dimensionamento di dettaglio e nella definizione dei particolari costruttivi tenendo conto delle effettive condizioni al contorno nella loro ubicazione;
  • gli aspetti impiantistici (elettropompe, valvole ed apparecchiatura elettromeccaniche in genere) vengono definite, nelle linee generali, nei relativi disciplinati. E’ necessario però che in sede di progetto esecutivo si proceda ad una caratterizzazione puntuale sotto ogni punto di vista (meccanico, elettrico, impiantistico, ecc.).
  • I prezzi unitari utilizzati sono desunti in gran parte dal prezziario della Regione Campania del 1990 ridotti del 5% e da altri che, pur non essendo supportati da analisi, appaiono nel complesso congrui.
  • In ogni caso si prescrive che in sede di progettazione esecutiva questi ultimi vengano giustificati da apposite analisi.
  • è, infine, da prescriversi che siano acquisiti prima della successiva fase progettuale i pareri e le autorizzazioni, degli altri enti territorialmente competenti per gli spetti paesaggistici, ambientali, urbanistici, vincoli idrogeologici, ecc. Ciò al fine di conseguire una progettazione esecutiva tale che recepisca le eventuali prescrizioni e vincoli che dovessero essere imposti".
Riassunte in modo sintetico sia le previsioni' del progetto "definitivo" sia le considerazioni formulate da questo Consesso sì descrive il contenuto dello stralcio esecutivo presentato, ora all'esame di questa Assemblea, con riferimento anche alle osservazioni formulate con il ripetuto voto 241 del 31.7.98.
Il CIPE, in base alla legge 341/85, ha finanziato un primo stralcio del progetto di completamente dell'Alento, rete irrigua, per una somma di 82 miliardi a fronte dei 97,742 miliardi previsti nel progetto definitivo.
In relazione a quanto sopra la Deputazione Amministrativa del Consorzio Vela con delibera 9.9.98 n.78 ha stabilito la priorità di intervento stralciato, dalle previsioni originarie i distretti HI,H2,H3 ed E2.
Nella tabella riassuntiva che segue sono riportati pertanto i distretti irrigui oggetto del presente progetto esecutivo.
In fase di redazione della progettazione esecutiva sono stati effettuati i necessari approfondimenti tecnici e di verifica in loco.
Sono stati confermati l'ubicazione ed il dimensionamento dei manufatti principali (vasche) elaborando tutti gli elementi integrativi necessari per la cantierabilità delle opere civili ed impiantistiche ad esse connesse.
I diametri delle condotte di acciaio di adduzione e distribuzione secondarie, sono stati confermati nel progetto esecutivo con eccezione:1) del tratto AB, distretto F4 (lunghezza 1498 m ) dove è stato utilizzato il Dn 800 m alternativa al Dn 500, 2) del tratto AC del distretto F2 (lunghezza 1415 m) per il quale è stato utilizzato il diametro Dn 600 in alternativa al Dn 500.Entrambi gli incrementi di diametri sono correlati all'ottimizzazione funzionale dell'impianto di sollevamento IF2.
Pertanto le opere previste nel progetto esecutivo possono così riassumersi:

• vasche in cemento armato per l'accumulo di complessivo 4620 mc;
• impianti di sollevamento per una potenza installata complessiva di 2250 Kw, completi di apparecchiatura elettromeccamiche;
• rete di adduzione e distribuzione fino al comizi in acciaio DN 800-200 min per uno
sviluppo di circa 74 Kin;
• rete di distribuzione intraziendale all'interno dei comizi irrigui in P.E.A.D. nel diametri da 180 a 100 min con uno sviluppo totale di circa 104 Km;
• circa 500 pozzetti di scarico e sfiato, 108 gruppi di consegna comiziali, 865 idranti
forniti di sistema di comando e misura automatico locale e 70 attraversamenti di corsi d'acqua, di strade e di ferrovia;
• interventi di drenaggio alle canalizzazioni di bonifica esistenti;
• impianti di protezione catodica delle tubazioni in acciaio;
• impianti di telecomando e di telecontrollo;
• procedure per la acquisizione dei terreni occorrenti per la realizzazione delle opere e l'imposizione delle servitù;
• oneri per gli allacciamenti ENEL e TELECOM;
• attività di supporto all'avvio ed alla finalizzazione dell'intervento,
• gestione biennale degli impianti irrigui,
• fornitura dei mezzi meccanici e delle apparecchiatura per la manutenzione degli impianti e dei ricambi.

In mento al dettagli riguardanti lo sviluppo delle canalizzazioni previste nel presente stralcio si rimanda alla tabella che segue:

protezione catodica
Il sistema di protezione catodica prevede l'installazione di 14 centraline a corrente impressa distribuita sul territorio con criterio condizionato dalla presenza ed interferenza della linea ferroviaria SA-RC.
Ogni centralina è composta da un alimentatore che permette la regolazione manuale o automatico.

impianti di telecontrollo
La struttura del sistema di automazione e telecontrollo è basata su: un Centro Generale di telecontrollo situato alla diga dell'Alento interconnesso via ISDN ad un Sub-Centro presso la sede del Consorzio.
L'architettura del Centro prevede un sistema composto da due unità HOST di supervisione, collegate in rete Internet e interfacciate verso il campo da un front end principale di comunicazione,
una rete telefonica dedicata in cavo privato per l'interconnessione delle stazioni periferiche;
stazioni periferiche di telecontrollo di tre tipologie: slave di I' grado, preposte al controllo di vasche, nodi idraulici; master-slave, dedicate all'interrogazione di periferiche slave di 2' grado ubicate negli impianti di sollevamento;
slave di 2' grado, preposte al controllo delle vasche terminali degli impianti di sollevamento.

Impianti di sollevamento
Gli impianti di sollevamento compresi nell'intervento sono cinque:

  •   impianto B2 potenza complessiva 126 kw portata 132 l/s n. pompe 2+1 (riserva)
  •   impianto C2 potenza complessiva 120 kw portata 40 I/s n. pompe 2+1 (riserva)
  •  impianto F3 potenza complessiva 243 kw portata 114 l/s n. pompe 3+1 (riserva)
  •  impianto F2 potenza complessiva 594 kw portata 216 l/s n. pompe 3+1 (riserva)
  •  impianto G2 potenza complessiva 471 kw portata 230 l/s n. pompe 3+1 (riserva).


  Gli impianti sono tutti previsti con l'installazione di pompe centrifughe ‘in-line’ ad asse verticale.In merito alle prescrizioni di cui al precedente voto 241/98 si rileva dagli atti progettuali esibiti sono stati forniti maggiori dettagli per gli aspetti geotecnici; sul moto vano nelle condotte di sollevamento - le verifiche statiche delle tubazioni, i dettagli costruttivi dei manufatti principali (vasche e impianti di sollevamento, attraversamenti); impianto di protezione catodica, impianti di telecontrollo nonchè apparecchiatura elettromeccarnche e impianti di sollevamento.
Infine ai fini della esecutività del progetto vengono allegati i seguenti atti:

• piano parcellare e relativa stima;
• piano di sicurezza predisposto al sensi della legge 494/96;
• Capitolato Speciale d'Appalto con annessi i disciplinari delle tubazioni in acciaio e PAED, apparecchiatura idrauliche ed elettromeccamiche, impianti elettrici protezione catodica, telecontrollo e gestione.
Infine negli allegati di progetto sono riportati i pareri, le autorizzazioni nulla osta degli altri enti interessati per territori già rilasciati o in corso di istruttonia.

CONSIDERATO

In via preliminare si richiama, come illustrato mi dettaglio nelle premesse, che il progetto definitivo fu esaminato da questo Consesso nella seduta del 31.7.98 con voto n.241 ritenendo il progetto meritevole di essere avviato alle successive fasi di elaborazione esecutiva con le prescrizioni e raccomandazioni di cui ai "considerato" del voto stesso.
Viene ora all'esame il progetto esecutivo redatto sulla base delle citate prescrizioni e raccomandazioni, evidenziando che il progetto stesso riguarda uno stralcio funzionale dell'elaborato in precedenza esaminato, nei limiti dell'importo del finanziamento assentito di complessive lire 82 miliardi.
Prima di procedere all'esame del progetto esecutivo, si è ritenuto opportuno verificare preliminarmente la conformità degli atti progettuali alle prescrizioni e raccomandazioni di cui' ai "considerato" del citato voto n. 241/98.

- monitoraggio continuato della qualitá delle acque dell'invaso: risulta tra i documenti trasmessi la delibera della Giunta Regionale 20.5.98 n.3228 di classifica delle acque dell'invaso ai sensi del DPR 515/82 nonché il programma dei controlli e Monitoraggi a cui il Consorzio si deve attenere per verificare costantemente la qualità dell'acqua.
- per quanto riguarda L'approfondimento degli aspetti geotecnici si fa presente quanto segue:
I problemi geotecnici di maggiore interesse riguardano la stabilità dei fronti di scavo, derivanti dalla creazione dei piani di fondazione delle vasche di distribuzione e dei relativi manufatti di servizio.
In sede di progetto definitivo questi erano stati sistematicamente risolti mediante la realizzazione di paratie continue di pali affiancati di 800 mm di diametro a volte disposti in doppia fila. Tale soluzione era stata ritenuta non chiaramente giustificata e sicuramente eccessivamente cautelativa. Al contrario, completamente ignorato era stato il problema della stabilità dei rilevati di "sottoscarpa" che in qualche caso derivano dalla sistemazione finale delle aree.
In fase di progetto esecutivo i problemi sono stati sicuramente approfonditi ed affinati. In particolare per ciascuna vasca è stata chiaramente ricostruita la situazione morfologica attraverso specifiche sezioni che hanno consentito un ottimale posizionamento plano-altimetrico dei manufatti.
In alcuni casi una sagonatura a gradoni degli scavi ha consentito, opportunamente, di evitare l'impiego di buona parte delle onerose opere di sostegno con palificate. Queste sono state confermate solo nel casi in cui la presenza di manufatti o di infrastrutture esistenti imponeva la realizzazione di fronti verticali. Nel dimensionamento delle palificate, che nel casi di maggiore altezza libera sono state irrigidite con tiranti in testa, nel progetto sono stati adottati parametri consapevolmente cautelativi giustificati da obiettive incertezze di caratterizzazione del comportamento geotecnico di terreni "strutturalmente complessi" quali sono i "flysh" che costituiscono i versanti. Questi, composti da alternanze irregolari ed a volte casuali di strati a consistenza lapidea e livelli di terreni a grana fina, forniscono una risposta di insieme che dipende essenzialmente dalla composizione locale degli stessi terreni e dal carattere strutturali dell'ammasso (giacitura degli strati, stato di fratturazione, ecc.) di difficile previsione e schematizzazione.
Nel progetto, tuttavia, è stata anche esplicitamente considerata la possibilità, attraverso una specifica disposizione di capitolato e la preventiva disaggregazione dei compensi a corpo, che mi fase costruttiva possano essere adottate soluzioni meno onerose e comunque più adatte alle singole situazioni qualora le caratteristiche locali dei terreni lo dovessero consentire.
In ogni caso le modifiche riduttive ipotizzabili si configurano di entità estremamente modesta che entrano ampiamente nei limiti di ammissibilità contrattuale della voce interessata, prevista dal Capitolato Generale d'Appalto.
Attentamente presi mi considerazione risultano i problemi di stabilità delle zone di "sottoscarpa", sistemate con la rimozione della fascia di terreni alterati e degradati mediante una opportuna gradonatura dei terreni di imposta e, nei casi più difficili, con l'adozione di palificate di contrasto.

  • gli aspetti idraulici di maggiore rilievo riguardano la valutazione delle sovrapressioni di moto vario che si propagano a monte degli impianti di sollevamento. Su tale questione nel precedente voto, riguardante il progetto definitivo, era stata formulata una specifica prescrizione, richiedendo in particolare al progettisti di giustificare il dimensionamento delle casse d'aria previste nei tronchi terminali delle condotte di aspirazione poste in derivazione poco a monte delle pompe. A tali dispositivo i progettisti hanno assegnato la funzione di mantenere entro valori sopportabile dalle condotte e dalle apparecchiature le sovrapressioni che si generano per effetto di un possibile brusco distacco della potenza elettrica che alimenta i motori a servizio delle pompe stesse.
Nel progetto definitivo, a tali casse d'aria erano state assegnate le stesse dimensioni di quelle installate alla mandata, senza però effettuare un apposito dimensionamento, come invece era stato per queste ultime.
Nel progetto esecutivo, all'esame della Assemblea, è stato presentato un apposito elaborato in cui vengono riportati i risultati dei calcoli riguardanti la evoluzione delle sovrappressioni di moto vario nelle condotte a monte delle pompe ed il dimensionamento delle casse d'aria poste alla aspirazione negli impianti di sollevamento per i distretti B2, C2, E3, F2, G2 . Da tali verifiche risultano sovrapressioni compatibili con le caratteristiche di resistenza delle tubazioni e delle apparecchiatura.
In particolare risultano sovrapressioni massime alle aspirazioni dei vari impianti pari rispettivamente a 15 m per l'impianto B2, a 10 m per l'impianto C2, a 12 m per l'impianto E3, a 20 m per l'impianto F2, e a 30 m per l'impianto G2. Di conseguenza le massime pressioni alla aspirazione dei cinque impianti risultano nell'ordine : 60 m per 132, 42 m per C2, 52 m per E3, 30 m F2, e 60 m per G2.
Nelle verifiche di moto vario, di cui si sono richiamati i risultati essenziali, si è ipotizzato che la quota piezometrica in ciascun nodo di derivazione dall'adduttore principale si mantenga fissa e invariabile nel corso del moto vario studiato: ciò equivale a trascurare che le sovrapressioni che interessano i tronchi di derivazione si propaghino anche nell'adduttore.
Tale ipotesi di calcolo può ritenersi accettabile, vista la differenza tra le dimensioni (e le portate convogliate) dell'adduttore rispetto a quelle dei tronchi in derivazione, e vista anche l'entità, tutto sommato modesta, delle sovrappressioni stesse.
Per completezza va segnalata la possibilità del verificarsi di moti oscillazioni di insieme che potrebbero interessare l'intera massa d'acqua, complessivamente contenuta nel sistema adduttore e derivatore , in conseguenza di manovre di organi di regolazione e di controllo. Al riguardo l'Assemblea suggerisce di effettuare tali manovre con la dovuta cautela: manovre distanziate nel tempo e di determinata velocità di chiusura e apertura; i tempi e le velocità predette potranno determinarsi facendo precedere l'avvio della gestione del sistema da una sufficiente serie di simulazioni di possibili condizioni di moto vano d'insieme che possano verificarsi nella realtà.
Per quanto riguarda le verifiche in merito alla protezione catodica attiva delle condotte mi acciaio, vengono fornite le misure di resistività dei terreni interessati che li classificano come mediamente aggressivi.
In relazione a quanto sopra si prende atto della proposta di installare la protezione catodica attiva mediante immissione di corrente impressa; detta previsione è condizionata in modo determinante, anche, dall'interferenza delle correnti generate dal tracciato ferroviario del fondo valle.
In atti è stata allegata poi la verifica statica delle condotte in acciaio in varie condizioni' di esercizio così come previsto dal D.M. LL.PP. 12.12.85. In merito nulla si ha mi particolare da osservare ritenendo, sulla base delle vane condizioni' di carico assunte, accettabili i coefficienti di sicurezza ottenuti, le opere d'arte : sono state studiate in dettaglio fornendo elaborati tecnici atti a permettere in fase esecutiva una loro corretta realizzazione; gli impianti di sollevamento : sia sotto l'aspetto elettrico che meccanico, sono stati approfonditi e risultano, sulla base degli elementi forniti, adeguati alle loro funzioni ed a una loro corretta realizzazione. E' da precisare che, per quanto riguarda i locali adibiti a stazione di pompaggio, si evince dai grafici, dal computi metrici e dal C.S.A. la previsione degli interventi necessari per la prevenzione incendi; gli stessi interventi non appaiono tuttavia organicamente inseriti in appositi elaborati. In merito pertanto è indispensabile che tali elaborati siano adeguatamente predisposti prima di procedere all'appalto.
Corre poi l'obbligo di segnalare che gli elaborati relativi agli impianti elettrici e alle opere elettromeccaniche individuano in qualche caso particolari tipi commerciali di attrezzature di cui non è consentita l'indicazione. E' necessario pertanto che vengano eliminati, prima dell'appalto, tutti i riferimenti a particolari marche lasciando solo le specifiche di fornitura e le prestazioni che dall'apparecchiatura si richiedono.
Pareri ed autorizzazioni : è allegato l'elenco dei pareri e/o autorizzazioni degli altri Enti interessati per territorio da cui risulta che alcuni di essi sono ancora in fase di ottenimento.
Appare superfluo sottolineare la necessità del perfezionamento degli stessi prima dell'avvio della gara di appalto.
Premesso quanto sopra in via preliminare ed entrando ora nel merito del progetto esecutivo in esame si osserva quanto segue:
  • il progetto esecutivo appare rispondente alle finalità da conseguire per l'irrigazione di 2903 ha è conforme all'impostazione del citato progetto definitivo, a suo tempo ritenuto meritevole di essere portato a livello esecutivo, e mantiene inalterate le prerogative di funzionalità, ancorchè ridimensionato in relazione al ridotto finanziamento assentito;
  • per gli aspetti tecnici e particolari costruttivi che sono da ritenersi ammissibili ai fini di una chiara e puntuale lettura in fase di gestione dell'appalto, nulla si ha da osservare; parimenti nulla si ha da osservare in merito alle modeste modifiche che discendono dall'approfondimento esecutivo riguardante il tracciato e le variazioni di diametro di limitati tratti di condotte rispetto alle previsioni originarie, ritenendo dette modifiche ininfluenti al fine funzionali dello schema idrico proposto;
  • il progetto è completo del Capitolato Speciale d'Appalto corredato dei disciplinari tecnici relativi alla fornitura e posa in opera dei materiali (condotte, apparecchiature elettromeccaniche, ecc.). Il Capitolato e i relativi allegati risultano approfonditi ed in linea con le attuali disposizioni di legge vigenti sia per gli aspetti contrattuali che tecnici;
  • per quanto riguarda il 'Piano di Sicurezza e Coordinamento", di cui al D.Lgs. 494/96, si prende atto della redazione dello stesso; si ritiene tuttavia che esso debba essere integrato, prima dell'esperimento della gara, così come prescritto dallo stesso decreto, con tutti gli atti necessari quali ad esempio le schede di individuazione delle lavorazioni, dei rischi connessi a dette lavorazioni, dei provvedimenti atti a n 'durre tali rischi, etc.;
  • in merito ai prezzi esposti, gli stessi risultano in parte desunti dalla tariffa del Provveditorato alle OO.PP. della Campania - edizione 1990 - attualmente vigente, ed in parte ricavati mediante apposite analisi che nel complesso possono ritenersi correttamente impostate. Fanno eccezione però i prezzi relativi agli impianti elettrici e alle apparecchiatura elettromeccaniche che appaiono mediamente superiori del 20% al prezzi correnti di mercato e pertanto si è dell'avviso che detti prezzi siano da ridurre, di conseguenza. L'economia dovrà essere riportata nelle somme a disposizione nell’Amministrazione.
Infine è opportuno sottolineare che per mero errore di copiatura risulta nel sommano della stima dei lavori la dicitura 1avori a misura". In mento è pertanto necessario, prima di procedere all'appalto dei lavori, che ciò sia rettificato con la dicitura 1avoni a corpo" così come previsto in tutti gli altri atti progettuali.Tutto ciò premesso e considerato l'Assemblea, all'unamimità,
E' DEL PARERE

che il progetto esecutivo per il "completamente Schema Idrico ALENTO -RETE IRRIGUA ALENTO" dell'importo di £. 82.000.000.000 sia meritevole di approvazione nel rispetto delle osservazioni e prescrizioni di cui ai precedenti considerato.