ASSEMBLEA GENERALE

Seduta del 15.01.99
Voto n.569/98

OGGETTO:
Porto di Livorno - Adeguamenti tecnici al P.R.P. per la nuova realizzazione di una vasca di contenimento materiale di escavo
LIVORNO

L'ASSEMBLEA

VISTA la nota del 9/12/1998 n. 12558, con la quale l'Autorità Portuale di Livorno

ha trasmesso per esame e parere gli atti relativi all'affare in oggetto indicato;

ESAMINATI gli atti;

UDITA la Conmissione relatiice (Battista, Baroncini, Del Monte, Tatò Burghignoli Da Deppo, Degl'lnnocenti, Del Gaizo, Di Virgilio, Gavasci, Piacentini Stura, Urbini)

PREMESSE

L'Autorità Portuale di Livorno, con la nota n. 12558 indicata in epigrafe, ha richiesto il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ma proposta di adeguamenti tecnici al P.R.P. vigente, per la realizzazione di una nuova vasca di contenimento di materiali di escavo. Tale nota, testualmente, recita:
" In relazione a quanto riportato nel voto della Terza Sezione, n. 510 dell'11. 11. 1998, si trasmette copia della delibera n' 34 del Comitato Portuale del 4.12.1998, con allegata planimetria e relazione tecnica, relativa all'approvazione dell'adeguamento tecnico al Piano Regolatore del Porto di Livorno per la realizzazione di una vasca di contenimento materiali d'escavo de lporto.
Si allega, inoltre, ilparere del Comune di Livorno, prot. N' 35634 - 45064 del 5.12.1998, sulla conformità dell'opera al Piano Strutturale.
Tanto si comunica ai fini dell'inserimento dell'argomento allo.dg. della prossima seduta della terza Sezione ".
Della citata "Delibera d'approvazione". si ritiene opportuno riportare quanto appresso:

"Vista l'odierna delibera n' 32 relativa all'approvazione della nuova elaborazione del progetto esecutivo della "Vasca di contenimento " modificato ed aggiornato sulla base delle prescrizioni l'osservazioni riportate nel voto n.510 dell'11.11.1998 della terza sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e dei chiarimenti successivamente intervenuti con il Servizio A.AS. del Ministero dell'Ambiente;

... omissis....

Considerato che la nuova opera non è in contrasto con le previsioni del vigente P.R.P già oggetto di adeguamenti tecnici approvati dal Consiglio Superiore LL.PP. con voto n' 381 del 29.7.1997 e che non condiziona. né pregiudica ilfuturo sviluppo delporto.
In analogia a quanto previsto all'art. 5 della Legge n' 8411994 

Delibera

Di approvare le modifiche aderenti all' adeguamento tecnico-funzionale al vigente P.RP. conseguente alla realizzazione di una "Vasca di contenimento" per materiali di escavo del porto, così come indicato nella planimetria allegata quale parte integrante della presente deliberazione ".
Nella seduta del 16 dicembre 1998 l'argomento è stato portato all'attenzione della terza Sezione di questo Consesso; in quella sede il Direttore Generale delle Opere Marittime ha proposto di sottoporre la questione all'esame dell'Assemblea Generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, allo scopo di poter avere un'univoca valutazione in merito alle proposte di variante ai P.R.P. dei vari porti nazionali, avanzate di volta in volta dalle Autorità marittime locali.
La questione ha carattere generale, in quanto in alcuni casi le modifiche richieste non hanno caratteristiche tali da configurare una variante vera e propria, così come l'art. 5 della legge n. 84/1994 prevede.
La particolare conformazione del porto di Livorno penalizza, attualmente una serie di attività commerciali, tanto che le opere attualmente in corso o di prossima realizzazione - quali la sistemazione dei moli Italia (70. 000 m2 ), capitaneria (3.400 m2) ed Elba (500 m2), nonché le resecazioni delle calate Carrara (4.400 m2), Orlando (3.000 m2 ) e Bengasi (12. 000 m2) soltanto di recente sono state inserite nel P.R.P., adeguato a seguito di pareri espressi dalla terza Sezione di questo Consesso.
In effetti la funzionalità e l'operatività del porto, rapportata ai traffici che attualmente vi si svolgono, richiedeva l'adeguamento delle strutture in tempi quanto mai brevi.
La necessità di procedere all'esecuzione dei lavori di cui sopra, tuttavia, richiedeva, contestualmente, la collocazione a discarica dei materiali di risulta provenienti da essi.
A tale fine, l'autorità Portuale ha ritenuto utile individuare una zona di mare ricadente nell'ambito territoriale di sua competenza, ma situata all'estemo delle strutture foranee.
La scelta è caduta su una zona compresa tra la Diga Marzocco e la diga foranea delimitamte all'estemo la Darsena Toscana.
A tal fine, la stessa Autorità ha affidato, con apposita delibera, la progettazione di una vasca di contenúnento, da realizzarsi in zona foranea, al Prof Alberto Nofi.
Il progetto è venuto all'esame di questo Consiglio Superiore, che, con voto n.510 dell' 11 novembre 1998, ha formulato una serie di osservazioni tecniche, tra le quali l'opportunità dell'inserimento della zona risultante dalla delimitatone di tale vasca, in un apposita previsione di adeguamento del vigente P.R.P.
La richiesta era motivata anche dal fatto che si trattava di progetto di primo lotto, costituente all'incirca la metà di un progetto generale, la cui estensione dovrebbe interessare tutta l'estensione della parte foranea della Darsena Toscana.
Dalla Relazione allegata al progetto allora esaminato risultava, infatti che la diga di protezione della vasca, parallela alla struttura foranca della Darsena Toscana, prevedeva uno sviluppo lineare di 420 m contro i 1540 m del Progetto Generale.
eniva anche rilevata la mancanza, in atto del verbale di delibera del Comitato
Portuale, nonché i pareri degli altri Enti interessati a tale realizzazione.
La proposta è accompagnata da "Relazione Tecnica", da cui per completezza di informazione, si ritiene utile riportare quanto segue.

MOTIVAZIONI DELL'INTERVENTO
L'Autorità Portuale di Livorno ha programmato una serie di interventi di dragaggio del bacino portuale finalizzati:

* al ripristino dei fondali ridottisi nel tempo;
* alla attivazione di nuove banchine recentemente realizzate e/o in corso di realizzazione che non potrebbero operare in modo conforme alle loro caratteristiche per carenza di fondale;
* alla realizzazione di nuove strutture previste nel vigente Piano Regolatore Portuale (Molo Italia, I° II° e III° Lotto Darsena Toscana, resecazione Calata Bengasi, resecazione Calata Carrara).
Il volume totale del materiale da escavare ai fini sopracitati ammonta a circa 3 milioni di mc.
Attualmente lo sversamento del materiale del dragaggio avviene in un sito a mare posto alla distanza di circa 18/20 miglia dal porto per il quale, peraltro, il Ministero dell'Ambiente ha previsto un programma di monitoraggio al fine di verificasse le "condizioni". In base alle notizie assunte è prevedibile che in un prossúno futuro anche questo sito, posto tra l'altro ad una distanza considerevole dalle aree di escavazione, possa raggiungere un livello di "saturazione" tale da essere interdetto allo scarico dei materiali di dragaggio.
Già dai prùni anni '90 è stata avviata da parte dell'Ufficio del Genio Civile per le Opere Marittúne di Roma uno studio volto all'individuazione di possibili soluzioni
all'annoso problema delle modalità di discarica dei materiali di risulta dei dragaggi suddetti.
In relazione alla procedura in atto, che prevede lo scarico in mare aperto del materiale proveniente dai dragaggi negli anni passati le zone di discarica del materiale venivano concordate ed autorizzate con le Autorità Marittime. Attualmente sono invece vigenti più puntuali disposizioni in merito alla salvaguardia ambientale dei fondali che comportano procedure più lunghe, complesse ed onerose per la ricerca dell'area idonea alla discarica. In particolare il Ministero dell'Ambiente con proprio decreto n.490/92 del 25.9.92 ha emanato precise disposizioni relative all'iter da seguire per la discarica a mare aperto, regolando quindi tutti gli studi, indagini e ricerche da effettuare preliminarmentePeraltro, negli ultimi anni, da più parti ed in particolare dallo stesso Ministero dell'Ambiente, dal Comune di Livorno e dal Comparto della Pesca, sono pervenute insistenti richieste volte a sollecitare lo studio di soluzioni di soluzioni utili alla salvaguardia defl'ambiente e a prospettive di sviluppo alternative al puro e semplice scarico a mare dei fanghi portuali.
In particolare il Ministero dell'Ambiente, che come riportato al punto 3 dell'allegato A) del proprio decreto del 24.1.96, "autorizza lo scarico a mare dei materiali di dragaggio solo quando ne sia stata dimostrata l'impossibilità di deposizione o utilizzo a terra con minori rischi ambientali", con nota del 29.12.93 ha confermato l'opportunità di realizzare una vasca di contenimento dei materiali di risulta dei dragaggi dei fondali del Porto di Livorno.
Nel corso degli ultimi due anni questa Autorità Portuale ha avviato una estesa campagna di indagini (conforme a quanto indicato nell'all. B/1 del D.M. Ambiente del 24.1.96) volta alla completa definizione delle caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche dei fondali di tutte le aree portuali che dovranno essere interessate dai dragaggi.
Inoltre questa Autorità, dal mese di dicembre di questo anno sta attuando un intervento di bonifica dei fondali del porto secondo il progetto denominato BO.FO.PO.LI (bonifica fondali porto di Livorno) approvato e cofinanziato dalla Comunità Europea, che ha prodotto un approfondimento della conoscenza delle caratteristiche dei fondali stessi e che quindi avrà una positiva ricaduta ai fini del presente progetto.
In particolare il progetto BO.FO.PO.LI, oltre ad una "discretizzazione in pianta" delle aree del bacino portuale che dovranno essere dragate, per ciascuna area, nota la profondità di dragaggio, è stata eseguita una "discretizzazione in verticale" del nute]riale da dragare dal punto di vista della distribuzione degli eventuali inquinanti utilizzando i risultati delle analisi sui campioni prelevati alle diverse quote. In questo modo è possibile progranimare degli interventi di bonifica selettiva preliminarmente al dragaggio vero e proprio, separando quindi i materiali per i quali non è autorizzato lo scarico in mare (da bonificare) da quelli autorizzabili.
La campagna di indagini ha evidenziato inoltre la presenza all'intemo dei volumi di materiali da dragare di ampie zone dove le caratteristiche chimiche, fisiche e microbiologiche dei materiali sono compatibili con i lúniti previsti dal Ministero defl'Ambiente per la discarica in mare o per il trasferimento in vasca di contenúnento.
In particolare, l'intero volume del materiale da dragare per la realizzazione del Molo Italia (circa 850.000 mc.), la porzione inferiore dei dragaggi previsti nel Il' e Ill' lotto della Sponda Est della Darsena Toscana (circa 400.000 mc.), il materiale proveniente dalle resecazioni delle Calate Bengasi e Carrara (circa 120.000 mc.) ed in generale la maggior parte degli strati più profondi dei volumi da dragare hanno un livello di contaminazione" compatibile con i linúti previsti dall'elemento "A" dalla tabella "A" del Protocollo d'intesa tra il Ministero Ambiente (servizio ARS), si è convenuto di realizzare una vasca di contenimento per materiali con caratteristiche chùniche, fisiche e microbiologiche compatibili con i limiti dell'elemento "A" del protocollo sopracitato.
Come evidenziato in precedenza, si tratta di materiali le cui caratteristiche chimiche e microbiologiche sono tali da non destare alcuna preoccupazione nei riguardi di ipotetici "rischi ambientali" connessi con il loro sversamento all'intemo della vasca di
contenimento, né tantomeno nei riguardi delle "acque di esubero" che in occasione delle suddette operazioni di sversamento dei materiali verranno scaricate afl'intemo del bacini portuale mediante apposite tubazioni di sfioro collegate con la vasca.
Per quanto riguarda le caratteristiche delle opere di contaminazione della vasca, essendo destinata ad accogliere al suo interno soltanto materiali con caratteristiche chimiche e microbiologiche compatibili con i limiti di cui al protocollo sopracitato, il Ministero Ambiente non impone alcuna prescrizione nei riguardi della 'impermeabilità" ma chiede solamente che sia "stabile". Comunque, al fine di eliminare l'eventuale problema dell'intorbidamento del tratto di mare, prospiciente l'opera, in occasione dello sversamento nella vasca dei materiali di dragaggio, afl'intemo degli argini è prevista la posa in opera di uno strato filtro costituito da idoneo 'tessuto-non tessuto".
Concludendo, per la delimitazione della vasca di conteninento in oggetto, verranno realizzati due argini a sezione trapezia di opportune dimensioni.

SOMMARIA DESCRIZIONE DELL'OPERA
La vasca di contenimento verrà realizzata nella zona compresa tra la scogliera di protezione rilevato della Darsena Toscana e il molo di sottofiutto (diga del Marzocco), così come riportato nella planimetfia allegata alla presente relazione. In particolare la vasca avrà una superficie di circa 300.000 mq ed una capacità totale di circa 1,65 milioni di metri cubi. Per la sua realizzazione è prevista la costruzione di due dighe a scogliera delle quali quella parallela alla Darsena Toscana ha uno sviluppo lineare di circa 700 mt e quella parallela alla diga del Marzocco a uno sviluppo lineare di circa 600 mt.
Entrambe le dighe a scogliera avranno sezione trapezoidale di opportune dimensioni che pervengono fino a una quota di + 3,50 mt su I.nim. e saranno costituite da un nucleo in tout-venant e da una scogliera di protezione sia lato mare che lato interno composta da due strati di massi naturali. La scobera di protezione lato mare (pendenza, peso dei massi e numero degli strati) verrà dúnensionata per resistere all'azione del moto ondoso incidente.
Sulla scapata interna delle dighe, al di sotto della scogliera di protezione, è prevista la posa in opera di uno strato di filtro costituito da idoneo geotessuto che ha il compito di trattenere la frazione più fina dei fanghi di dragaggio eliminando quindi il problema dell'eventuale intorbidamento dello specchio di mare prospiciente la vasca in occasione dello sversamento dei fanghi stessi.

INFLUENZA DELLA NUOVA OPERA SUI LITORALI ADIACENTI
Ai fini della valutazione defl'influenza della nuova opera sui litorali adiacenti si è fatto riferimento ad uno studio commissionato dal Ministero LL.PP. ai professori Edoardo Benassai ed Alberto Noli relativo all'influenza sul litorale adiacente di un ipotetico ampliamento nel porto di Livorno comprendente l'esecuzione di una nuova opera di difesa a Nord del Porto, radicata oltre lo sfocio del Canale dei Navicelfi.
Nello studio, peraltro approvato dalla III° Sezione del Consiglio Superiore Ministero LL.PP., si era dúnostrato che le ripercussioni delle nuove opere erano trascurabib.
Pertanto, a prori si sono ritenute trascurabib anche le ripercussioni di un'opera ben più linútata quale la progettata vasca di contenimento. D'altronde questo risultato è intuitivo, qualora rifletta sull'evoluzione storica della linea di costa o sul fatto che la zona a Nord del porto di Livorno non può essere raggiunta da materiale proveniente da Sud, dato l'ostacolo costituito dal porto stesso, né tantomeno viene evidentemente raggiunto da materiale proveniente da Nord, poiché in tale caso si verificherebbe un continuo avanzamento della linea di battigia a ìidosso del molo.
In conclusione il tratto di litorale in questione è in perfetto equilibrio, in pratica senza approdi di sedimenti, ciò che attesta un attacco pressocchè ortogonale (con una modesta componente da nord verso sud) alla linea di battigia da parte del moto ondoso. Pertanto le nuove opere possono provocare solo modfflche locali di nessuna importanza.
Ad ogni buon conto si è deciso di indagare ancora più a fondo la questione impiegando un noto modello matematico, del tipo ad una linea, in grado di definire l'evoluzione di una spiaggia in assenza ed in presenza di opere.
Rimandando all'apposito elaborato del progetto esecutivo (elaborato R/03 "analisi dell'Influenza delle Nuove Opere sui litorali Adiacenti") per la descrizione dei risultati raggiunti, si conferma in questa sede l'assentita scarsa influenza delle nuove opere sui litorali adiacenti che peraltro è limitata alle immediate vicinanze dell'opera e che ad una distanza di circa 500 mt da questa si esaurisce.

CONFORMITA' DELL'OPERA AL PIANO STRUTTURALE DEL COMUNE
DI LIVORNO
Come risulta dal Piano Strutturale del Comune di Livorno approvato con decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 145 del 21.7.97 e dal regolamento Urbanistico adottato con D.C.C. n.43 del 24.3.98, la vasca di contenimento risulta conforme alle previsioni urbanistiche del Comune: in particolare nel Piano Strutturale-Tav. n.2 sottosistemi e unità territoriali organiche elementari" è prevista la realizzazione di una vasca di cobnata esterna alla Darsena Toscana così come indicato nello stralcio della Tavola sopracitata, che si allega.

La Terza Sezione, nell'esaminare il progetto di Primo Lotto, così concludeva:
"In via preliminare, la Sezione osserva che sia da condividere l'osservazione dell'Ispettore di Zona circa l'opportunità di predisporre un progetto di adeguamento tecnicofunzionale del vigente Piano Regolatore "Portuale", in quanto l'opera di cui trattasi condiziona certamente ilfuturo sviluppo delporto di Livorno verso Nord.
La Sezione, inoltre, ritiene che le altre osservazioni formulate dal Dirigente Ispettore di Zona siano da condividere.
In particolare, si ritiene necessario che venga acquisito il verbale di delibera del Comitato Portuale sulprogetto in argomento.
Si rilevano, inoltre, alcune discordanze tra gli elaborati di progetto e la disomogeneità delle indagini geotecniche effettuate.
L'esito di più puntuali indagini, da richiedere, poiché quelle allegate al progetto non interessano la zona di intervento, può condizionare le verifiche di stabilità del manufatto oltre che il costo dell'opera.
Si ravvisa, inoltre, la necessità che vengano allegate agli atti eventuali prescrizioni degli Enti interessati all'opera.
Sotto l'aspetto tecnico si rileva ancora che, sia le opere di sfioro che la sezione della scogliera appaiono non dimensionate ed insufficienti, così come risulta non ben definito il tipo di protezione sia verso terra che verso mare della vasca di contenimento.
Per tutto quanto sopra, pertanto, si restituisce ilprogetto in argomento ".

CONSIDERATO

L'Assemblea osserva, in via preliminare, che i Piani Regolatoii Portuali sono disciplinati dall'art.5 della legge no 84/1994, alla quale non è seguito alcun Regolamento di attuazione.
Ciò premesso, va rilevato che l'intervento proposto si configura come strumento necessario a consentire l'esecuzione dei lavori previsti ed individuati con grafia di colore verde nella planimetria allegata alla delibera del Comitato Portuale competente, n' 34 del 4.12.1998, inviata a questo Consesso per le necessarie valutazioni.
La collocazione dei materiali di risulta dei lavori ivi indicati necessita di una zona che l'A.P. ha individuato in ambito di propria competenza territoriale, esterno alle
strutture forance - di sufficiente capacità ed utilizzabile in tempi compatibili con l'esecuzione dei lavori di escavo e demolizioni sopra menzionati.
In tale contesto, pertanto, l'Assemblea ritiene che la prevista localizzazione, agli effetti dei contenuti dell'art.5 della legge n' 84/1994 - costituisca il naturale completamente degli interventi già favorevohnente esaminati dalla Terza Sezione di questo Consiglio Superiore (voto n' 381 del 29.7.1997).
La realizzazione della "Vasca di contenimento" dei materiali di risulta delle demolizioni e degli escavi previsti si configura, quing come zona di scarico finalizzata ad assicurare, in tempi brevi la funzionalità e l'operatività dell'intera infrastruttura portuale.
L'Autorità Portuale, del resto, ha fornito i chiarimenti richiesti dalla Terza Sezione, sia in merito alla posizione del Comune che ritiene la proposta di adeguamento conforme al Piano strutturale approvato con Decreto del Presidente della G.R- n' 145 del 21.7.1997, che al Regolamento Urbanistico adottato con D.C.C. n' 43 del 24.3.1998.
La zona individuata per la realizzazione della "vasca di contenimento" e, nel breve periodo, utilizzata per la collocazione dei materiali di risulta dei lavori "non condiziona, né pregiudica il futuro sviluppo del porto", secondo quanto ritenuto dal Comitato Portuale con Delibera n' 34 del 4.12.1998. 
L'Assemblea, tuttavia ritiene opportuno che l'Autorità Portuale procedendo ad un'eventuale elaborazione di un Nuovo Piano Regolatore Portuale, tenga conto delle esigenze connesse ai segnalati traffici in aumento e sia compatibile con le opere fin qui realizzate al solo fine di non penalizzare ulteriormente l'attuale attività commerciale, già compromessa dalla limitatezza delle aree a disposizione.

Tutto ciò premesso e considerato, all'unanimità, l'Assemblea
E' DEL PARERE

Che possa essere accolta la proposta dell'Autorità Portuale di Livorno, in merito all'indicazione dell'area individuata con grafia rossa nella planimetria allegata alla delibera del Comitato portuale n.34 del 4.12.1998;
Che tale area sostitutisca al mimento una zona da utilizzare nel breve periodo per la collocazione dei materiali di risulta dei lavori previsti in attuazione del P.R.P. vigente ed alle varianti di recente approvazione;
Che Autorità Portuale di Livorno debba tener conto delle ossrvazioni, contenute nei precedenti "considerato".