ASSEMBLEA GENERALE


Seduta del 26.02.99
Voto n.25

OGGETTO:
Porto di Palermo. Lavori di costruzione di un bacino di Carenaggio da 150.000 t.p.l.
Legge 23.2.1982 N. 48.
PALERMO

L'ASSEMBLEA

VISTA la nota N. 5682/PA A 276 in data 15 gennaio 1999 con la quale la Direzione Generale delle OO.MM. chiede il parere di questo Consesso in merito alla fattibilità tecnica del completamento dell'opera in oggetto alla luce della documentazione citata nella nota stessa;

ESAMINATI gli atti ricevuti;

VISTI i precedenti voti della 3ª Sezione di questo Consiglio espressi sull'argomento;

UDITA la Commissione Relatrice (BATTISTA - BARONCINI - DE ANGELIS - -GRAPPELLI - RANIERI - INZITARI - CURTO - DEL GAIZO - FREGA - GRISOLIA - MANCURTI - NIGRELLI - PRESTININZI - SANPAOLESI - TAMBURINI)

PREMESSO

Con la nota citata in epigrafe la Direzione Generale delle OO.MM. ha rappresentato quanto segue:
" Con atto del 30.03.1982, è stata costituita, in ottemperanza al disposto dell'art. 1 della legge 23.02.1982 n. 48, una società per azioni denominata "Bacino 5" con il preciso scopo di provvedere alla costruzione di un bacino di carenaggio fisso in muratura idoneo ad ospitare navi fino a 150.000 t.p.l. nel porto di Palermo.
Con convenzione 13.12.1982 n. 1382 di rep., stipulata tra questa Amministrazione e la predetta "Bacino 5 S.p.A.", sono stati affidati in concessione i lavori indicati in oggetto.
Con D.M. n. 4105 del 21.12.1984 è stata, tra l'altro, approvata, su conformi pareri espressi da codesto Consesso e dal Consiglio di Stato, la convenzione sopracitata nonchè il progetto presentato dalla Soc. "Bacino 5" dell'importo a corpo di L. 63.460.000.000 e relativo al 1° lotto funzionale dell'opera il cui piano tecnico - finanziario è stato determinato nell'importo di L. 86.249.567.600.
Con lo stesso decreto è risultata una disponibilità finanziaria derivante dal contributo dello Stato (80%) e dal contributo della Regione (20%) di L. 50 miliardi. La differenza di 36.250.000.000 risultante tra l'ammontare complessivo del piano tecnico - finanziario relativo al 1° lotto e la disponibilità finanziaria sul contributo Stato - Regione sarebbe stata reperita dal mercato finanziario. In tal senso si era espressa la Società concessionaria con lettera 6.11.1984".
"I lavori venivano affidati dalla Soc. "Bacino 5" alla Soc. Condag S.p.A. con contratto 25.03.1985, n. 81979/9801 di repertorio e consegnati il 10.07.1985. La scadenza dei lavori veniva fissata al 9.05.1990.
Il capitolato speciale di appalto allegato al progetto approvato con il citato D.M. n. 4105 stabiliva all'art. 17 che "l'Impresa dichiara di aver tenuto conto nella formazione del prezzo dell'appalto e della determinazione dei tempi di esecuzione che entro un anno dall'inizio della costruzione del bacino tutti gli scarichi del canale "Passo di Rigano" saranno stati già trasferiti, anche in via provvisoria, dalla posizione attuale, agli specchi acquei ad Est del bacino da 400.000 t.p.l. e di aver considerato a suo carico soltanto gli oneri derivanti dalle successive lavorazioni necessarie al completamento dei lavori di deviazione, sempre che gli scarichi non interessino la zona di lavoro del bacino". L'esecuzione di tali lavori era stata affidata all'Ente Autonomo del Porto di Palermo che tuttavia, per una serie di impedimenti di carattere tecnico amministrativo non diede corso ai lavori nei tempi prefissati per cui si rese necessario realizzare, a cura della stessa concessionaria, un impianto che prevedeva l'allontanamento degli scarichi provenienti dal canale "Passo di Rigano".
Giova evidenziare che nella relazione a corredo del progetto viene precisato "che i cassoni anteposti alle foci dei collettori potranno essere collocati solo dopo che si saranno deviati definitivamente gli scarichi in argomento e pertanto i provvedimenti provvisori di che trattasi - omissis - non potranno, in ogni caso consentire l'esaurimento dei lavori previsti nell'attuale primo lotto né, tanto meno, di quelli previsti nelle fasi attuative conseguenti".
A tal fine è stata stipulata la convenzione aggiuntiva 16.12.1988, n. 1645 di repertorio, approvata con D.M. 9.01.1989, n. 3238, avente ad oggetto l'esecuzione dei lavori della deviazione del Canale "Passo di Rigano" e dei collettori fognari, per una maggiore spesa di L. 4.971.828.000 che sarebbe stata erogata alla concessionaria nei termini e con le modalità risultanti dalla convenzione originaria, per l'esecuzione dei suddetti lavori aggiuntivi fu concesso un ulteriore termine di 12 mesi, in modo che la nuova scadenza risultava fissata al 9.5.1991.
Successivamente nel corso dei lavori, al fine di evitare cedimenti e dissesti si rese , altresì, necessario eseguire opere di contenimento lungo la parte marginale del piano di carico - di pertinenza della Società Fincantieri - precedentemente interessato dai lavori di deviazione provvisoria del canale "Passo di Rigano".
Con D.M. n. 2350 del 25.10.1993, è stata quindi approvata la convenzione aggiuntiva 23.09.1993 n. 1860 di rep., avente ad oggetto l'esecuzione dei lavori di ricostruzione del piano di carico di pertinenza della Soc. Fincantieri nell'ambito del bacino di carenaggio del porto di Palermo, per l'importo di L. 400.000.000 nonchè approvata la maggiore spesa che sarebbe stata erogata alla concessionaria nei termini e con le modalità risultanti dalla convenzione originaria.
A tutt'oggi i lavori relativi ai due atti aggiuntivi sono stati eseguiti.
Invece i lavori principali di realizzazione del bacino di cui alla convenzione n. 1382 del 13.12.1984, tenuto conto delle proroghe regolarmente concesse avrebbero dovuto essere ultimati in data 8.05.1993 non sono ancora completati. Infatti l'esecuzione dei lavori è stata caratterizzata nel corso degli anni da un anomalo andamento e da complesse problematiche (proroghe dei termini contrattuali; formulazione del nuovo programma lavori, revisione prezzi, eventuale contrattazione ed eventuale rinuncia alle cause ostative di cui all'art. 17 del C.S.A.) che ne hanno causato lo stallo.
Su tali problematiche è stato interessato il Consiglio Superiore dei LL.PP. che con voti nn. 258 e 437 rispettivamente del 25.9.1996 e del 20.11.1996 si è espresso solo in merito alla richiesta di concessione di proroga della Soc. concessionaria "Bacino 5 S.p.A.", a favore dell'Impresa esecutrice dei lavori in questione concedendo un tempo suppletivo di 28 mesi decorrenti dalla data 7.3.1995.
La rilevanza e la particolare complessità dei problemi sorti che, di fatto, avevano portato allo stallo del cantiere hanno indotto questa Amministrazione a segnalare la questione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la nomina di un Commissario ad acta che potesse provvedere alla definizione dell'intervento con i poteri speciali previsti dal D.L. 67/97 convertito con modificazioni in legge 23.05.1997 n. 135 recante norme su "Interventi per favorire l'occupazione".
Con D.C.P.M. 4.7.1997 è stato nominato commissario ad acta dell'opera di cui trattasi il Dr. Paolo D'Angelo.
Il Commissario ha posto in essere alcuni atti ritenuti propedeutici alla ripresa dei lavori ed in particolare ha affidato al Prof. Ing. Lucio Ubertini uno studio, che come si legge dalla nota di incarico è finalizzato a "chiarire come le opere già realizzate si collochino nel complesso attuale, verificando se le stesse ostacolino, ed in quale misura, il deflusso delle acque o se possano subire conseguenze a causa del deflusso stesso e ciò tanto nell'attuale stato di avanzamento, quanto in fase di ripresa dei lavori quanto, infine, al completamento. In conclusione interessa sapere se il verificarsi della condizione del cui al citato art. 17 del C.S.A. sia essenziale per la ripresa in sicurezza dei lavori o se gli stessi possano riprendere sin da ora e con quali accorgimenti".
In data 10 ottobre 1998 il citato Professore ha rimesso al sig. Commissario l'elaborato finale delle verifiche condotte.
Il Commissario straordinario con nota del 24.10.1998 nel relazionare sulla attività svolta ed interpretando i contenuti dell'elaborato di cui sopra ha comunicato la sua decisione di ritenere "l'opera non è fattibile".
La scrivente Direzione Generale con lettera 12.11.1998 n. 5102/5270 ha chiesto al Prof. Ubertini di fornire chiarimenti in merito alle condizioni per le quali l'opera possa essere portata a compimento in sicurezza e quali situazioni debbono essere portate a conoscenza degli Organi competenti della sicurezza idraulica della città di Palermo.
Il Prof. Ubertini con lettera 18.11.1998 nel chiarire alcuni elementi e valutazioni già contenuti nella sua relazione del 10.10.1998 fa presente che "l'entità del livello di rischio di inondazione attuale per aree urbane della città e del porto di Palermo è molto elevata ed è indipendente dalla costruzione dell'opera in questione. Emerge altresì la necessità di attuare gli interventi necessari, tra i quali quelli già iniziati e non completati già individuati, per migliorare lo stato attuale della rete fognaria di Palermo dal punto di vista sanitario - ambientale, idraulico e, conseguentemente, della pubblica sicurezza".
Questa Direzione Generale con nota 14 dicembre 1998 n. 361 ha informato della situazione gli organi di protezione civile interessati alla difesa idraulica della città di Palermo.
Il servizio di Ispettorato Tecnico sui Lavori Pubblici con nota 3 novembre 1998 n. 1069 ha rimesso alle valutazioni di questa Direzione Generale l'opportunità di rimettere all'esame dell'organo consultivo, che a suo tempo rese il parere sul progetto, le motivate conclusioni a cui è pervenuto il Commissario a causa della gravità dei fatti in essa evidenziati e delle possibili conseguenze che ne deriverebbero anche sul piano delle responsabilità.
Questa Direzione Generale ritenendo che l'oggetto necessiti di accertamenti approfonditi condivide l'indirizzo dell'Ispettorato Tecnico e chiede quindi a codesto Consesso di voler esprimere parere in merito alla fattibilità tecnica del completamento dell'opera in questione alla luce della documentazione citata in precedenza che si allega.
Si resta a disposizione per fornire alla commissione relatrice che verrà individuata tutto il supporto, anche documentale, che dovesse essere considerato necessario".
La 3ª Sezione di questo Consiglio Superiore con voto N. 713/20-4-1983 espresse il parere che fosse meritevole di approvazione il progetto relativo alla costruzione di un bacino di carenaggio in muratura nel porto di Palermo per navi fino a 150.000 t.p.l. nell'importo ridotto a corpo di L. 63.460.000.000 con le prescrizioni ed osservazioni contenute nei considerato del voto stesso.
Con il suddetto voto si evidenzia tra l'altro il fatto che il progetto esaminato riguardava la costruzione delle sole opere murarie del bacino stesso, mentre gli impianti necessari per la funzionalità dell'opera erano compresi in un piano tecnico-finanziario dell'importo complessivo di L. 104.946.000.000.
E' anche da porre in evidenza che già nel citato progetto, (datato, ottobre 1982) di cui al voto sopra menzionato, si era manifestata la necessità di dover deviare gli sbocchi delle acque reflue nella zona del Passo di Rigano, perchè interferenti con la realizzazione del costruendo bacino. Ciò sarebbe stato attuato con altro specifico intervento con finanziamento dell'allora "Agensud".
Il relativo progetto, dell'importo complessivo di L. 32.000.000.000, redatto nel 1986, riguardante la deviazione ed il convogliamento (definitivo) delle acque del torrente Passo di Rigano e dei collaterali collettori fognari, fu esaminato e ritenuto meritevole di approvazione con prescrizioni dalla terza Sezione del Consiglio Superiore dei LL.PP. nella seduta del 22-23/04/1987, n° 143. In particolare una delle prescrizioni atteneva alla valutazione della congruità delle portate di progetto sia nere che meteoriche nonchè all'ammissibilità igienico-sanitaria dell'intervento che rimanevano subordinate agli specifici pareri della Regione Siciliana e della competente Unità Sanitaria Locale. Tale concetto risulta poi ribadito esplicitamente nel dispositivo finale, precisando tra l'altro che gli accertamenti relativi alle prescrizioni riportate nei "Considerato" fossero demandate all'ingegnere capo dell'Ufficio del Genio Civile OO.MM. di Palermo.

Successivamente tenuto conto:
- che l'attuazione delle opere previste in tale progetto avrebbe avuto tempi lunghi: mesi 38 e giorni 16 oltre a dover tener conto che la progettazione esecutiva dei lavori di 1° intervento e di 2° intervento - secondo il parere di detto voto n° 143 - era subordinata alla soluzione dei problemi prospettati dai progettisti medesimi e da sottoporre, poi, agli esami e pareri di competenza;
- che tali tempi lunghi non erano compatibili con quelli di costruzione del bacino di carenaggio in argomento ed in particolare con l'ultimo capoverso dell'art. 17 del Capitolato Speciale d'Appalto che così recita : "L'Impresa dichiara di avere tenuto conto nella formazione del prezzo dell'Appalto e della determinazione dei tempi di esecuzione che entro un anno dall'inizio della costruzione del bacino tutti gli scarichi del canale Passo di Rigano saranno stati già trasferiti anche in via provvisoria, dalla posizione attuale agli specchi acquei ad Est del bacino da 400.000 t.p.l. e di avere considerato a suo carico soltanto gli oneri derivanti dalle successive lavorazioni necessarie per il completamento di detta deviazione semprechè gli scarichi non interessino la zona di lavoro del bacino".;

fu predisposto un progetto esecutivo denominato "deviazione provvisoria del canale Passo di Rigano e dei collettori fognari "dell'importo di L. 5.000.000.000, motivato anche "dalla volontà di minimizzare il pregiudizio derivante dalle richieste di rifusione di danni e ristori a seguito della paventata sospensione che, come dianzi cennato, già si profila".
E' da notare che nello schema di atto di sottomissione esaminato con il voto n° 445/23-24 settembre 1987 l'impresa CONDAG dichiara e si obbliga di "rinunciare a qualunque rivalsa o richiesta di indennizzo o ristoro, anche di quelle già espresse, in ordine agli attardamenti e difficoltà di esecuzione per quella parte di opere del contratto principale la cui costruzione può o deve essere iniziata solo dopo il conseguimento della deviazione provvisoria degli scarichi di cui al presente atto, ed in particolare ai maggiori oneri di stoccaggio dei cassoni per un periodo più lungo di quello normalmente previsto (art. 42 C.S.A.) derivante dalla non disponibilità delle aree di posa contestuali alla costruzione, per effetto della mancata soluzione della deviazione degli scarichi del Passo di Rigano".
Tale progetto prevedeva la realizzazione di un diaframma delimitante lo specchio acqueo antistante l'immissione dei citati scarichi, di una stazione di pompaggio e di una condotta di allontanamento delle acque di magra (nere); in caso di pioggia le acque avrebbero defluito nello specchio acqueo compreso tra la parete del bacino e la terraferma.
Detto progetto fu ritenuto meritevole d'approvazione con prescrizioni dalla 3° Sezione del Consiglio Superiore con voto in data 23-24/9/1987 n. 445; anche nel voto N. 445/1987 una delle prescrizioni atteneva alla valutazione della congruità delle portate di progetto sia nere che meteoriche, nonchè all'ammissibilità igienico-sanitaria dell'intervento che rimanevano subordinate agli specifici pareri della Regione Siciliana e della competente Unità Sanitaria Locale; tale concetto risulta ribadito esplicitamente nel dispositivo finale, precisando tra l'altro che gli accertamenti relativi alle prescrizioni riportate nei "considerato" fossero demandate all'Ing. Capo del Genio Civile OO.MM. di Palermo.
Inoltre si prescriveva, tra l'altro, a carico dell'Impresa l'onere di un continuo e vigile controllo segnalato nella Relazione Generale di perizia, affinchè i mezzi d'opera lavoranti nella zona d'impianto del bacino potessero essere tempestivamente allontanati in caso di piena, assumendo l'Impresa ogni responsabilità al riguardo.
La Sezione prescriveva anche che fosse tenuta in debito conto la possibilità - anch'essa indicata nella Relazione Generale - che le opere in argomento potessero in futuro integrare quelle di deviazione definitiva sia durante il periodo di costruzione di queste, che successivamente in periodi di emergenza nella fase di esercizio.
Altri voti sono stati espressi dalla 3° Sezione di questo Consiglio in merito a:
- Schema di convenzione aggiuntiva (N. 156/marzo 1988)
- Ricostruzione del piano di carico di pertinenza della Soc. Fincantieri (voto N. 473/nov. 1990);
- Ricostruzione del piano di carico e presidio della fiancata di levante dello scalo/bacino (Voto N. 40/ maggio 1992);
- Ricostruzione del piano di carico e presidio della fiancata di levante dello scalo/bacino (voto N. 349/sett. 1992);
- Lavori per la realizzazione opere speciali per la deviazione e il convogliamento definitivo delle acque del Passo di Rigano alla Acquasanta, Perizia di variante e suppletiva opere finanziate da Agensud (Gestione Comm.le) voto N. 97/marzo 1994;
- Spese generali (voto N. 119/aprile 1994);
- Concessione di un tempo suppletivo ed altro (voti N. 258/sett. 1996 e N. 437/nov. 1996).
Successivamente, ai sensi della legge 235/97, è stato nominato in data 12/4/98 il Commissario ad acta, il quale, al fine di avere maggiori dettagli nell'influenza delle opere ancora da realizzare sul comportamento idraulico delle fognature di Palermo, ha incaricato un professionista di procedere alla "verifica idraulica del bacino di carenaggio da 150.000 t.p.l" .

Quest'ultimo in data 10/10/98 ha rimesso allo stesso Commissario ad acta gli atti relativi all'incarico ricevuto, pervenendo alle seguenti conclusioni: "Con specifico riferimento alla condizione di moto 5 (si veda in particolare il diagramma di Fig.5.c), al fine di evitare che le acque scaricate in prossimità del bacino di carenaggio da 150.000 t.p.l. investano quest'ultimo compromettendone la funzionalità e l'incolumità degli addetti, qualora si adotti un tipo di difesa di tipo "passivo", si rende necessario realizzare un muro di contenimento con quota di coronamento posta a 2.50 m s.l.m. con un franco conseguente pari a circa 20 cm. La quota del ciglio di tale muro potrebbe essere abbassata a 1.50 m s.l.m. a partire dalla progressiva 150 m in relazione all'andamento decrescente delle quote di pelo libero mano a mano che ci si avvicina allo sbocco in mare. Sulla base dei risultati delle simulazioni relative alle condizioni di moto da 6 a 11 di Tabella I, le dimensioni di tale opera di contenimento potrebbero essere notevolmente ridotte qualora: i) si possa ammettere la tracimazione di un'aliquota della portata scaricata, ii) sia installato un sistema di preannuncio di piena in tempo reale in grado di allertare i responsabili del bacino di carenaggio. Per quanto riguarda il punto i), il rischio di una indesiderata tracimazione verrebbe drasticamente ridotto qualora si sia provveduto a regolare il regime delle portate scaricate mediante la realizzazione di opportune opere. A tale proposito, si sottolinea nuovamente come appaia estremamente necessaria la realizzazione delle opere speciali previste in [2) e [3]. Come la storia passata e la cronaca dei nostri giorni mostrano chiaramente, l'attuale regime delle portate convogliate nella rete di drenaggio risulta infatti incompatibile con la sicurezza idraulica della città, intesa non solo come agibilità della stessa ma soprattutto in relazione alla incolumità dei suoi cittadini".
Il Commissario ad acta, con propria valutazione, degli studi effettuati dal professionista incaricato ha rappresentato alla Direzione Generale OO.MM., con nota in data 24.10.1998, quanto segue:
"Con D.P.C.M. del 04/07/97 lo scrivente veniva nominato commissario straordinario, ai sensi dell'art. 13 della legge 23 maggio 1997, n° 235, per l'opera in oggetto indicata.
Ricevuto il provvedimento di nomina lo scrivente ha iniziato un'intensa attività per l'espletamento dell'incarico ed ha avuto una fitta serie di incontri e di riunioni. Di tale attività sono stati puntualmente informati gli uffici interessati.
Si fa seguito alle precedenti comunicazioni per dar conto di quanto avvenuto dal 12 marzo 1998 a delle conclusioni alle quali il sottoscritto oggi perviene.
Nella detta data lo scrivente emanava decreto col quale:

- ritenuto che la realizzazione del progetto è stata, sostanzialmente, subordinata dal Capitolato Speciale d'Appalto (art. 17) alla sistemazione definitiva degli scarichi di Passo di Rigano con recapito ad est dell'esistente bacino di carenaggio da 400.000 t.p.l.;

- ritenuto che non essendo stata ancora realizzata la sistemazione definitiva degli scarichi, si nutrono perplessità sulla compatibilità del manufatto con la realtà esistente;

- considerata la necessità di supportare il proprio operato con approfonditi, sicuri ed inequivoci elementi di giudizio;

- considerato che tale giudizio va espresso previa verifica intesa ad accertare se le opere realizzate ostacolino, ed in quale misura, il deflusso delle acque... tanto nell'attuale stato di avanzamento, quanto in fase di ripresa dei lavori, quanto, infine, al completamento;

- considerata, altresì, la necessità di supportare il proprio operato con approfonditi, sicuri ed inequivoci elementi di giudizio idonei a chiarire se le opere realizzate possano subire conseguenze, e quali, a causa del detto deflusso;

- considerato, in conclusione, che interessa avere certificato, allo stato della scienza, se il verificarsi della condizione di cui all'art. 17 del CSA sia essenziale per la ripresa in sicurezza dei lavori o se i lavori stessi possano riprendere sin da ora e con quali dettagliati accorgimenti, incaricava della verifica idraulica del sistema in argomento, col compito di fornire tutto quanto risulta richiesto in motivazione, il Prof. ing. Lucio Ubertini.

Con relazione del 10 ottobre 1998 il Professionista incaricato rispondeva esplicitamente al secondo dei quesiti postigli, affermando che con idonei accorgimenti l'opera si sarebbe potuta realizzare e non avrebbe risentito del deflusso delle acque.
Non rispondeva esplicitamente al primo quesito (se l'opera avrebbe disturbato il deflusso delle acque) ma, a pagina 6, affermava che "come può verificarsi esaminando le figure "a" e "c", il valore estremo di w max (valore massimo sul livello del mare) viene raggiunto nella zona che si trova in corrispondenza di quella di immissione, tale circostanza è altresì confermata dall'andamento del campo delle velocità che mostra come più a nord della immissione si crei una zona di ricircolo, caratterizzata da basse velocità e presenza di linee di corrente chiuse su se stesse"..
Dalle tavole allegate risulta con maggiore evidenza che il manufatto in esecuzione e le condizioni generali della zona [limitate ampiezze e profondità del canale di scarico, materiali di vario tipo (anche massi artificiali) esistenti nel canale e strozzature dello stesso] ostacolano enormemente il deflusso delle acque con serio e grave pericolo per l'incolumità delle persone presenti almeno nei quartieri più prossimi.
Il Professionista incaricato conclude la relazione sottolineando la situazione di pericolo per l'incolumità dei cittadini palermitani e ciò da solo sarebbe sufficiente per chiudere il discorso.
Va, comunque, precisato che detto Professionista non si è pronunciato in ordine alla certificazione di fattibilità dell'opera in carenza di realizzazione delle previsioni di cui all'art. 17 del CSA (sistemazione definitiva degli scarichi con recapito ad est del bacino da 400.000 t.p.l.). Alla mancata pronuncia lo scrivente attribuisce un chiaro significato negativo.
Nella detta relazione (nella cui parte finale, si ripete, si legge che in atto è insidiata gravemente l'incolumità dei cittadini palermitani) non si afferma mai con chiarezza che l'opera non ostacoli il deflusso delle acque e, più esattamente, che la previsione progettuale dello scarico ad est del bacino da 400.000 t.p.l. sia superflua o esagerata. Dalle tavole allegate si coglie, però, con tutta evidenza la condizione di pericolo che si realizzerebbe con la ripresa dei lavori dal momento che le acque salirebbero pericolosamente di livello restando ferme per un certo tempo prima di iniziare a defluire lentamente all'interno del porto.
Naturalmente l'ostacolo al deflusso e la mancanza di movimento comporterebbero la fuoriuscita dell'acqua dai tombini in piena città nonchè il ritorno a monte dell'acqua pervenuta allo scarico in tutte le zone con quota fino a 2,40 m slm. Tale è, infatti, il livello dell'acqua che si raggiungerebbe allo scarico secondo lo studio del Professionista incaricato, in ipotesi uguale ad altra già in concreto verificatasi. E' appena il caso di far presente che recentemente i locali della manifattura tabacchi sono rimasti allagati per effetto di rigurgito delle acque malgrado il loro deflusso fosse libero non esistendo ancora costruzioni sopra il livello del mare nel manufatto in argomento.
Per le ragioni qui riassunte e per quant'altro meglio indicato nell'unita relazione, lo scrivente ritiene l'opera non fattibile e, conseguentemente, propone di destinare ad altro scopo le somme ancora disponibili già destinate alla realizzazione del bacino di carenaggio da 150.000 t.p.l. nel Porto di Palermo.
Con la presente lo scrivente ritiene di avere espletato l'incarico commessogli.
Unisce la più volte citata relazione, con gli allegati, si riserva di consegnare tutti gli atti dei quali è in possesso, rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento e resta in attesa di ricevere comunicazione dell'accoglimento della proposta di definanziamento dell'opera".
La Direzione Generale delle OO.MM., a seguito di quanto comunicato dal Commissario ad acta, in merito al giudizio dallo stesso espresso di ritenere "l'opera non fattibile" ha richiesto al professionista, con nota in data 12.11.1998 n. 5102/5270, così come richiamata dalla stessa Direzione Generale nella citata nota di richiesta di parere a questo Consesso, di fornire chiarimenti in merito alle condizioni per le quali l'opera possa essere portata a compimento in sicurezza e quali situazioni debbono essere portate a conoscenza degli Organi competenti della sicurezza idraulica della città di Palermo.
In risposta con nota in data 18.11.98, ha rappresentato quanto segue:
"Con la presente rispondo alla lettera raccomandata A.R. del 12.11.1998 n° 5102/5270 PA A276 Div. II anche con l'intento di meglio esplicitare alcuni elementi e valutazioni peraltro già contenuti nella mia relazione dell'8.10.1998 che si allega.
Sulla base di un approfondito ed interessante lavoro tecnico-scientifico che è stato svolto per rispondere al quesito della sicurezza idraulica del costruendo bacino di carenaggio, si può ritenere che: 1) Poichè la verifica alla sicurezza idraulica è stata eseguita mediante l'impiego di un modello matematico ottenuto sulla base di ipotesi cautelative e con riferimento ad un evento metereologico estremo che dia luogo ad una portata di piena pari a 150 m³/s, valore tratto da significativi e pregevoli studi reperibili in letteratura e da precedenti elaborati sull'argomento, si può concludere che le previsioni progettuali dell'opera sono corrette. Infatti il massimo sovralzo del pelo libero rispetto al medio mare che in tali condizioni si determina nello spaziocompreso tra lo sbocco del canale Passo di Rigano e la parete del costruendo bacino di carenaggio è pari a 2.40 m;
2) Il rigurgito conseguente a detto sovralzo del pelo libero ha effetti praticamente trascurabili sulle attuali condizioni di moto nella rete fognaria a servizio della città di Palermo. Infatti pur non avendo potuto reperire nè una mappa delle aree urbanizzate della città di Palermo nè del sistema fognante ad essa relativo, aggiornata e corredata da elementi di riferimento (quote delle strade, degli incroci, delle piazze, dimensioni e localizzazione delle fogne, etc,), l'indagine espletata ha messo in evidenza una situazione esitente di elevato rischio di inondazione e del tutto indipendente dalla presenza del bacino di carenaggio. In altre parole, eventi meteorici estremi che determinano portate di piena pari a circa 150 m³/S nei collettori fognari sfocianti nello specchio d'acqua antistante il costruendo bacino di carenaggio, danno luogo, indipendentemente dalla presenza di questo, a situazioni di elevato rischio per la vita umana e la salvaguardia dei beni;
3) Lo stato dei luoghi dove è collegata l'opera in questione si trova in una situazione di degrado ambientale tale da non consentire una normale attività lavorativa e in fase di costruzione e in una eventuale fase operativa futura. In aggiunta, il ristretto specchio di mare compreso fra il costruendo bacino e lo sbocco del canale Passo di Rigano si sta colmando di materiale ivi trasportato da fognature di acque bianche e nere. Pertanto, la costruzione del bacino di carenaggio e la sua successiva utilizzazione potrà avvenire soltanto se le condizioni ambientali verranno drasticamente migliorate realizzando opere di depurazione e allontanamento delle acque reflue in parte previste fra quelle di sistemazione degli scarichi del Passo di Rigano e già individuate negli elaborati citati nella mia relazione nelle note [2] e [3].
In conclusione e sintesi di quanto sopra menzionato si sottolinea che l'entità del livello di rischio di inondazione attuale per aree urbane della città e del Porto di Palermo è molto elevata ed è indipendente dalla costruzione dell'opera in questione. Emerge altresì la necessità di attuare gli interventi necessari, tra i quali quelli già iniziati e non completati già individuati, per migliorare lo stato attuale della rete fognaria di Palermo dal punto di vista sanitario-ambientale, idraulico e, conseguentemente, della pubblica sicurezza............omissis...........

CONSIDERATO

Nella Relazione Integrativa 18/11/1998 si afferma che il rigurgito conseguente al massimo sovralzo del pelo libero rispetto al medio mare (2,40 m) - determinato sulla base di una portata di piena pari a 150 m³/s, "valore tratto da significativi e pregevoli studi reperibili in letteratura e da precedenti elaborati sull'argomento" - ha effetti praticamente trascurabili sulle attuali condizioni di moto nella rete fognaria a servizio della città di Palermo; tuttavia in relazione alla segnalata situazione esistente di elevato rischio da inondazione per la città di Palermo, pur "del tutto indipendente dalla presenza del bacino di carenaggio", - come affermato dalla relazione integrativa - questa Assemblea ritiene che occorra, oltre le riferite informazioni agli organi di protezione civile interessati alla difesa idraulica della città di Palermo, procedere a verificare alla attualità quanto specificato nel voto n.445/settembre 1987 della 3ª Sezione di questo Consiglio Superiore circa gli specifici pareri della Regione Siciliana e della competente Unità Sanitaria Locale in merito sia alla valutazione della congruità delle portate nere e bianche del torrente Passo di Rigano e dei tre collettori fognari, sia all'ammissibilità igienico-sanitaria delle opere di cui al progetto oggetto del voto ora citato.
Sempre nella ripetuta Relazione Integrativa si evidenzia altresì che lo stato dei luoghi, dove è collocata l'opera in questione, "si trova in una situazione di degrado ambientale tale da non consentire una normale attività lavorativa e in fase di costruzione e in una eventuale fase operativa futura"; in relazione a ciò si ritiene che - previa la descritta verifica con le competenti Autorità locali ed in sintonia ai risultati di essa - occorra, in senso propedeutico alla ripresa dei lavori, ripristinare le condizioni di esercizio delle opere della "Deviazione provvisoria canale Passo di Rigano e dei collettori fognari" ed ovviare anche alle condizioni di degrado determinate dal segnalato accumulo di fanghi inquinanti.
Una volta superate le dette verifiche e realizzate le relative opere di ripristino, non si rilevano allo stato ostacoli alla ripresa dei lavori del bacino.
Per il successivo completamento del bacino di carenaggio da 150.000 t.p.l. e per l'esercizio di esso questa Assemblea ritiene necessario che si proceda ad una verifica in merito al completamento del Progetto Opere Speciali per la deviazione ed il convogliamento delle acque del Passo di Rigano, oggetto del voto n.143/aprile 1987 della 3ª Sezione di questo Consiglio Superiore, tenendo conto del parere in esso voto espresso.
Non può, infine, non segnalarsi che dalla documentazione in atti emerge il grave problema della sicurezza idraulica ed igienico-sanitaria della città di Palermo, a cui occorre provvedere indipendentemente dal completamento o meno del bacino di carenaggio in parola.
Nelle considerazioni che precedono è l'unanime

PARERE

dell'Assemblea