ASSEMBLEA GENERALE

Seduta del 31.07.98
Voto n.293

OGGETTO:
Programma delle attività per la realizzazione del complesso delle opere di potenziamento del Porto di Gioia Tauro, per adeguarlo all'incremento dei traffici commerciali - Studi propedeutici: proposta in ordine alle modalità di affidamento.
R E G G I O C A L A B R I A

L'ASSEMBLEA

VISTA la nota n° 2968 AA.GG.D4 / 98 In data 23 giugno 1998, con la quale la Direzione Generale OO.MM. ha trasmesso per esame e parere l'affare suindicato;

ESAMINATI gli atti;

UDITA la Commissione Relatrice (Battista, De Angelis, Baroncini, Del Monte, Angotti, Boccotti, Piroddi, Di Virgilio, Ciliberti, Stura, Frega, Piacentini, Del Gaizo, Nigrelli, Nisita, Ranzo).

PREMESSE

Con legge 27.2..1998 n° 30, il Porto di Gioia Tauro è stato dichiarato di rilevanza economica internazionale e - classificato ai sensi della legge 84/94 - è stato inserito nella 2a categoria la classe e, pertanto, è rientrato nella competenza dell'Amministrazione.
La Direzione Generale delle Opere Marittime, con la nota n° 3408 indicata in epigrafe, ha richiesto il parere del Consiglio Superiore sulle problematiche indicate in oggetto.
La Direzione Generale così motiva la sua richiesta:

"Come è noto il porto di Gioia Tauro, attualmente presenta determinati problemi del punto di vista morfologico, creando difficoltà per il ricovero di grosse imbarcazioni, in particolare quando ricorrono condizioni meteorologiche sfavorevoli.
"Nella configurazione attuale nel porto in questione possono ormeggiare in banchina con manovra di prua esclusivamente navi fino a 200 metri LFT, ma nel prossimo futuro verrà frequentato da navi che si attesteranno intorno ai 300 metri LFT.
"Attualmente quest'ultime imbarcazioni sono costrette ad effettuare l'evoluzione nel bacino d'ingresso ed a procedere manovrando di poppa.
"Riguardo alle modifiche da effettuare nel porto di Gioia Tauro, questa Direzione Generale ha individuato le varie fasi al fine di ottenere una corretta progettazione di singoli interventi, come evidenziato nella proposta di programma di cui, a tal fine, si allega in copia.
"Per l'appalto degli interventi, questa Direzione Generale ritiene opportuno che possano farsi luogo, salvo diverso avviso di codesto Consesso, mediante appalto concorso, come previsto dall'art.6, comma 1, lettera C, del D.Lgs 17/03/1995 n. 157.
"La scelta di dette procedure è motivata al fine di individuare il soggetto scientificamente e professionalmente idoneo, in quanto il metodo scientifico per la soluzione delle difficili problematiche, può risultare estremamente diverso in dipendenza delle diverse esperienze e conoscenze esistenti a livello internazionale.
"Alla luce di quanto sopra, si invita codesto Consesso a esprimere un parere al riguardo".
Le vicende pregresse del Porto di Gioia Tauro e la sua situazione attuale sono sinteticamente illustrate nella "Relazione di accompagnamento" al quesito sopra riportato.
Da tale Relazione si deducono le notizie salienti.
Il porto è sostanzialmente costituito da un bacino di manovra di ingresso, da un canale su cui insiste la banchina rettilinea dei terminal container e da un bacino di manovra di testata.
In questa configurazione possono ormeggiare in banchina con manovra di prua esclusivamente navi fino a 200 metri LFT in quanto il bacino di manovra di testata consentel'evoluzione di navi fino a tale lunghezza.
Il porto, invece, verrà frequentato per l'attività di feeder, in continua evoluzione dalle grosse navi porta container dette "giramondo" che si attestano intorno ai 300 metri LFT, con pescaggi di almeno 14,50 metri.
Attualmente questi mezzi sono costretti a fare l'evoluzione del bacino di ingresso ed a procedere, quindi, all'approccio in banchina manovrando di poppa.
Questa manovra, oltre che lunga in termini di tempo, è difficoltosa in condizioni meteo marine favorevoli e ad alto rischio in condizioni meteo impegnative anche solo di intensità dei venti.
Il complesso delle opere proposte mira quindi a risolvere questa problematico che incide pesantemente sull'appetibilità dello scalo.
La Direzione avanza, quindi la seguente proposta di programma.
Il Porto di Gioia Tauro rappresenta una delle realizzazioni più interessanti dell'ingegneria marittima degli ultimi decenni.
Il lay-out portuale è stato definito ex novo sulla base di approfonditi studi che hanno analizzato nel dettaglio tutte le componenti fisiche che avevano influenza ante e post operam.
Le modifiche che ora vengono richieste, incidendo in maniera sostanziale sul lay out portuale necessitano di una serie di attività di analisi e verifica di fattibilità per evitare possibili malfunzionamenti del dispositivo portuale che, per la presenza di particolarità morfologiche di rilievo (i canyon), potrebbero avere effetti disastrosi sia sulle opere, che sulla struttura fisica dell'unità fisiografica.

Le fasi individuate per ottenere una corretta progettazione dei singoli interventi sono:
1. Analisi degli studi, indagini e simulazioni modellistiche condotte nel passato per la redazione dei progetto esecutivo delle opere esistenti;
2. Approfondimento delle indagini geotecniche nelle aree interessate in maniera sostanziale dalle modifiche;
3. Simulazione modellistica per la verifica dei funzionamento idraulico delle varie ipotesi di nuovodispositivo portuale;
4. Riesame della dinamica costiera e della stabilità della duna lato mare;
5. Fattibilità degli interventi previsti;
6. Scelta delle tipologie realizzativi con successiva progettazione di massima dell'intero complesso di opere;
7. Progettazione esecutiva di un primo lotto di interventi.
Con ulteriore documento riassuntivo, l'Amministrazione indica, poi, gli interventi urgenti da effettuare e la spesa di massima prevista.

1) Manutenzione straordinaria urgente dei fondali dell'avamporto e del canale.

L'intervento è in corso di realizzazione a- cura della Soc. MED CENTER S.p.A. ai sensi dell'accordo di programma 29.7.1994 con rimborso della spesa da parte del Ministero dei Trasporti a valere sui fondi della legge 27.2.1998, n°30 - (Piano escavazione porti) -
IMPORTO L. 730 MILIONI..

2) Impianto di illuminazione bacino di evoluzione avamporto.

Progetto redatto in corso di esame da parte della 3a Sezione del Consiglio Superiore, a valere sui fondi ordinari Cap.7501
IMPORTO L- 520 MILIONI ~ AFFTDAMENITO LAVORI SETTEMBRE 98`-

3) Approfondimento dei fondali. porta containers a tratti più estesi di banchina

Per consentire l'accesso delle grandi navi porta containers a tratti più estesi di banchina, viene previsto l'approfondimento dei fondali per raggiungere nell'avamporto i (- 20 mt). e nel canale profondità oscillante tra i (-18 m.) ed i (-14,50 m).
La Società MED CENTER ha predisposto uno studio preliminare di fattibilità che tiene conto esclusivamente della stabilità delle banchine.
Per la realizzazione dell'intervento sono necessarie tutta una serie di verifiche, sulla stabilità dei manufatti (banchine - scogliere)
IMPORTO STIMATO LAVORI L. 8 MLD.

4) Ampliamento bacino di manovra.
Viene previsto l'allargamento del bacino di manovra posto al termine del canale fino ad un raggio di 300 mt., per consentire le evoluzioni delle navi ovviando alle manovre di accosto di poppa.
La realizzazione dell'intervento necessita di una attenta verifica di fattibilità connessa con la stabilità della duna sabbiosa litoranea; in alternativa potrebbe essere valutata l'apertura di una seconda bocca o la sostituzione della duna sabbiosa con un'opera foranea.
L'individuazione della soluzione tecnica ottimale scaturirà dall'applicazione di modelli fisico-matematici di simulazione, sia idraulica, che geotecnica, che dovranno essere condotti da strutture specializzate altamente qualificate.
IMPORTO STIMATO LAVORI L. 70 MLD-

5) Ampliamento canale con banchinamento.
Viene previsto l'ampliamento del canale per consentire l'accosto ed il passaggio di due navi in
contemporanea.
Anche per questa problematica è necessario prevedere un attento studio dell'agitazione interna e della stabilità della fascia costiera mediante l'applicazione dei citati modelli di simulazione.
IMPORTO STIMATO L. 70 MLD.

La Direzione rappresenta, poi, che la realizzazione degli interventi di cui ai precedenti punti 3, 4 e 5 necessita di una serie di attività preliminari sia di carattere scientifico tecnico che formale.
In particolare, afferma che dovrà essere prevista una nuova stesura del Piano Regolatore Portuale che risulta ad oggi esclusivamente adottato dalla ex Delegazione Cassa in sede di esame del progetto esecutivo.
Le fasi che l'Amministrazione individua per ottenere una corretta progettazione degli interventi sono:
- Analisi degli studi, indagini e simulazioni modellistiche condotte nel passato per la redazione del progetto esecutivo delle opere esistenti;
- Approfondimento delle indagini geotecniche nelle aree interessate in maniera sostanziale dalle modifiche;
- Simulazione modellistica per la verifica del funzionamento idraulico delle varie ipotesi, di nuovo dispositivo portuale;
- Riesame della dinamica costiera e della stabilità della duna lato mare;
- Fattibilità degli interventi previsti;
- Procedure di valutazione di impatto ambientale con i relativi elaborati;
- Predisposizione del Piano Regolatore Portuale;
- Scelta delle tipologie realizzativi con successiva progettazione di massima dell'intero complesso di opere;
- Progettazione esecutiva degli interventi realizzabili con i fondi ad oggi disponibili (140 mld).

CONSIDERATO

L'Assemblea prende atto, preliminarmente, di quanto rappresentato dalla Direzione Generale delle Opere Marittime circa il fatto che nel Porto di Gioia Tauro sono in esecuzione progetti finanziati dall'Amministrazione e concessioni già assentite dal Ministero dei Trasporti e della Navigazione per lo svolgimento di attività produttive varie.
Riguardo al merito della richiesta di parere formulata dalla stessa Direzione, l'Assemblea osserva quanto segue.
Con nota AA.GG. D4/98 n. 2968 la Direzione Generale delle Opere Marittime, dopo aver fatto presente le esigenze di potenziamento del Porto di Gioia Tauro ed i problemi connessi con la soluzione delle stesse, presenta un programma di interventi propedeutici finalizzati ad una progettazione risolutiva del problema generale e prospetta la possibilità di procedere col sistema dell'appalto concorso per individuare gli esecutori più affidabili cui affidare gli interventi stessi.
Gli interventi da eseguire, secondo la Direzione Generale, sono i seguenti:
1) analisi degli studi indagini e simulazione modellistiche condotte nel passato per la redazione del progetto esecutivo delle opere esistenti;
2) approfondimento delle indagini geotecniche nelle aree interessate in maniera sostanziale dalle modifiche;
3) simulazione modellistica per la verifica del funzionamento idraulico delle varie ipotesi di nuovo dispositivo portuale;
4) riesame della dinamica costiera e della stabilità della duna lato mare;
5) fattibilità degli interventi previsti;
6) procedure di valutazione di impatto ambientale con i relativi elaborati;
7) predisposizione del Piano Regolatore Portuale;
8) scelta delle tipologie realizzative con successiva progettazione di massima dell'intero complesso di opere;
9) progettazione esecutiva degli interventi realizzativi con i fondi ad oggi disponibili (140 mld).

L'Amministrazione, in proposito, ritiene che, al fine dell'individuazione del soggetto scientificamente e professionalmente idoneo, si possa procedere con la procedura di cui all'art.6 comma 1, lett. c) del D.lgs. 17 marzo 1995, n. 157, e in altre parole con l'appalto concorso, intendendosi per tale quella particolare procedura ristretta nella quale il candidato redige, in base alla richiesta formulata dall'amministrazione aggiudicatrice, il progetto del servizio ed indica le condizioni e i prezzi ai quali è disposto ad eseguire l'appalto.
La posizione dell'Amministrazione, pur chiara nell'identificazione della problematica da affrontare, non appare peraltro condivisibile per quanto concerne la procedura da adottare per ottenere la soluzione richiesta. Una volta impostata la questione nei termini sopra indicati, si osserva che, in sostanza, il quesito posto all'Assemblea si riduce, sostanzialmente, all'individuazione del sistema più idoneo per ottenere gli elaborati indispensabili, in base al quale si possa decidere quali siano gli interventi possibili per risolvere i problemi del porto di Gioia Tauro.

E' invero evidente che:

1) i nove punti sopra esposti possono essere suddivisi in tre fasi e precisamente:
a) interventi finalizzati alla predisposizione del Piano Regolatore Portuale;
b) predisposizione del Piano Regolatore Portuale;
c) interventi successivi alla predisposizione del Piano Regolatore Portuale e, in particolare, progettazione di massima ed esecutiva degli interventi;

2) nella specie si rimane ancora nella prima fase.
Dalle spiegazioni fornite dalla Direzione Generale OO.MM. nel corso di una riunione preliminare, è, infatti, emerso che - data la delicatezza della situazione - non appare possibile procedere direttamente all'affidamento della redazione del Piano Regolatore Portuale, senza aver preventivamente conoscenza delle situazioni fisiche su cui si andrebbe ad operare e delle conseguenze che eventuali interventi potrebbero comportare sullo stato dei luoghi.
Si tratta, quindi, di far precedere la progettazione da una serie di analisi e di studi propedeutici sulla base dei quali l'Amministrazione sia in grado di identificare la soluzione migliore da adottare.
Poiché, peraltro, l'Amministrazione sembra non essere in grado neanche di indicare quali siano gli studi propedeutici da effettuare (anche perché ciò che è indispensabile per l'elaborazione di una soluzione X, potrebbe essere inutile nel caso della scelta di una soluzione Y), la stessa Amministrazione ha ritenuto che la cosa migliore da fare potrebbe essere quella di indire una gara mediante la quale i partecipanti presentino la soluzione che essi, sulla base di alcuni studi preliminari (da eseguire in ogni caso), ritengono essere la migliore indicando, nello stesso tempo, quali debbano essere gli ulteriori passi da compiere e gli ulteriori elementi da acquisire.
In altre parole, si tratterebbe di richiedere la predisposizione di un progetto preliminare (intendendo per tale quello così definito dalla legge n. 109 del 1994) indicando contemporaneamente quali ulteriori approfondimenti esso debba subire prima di poter formare oggetto della successiva gara per la redazione del progetto definitivo e di quello esecutivo.
Ma a tal fine, l'appalto concorso non appare la procedura più idonea ad ottenere il risultato che ci si aspettava di ottenere.
All'impiego di detta procedura si oppone, infatti, un ostacolo di carattere letterale; proprio l'art.6, comma 1, lett. c) del D.P.R. 17 marzo 1995, n. 157, richiamato dall'Amministrazione, prevede, a proposito dell'appalto concorso, che tale procedura sia applicabile solo nei settori diversi da quelli indicati dall'art.26, comma 2 che richiede l'applicazione del "concorso di progettazione" quando si tratti di fornire all'amministrazione, "soprattutto nel settore dell'urbanistica, dell'architettura e dell'ingegneria civile _. un piano o un progetto, selezionati da una commissione giudicatrice in base ad una gara "
Si potrebbe obiettare che, nella fattispecie, più che di "un piano" o di "un progetto", si tratta di una serie di studi tra loro tecnicamente distinti; ma ad un'obiezione del genere è facile rispondere che i singoli studi possono essere diversi e singolarmente finalizzati secondo la soluzione che si intende adottare, soluzione che, in sostanza come si è messo in risalto altro non è che un "preliminare" di piano, considerazione questa che fa rientrare de jure la fattispecie in esame in quella del concorso di progettazione.
Il problema vero, a questo punto è quello di impostare il bando in maniera tale da conseguire effettivamente l'obiettivo che l'Amministrazione si prefigge.
In particolare, occorre che si determini bene l'oggetto del bando ma, nello stesso tempo, si dia la possibilità ai concorrenti di indicare non solo la soluzione prescelta, ma anche quali siano le indagini compiute (accompagnate dalla documentazione relativa) per arrivare alla soluzione.

Tutto ciò premesso, l'Assemblea, all'unanimità, esprime l'avviso che il

PARERE

Sia contenuto nei precedenti "considerato".