PRIMA SEZIONE

Seduta del 14.12.99
Voto n. 468

OGGETTO:
Proposta di Legge su "Disposizione per favorire la realizzazione di opere e lavori pubblici in concessione" (A.C. 6474)
AFFARI GENERALI

LA SEZIONE

VISTA la nota n. 1479/100/204 in data 26.11.1999 con la quale L’Ufficio Legislativo - Servizio Rapporti con il Parlamento ha trasmesso per esame e parere l’atto camera di cui all’argomento;

ESAMINATO l’atto camera;

UDITA la Commissione Relatrice (Guglielmi, Baratono, De Stefano, Napolitano)

PREMESSO

Il Servizio Rapporti con il Parlamento presso l’ufficio Legislativo del Ministero LL.PP. con nota 26.11.1999 protocollo 1479/100/204 ha richiesto al Consiglio Superiore LL.PP. parere ed osservazioni sull’atto camera 6476 recante "Disposizioni per favorire la realizzazione di opere e lavori pubblici in concessione".
Tale proposta di Legge, d’iniziativa del deputato Taborelli si compone di n. 10 articoli come di seguito riportato:
- Art.1 (Garanzie finanziarie a carico dell’amministrazione concedente)

  1. Nell’ambito dell’approvazione degli articoli 37-bis, 37-ter, 37-quater, 37-quinquies, 37-sexies, 37-septiese, 37-octies e 37-nonies della legge 11 febbraio 1994, n.109, introdotti dalla legge 18 novembre 1998, n.415, l’ente gestione dell’opera pubblica in concessione e l’amministrazione aggiudicatrice possono prevedere, all’atto del rilascio della concessione medesima, la possibilità da parte dell’amministrazione concedente di integrare i ricavi conseguiti dall’ente gestore a seguito della gestione dell’opera realizzata, qualora tali ricavi risultino inferiori a quelli indicati nel piano economico-finanziario presentato dall’ente gestore ed approvato dall’amministrazione aggiudicatrice.
- Art. 2 (accettazione del piano finanziario)
  1. L’amministrazione aggiudicatrice, presa visione del piano finanziario di cui al comma 1 dell’articolo 37-bis della legge 11 febbraio 1994, n.109, introdotto dall’articolo 11 della legge 18 novembre 1998, n.415, può determinare il contributo massimo che essa è disposta a garantire a favore dell’ente gestore per l’integrazione degli eventuali minori ricavi realizzati attraverso la gestione dell’opera realizzata.
  2. Il contributo massimo indicato in un apposito prospetto che deve essere allegato all’atto di concessione.
- Art. 3 (Contributo massimo)
  1. Il contributo massimo per cui l’amministrazione aggiudicataria si impegna per l’integrazione dei minori ricavi nei confronti dell’ente gestore, non può superare ogni anno il 7 per cento del costo dell’opera e complessivamente non più del 35 per cento del costo predetto.
- Art. 4 (Limiti temporali del contributo)
  1. Il contributo di cui all’articolo 3 non può essere erogato per gli anni successivi al decimo computati a decorrere dall’anno di ultimazione dell’opera.
- Art. 5 (Cause ostative al contributo)
  1. L’erogazione del contributo di cui alla presente legge è revocata qualora non siano rispettati nell’atto di concessione.
  2. L’erogazione del contributo è revocata qualora per motivi di non idonea o errata manutenzione l’opera non possa essere utilizzata integralmente.
  3. Qualora l’ente gestore dell’opera dichiari ricavi che differiscono per difetto dai ricavi reali, con un margine di errore superiore allo 0,2 per cento, esso decade dall’erogazione del contributo.
- Art. 6 (Obblighi dell’ente gestore)
  1. Nel caso in cui la concessione preveda l’erogazione del contributo di cui all’articolo 3, l’ente gestore deve presentare un rendiconto di gestione trimestrale all’amministrazione aggiudicatrice.
- Art. 7 (Obblighi finanziari dell’amministrazione aggiudicatrice)
  1. Nel caso in cui la concessione preveda l’erogazione del contributo di cui all’articolo 3 ed i ricavi conseguiti nell’anno mediante la gestione dell’opera risultino inferiori rispetto a quanto previsto dal piano economico-finanziario, l’amministrazione aggiudicatrice deve versare all’ente gestore la differenza tra quanto stabilito dall’amministrazione medesima per l’anno in corso ed i ricavi conseguiti dall’ente gestore, fermi restando i limiti massimi di cui al medesimo articolo 3.
  2. Nel caso di cui al comma 1 l’amministrazione aggiudicatrice deve versare, entro dodici mesi dalla presentazione del bilancio dell’ente gestore concernente l’opera realizzata, il contributo di cui al medesimo comma.
- Art.8 (aliquota IVA ridotta)
  1. Sui materiali di costruzione utilizzati per la realizzazione delle opere pubbliche in concessione si applica l’aliquota IVA del 10 per cento.
- Art. 9 (Regolamento di attuazione)
  1. Entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dei lavori pubblici emana il regolamento di attuazione della medesima.
  2. Lo schema di regolamento di cui al comma 1 è trasmesso al Parlamento di fini dell’espressione del parere, entro venti giorni dall’assegnazione, da parte delle competenti Commissioni parlamentari.
- Art. 10 (Copertura finanziaria)
  1. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge, pari a 10 miliardi di lire per il 1999, a 30 miliardi di lire per il 2000 e a 50 miliardi di lire per il 2001, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1999-2001, nell’ambito dell’unità previsionale di base di conto capitale "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per il 1999, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dei lavori pubblici.
  2. Il ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
CONSIDERATO

La proposta di legge in esame detta norme per la realizzazione di opere mediante l’istituto della concessione, che trova riferimento nella legge quadro in materia di lavori pubblici recentemente emanata.
Sotto il profilo della tecnica legislativa si pone, quindi, in controtendenza rispetto all’orientamento auspicabile di pervenire e, quindi legiferare, con l’emanazione di testi di legge organici, che dettino norme complete per specifici settori.
La Sezione rileva, inoltre, che, così come formulata, la norma non sembra rispettare la par-condicio tra i soggetti aspiranti concessionari, in quanto affida alla discrezionalità delle Amministrazioni aggiudicatrici la possibilità di integrare i ricavi a favore del concessionario designato "all’atto del rilascio della concessione", e, perciò, in un momento successivo a quello della sua individuazione.
Ciò può comportare, ex post, la modifica della posizione dei concessionari e l’alterazione delle condizioni che hanno presieduto all’aggiudicazione.
La Sezione rileva ancora che le disposizioni enunciate costituiscono di fatto una sanatoria a carico dell’Amministrazione di eventuali errori di valutazione del soggetto privato in sede di offerta, o vieppiù della cattiva gestione dell’opera; nulla viene detto, infatti, sul controllo della gestione stessa che dovrebbe essere condotta oltre che in termini di efficienza anche con criteri di economicità.
Ciò pare in contrasto con i principi fondamentali dell’istituto della concessione, perchè fornisce una specie di garanzia pubblicistica a favore del privato del quale l’Amministrazione abbia inteso avvalersi per il perseguimento dei propri fini.
Nessun riferimento viene fatto, inoltre, ad un necessario controllo dei bilanci della società concessionaria che dovrebbe essere certificato da Società di revisione.
Eccessivamente elevata appare la soglia del contributo massimo previsto all’art.3 nella misura del 35% del costo dell’opera se rapportata al profitto medio per le Imprese stimato nell’ordine del 10%.
La Sezione ritiene, infine, che la norma di cui all’art.7 sia mal formulata lasciando dubbi interpretativi sulla individuazione del "quantum" da versare al Concessionario.

Tutto ciò premesso, nei considerato che precedono

E’ IL PARERE

della Sezione, reso all’unanimità, sulla proposta di legge su "Disposizione per favorire la realizzazione di opere e lavori pubblici in concessione" (A.C. 6474).