QUARTA SEZIONE

Seduta del 29.07.99
Voto n.283

OGGETTO:
Domanda in data 2.2.1999 di proroga dei termini per l’ultimazione dei lavori relativi alla grande derivazione d’acqua, concessa con D.I. 13.5.1985 n. 731 al Consorzio di Bonifica Tevere-Nera.
TERNI

LA SEZIONE

VISTA la nota 15.7.1999 n. TD/1768 con la quale la Direzione Generale della Difesa del Suolo nel trasmettere l’affare in oggetto ha chiesto il parere di questa Sezione;

ESAMINATI gli atti della pratica;

UDITA la commissione relatrice (Grappelli, Mechelli, Da Deppo,).

PREMESSO

Con D.I. 13.5.1985 n.731 (registrato alla Corte dei Conti il 10.6.1985 al n. 3466) è stata assentita al Consorzio di Bonifica Tevere-Nera la concessione di variare la derivazione concessa con i D.I. 22.3.1960 n. 1422, tanto che la portata complessiva derivabile è stata ridotta da moduli 40 a moduli 30 d’acqua così suddivisi:

  1. moduli 7 dallla galleria di derivazione dell’impianto idroelettrico di Baschi dell’ENEL, nel periodo da maggio a settembre, per l’irrigazione di un maggior comprensorio di complessivi ettari 4236, siti nelle Provincie di Terni e Viterbo; i rapporti di corso delle opere, le relative modalità e cautele, sono state stabilite nella convenzione 8.6.1962 ENEL-Consorzio, nella quale è anche previsto di lasciare defluire, nel periodo jemale, la portata di moduli 0,30 per gli usi igienici del comprensorio consortile;
  2. moduli 23, direttamente dal fiume Tevere, a valle dello scarico del suddetto impianto idroelettrico di Baschi, nel periodo da maggio a settembre, per l’irrigazione di ettari 2300 di terreno siti nella zona tra i Comuni di Attigliano e di Orte.
Tale concessione è stata accordata per anni 70 decorrenti dal 22.3.1960, con scadenza al 21.3.2030, subordinatamente all’osservanza degli obblighi e delle condizioni contenute nel disciplinare 26.1.1982 n. 10918.

I termini per l’inizio e l’ultimazione dei lavori sono stati così fissati:

  1. per la derivazione della portata di moduli 7:
  • anni 3 per l’inizio dei lavori e delle espropriazioni;
  • anni 8 per l’ultimazione dei lavori e delle espropriazioni;
b) per la derivazione della portata di moduli 23:
  • anni 5 per l’inizio dei lavori e delle espropriazioni;
  • anni 10 per l’ultimazione dei lavori e delle espropriazioni.
Ciò stante, i lavori e le espropriazioni avrebbero dovuto essere ultimati rispettivamente:
  1. per la derivazione di moduli 7 il 12/5/1993;
  2. per la derivazione di moduli 23 il 12/5/1995.
Con Decreto Ministeriale 14/7/1995 n. 527 i suddetti termini sono stati così prorogati:
  1. per la derivazione di moduli 7:
  • anni 6 per l’ultimazione dei lavori con nuova scadenza al 13/5/1999;
  1. per la derivazione di moduli 23:
  • anni 6 per l’ultimazione dei lavori e con nuova scadenza al 13/5/2001.
Con domanda 2/2/1999 il Consorzio di Bonifica Tevere-Nera ha fatto presente che i lavori, per motivi connessi alla loro effettiva complessità e alla mancanza di continuità nei finanziamenti concessi dal Ministero delle Risorse Agricole, sono ancora in corso, e che per l’ultimazione degli stessi è necessaria una ulteriore proroga dei termini precedentemente fissati, e pertanto chiede:
  1. per quanto attiene la concessione di derivazione d’acqua di moduli 7 la proroga di anni 5 con nuova scadenza al 31/5/2004;
  2. per quanto attiene alla concessione di derivazione d’acqua di moduli 23 una proroga di 5 anni con nuova scadenza al 13/5/2006.
Con relazione in data 10/2/1999 n. 170, il Provveditorato Regionale alle Opere Pubbliche per l’Umbria-Nucleo Operativo di Terni, considerato che non è necessario rinnovare la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità e i termini per le espropriazioni in quanto le procedure espropriative sono state ultimate, esprime parere favorevole all’accoglimento della istanza di proroga.

CONSIDERATO

Le motivazioni rappresentative del Consorzio di Bonifica Tevere-Nera a giustificazione della richiesta di un’ulteriore proroga di cinque anni per l’ultimazione dei lavori di costruzione delle opere della grande derivazione irrigua oggetto del D. Int.le 13.5.1985 n. 731 di cui alle premesse, hanno riferimento alla complessità delle opere da eseguire e soprattutto alla mancanza di continuità nella erogazione dei finanziamenti concessi dal Ministero delle Politiche Agricole.
In sostanza , vengono ripetute le motivazioni esposte circa sei anni addietro per un’analoga richiesta di proroga, poi accordata con D.M. 14.7.1995 n. TD/527, a seguito del parere di questo Consesso, reso con il voto n. 32 del 23.2.1995, che riconosceva allora attendibili quelle motivazioni stesse.
Anche oggi, i motivi che ritardano la realizzazione delle opere di che trattasi possono ritenersi coerenti con le situazioni di fatto; ma non può non manifestarsi perplessità, in riferimento alle disposizioni vigenti in materia di utilizzazioni di acque pubbliche, il fatto che una grande derivazione di acqua pubblica come quella in esame potrebbe risultare realizzata soltanto dopo circa venti anni dalla sua concessione, sempre che trovi conferma nella realtà la previsione quinquennale del Consorzio concessionario.
In tale situazione si appalesa necessaria una ricognizione delle opere realizzate ed una seria previsione dei tempi tecnici occorrenti per la esecuzione delle altre opere progettate, sulla base di una realistica programmazione delle possibilità dirette di spesa e dei finanziamenti pubblici; dato il tempo trascorso, sarà anche opportuno che si proceda all’attualizzazione della utilizzazione idrica in relazione agli effettivi fabbisogni del comprensorio irriguo ed alle novazioni colturali e tecnologiche intervenute.
Indipendentemente dalle osservazioni e richieste che precedono va ora tenuto presente che l’art. 23, commi 7 e 8 del D. L.vo 11.5.1999 n. 152 ha stabilito che anche per le derivazioni irrigue concesse la durata della relativa concessione non può essere superiore ad anni quaranta; ne deriva che la concessione di derivazione in esame avrà scadenza il 21.3.2000.
Il Consorzio concessionario potrà presentare subito un’istanza di rinnovo che verrà esaminata in base alle disposizioni particolari contenute nel comma 9 del citato art. 3 del D. L.vo n. 152/1999, disposizione che nella sostanza presuppongono le verifiche e le attualizzazioni sopra raccomandate.
Ciò posto, la proroga dei termini relativi all’ultimazione dei lavori di costruzione di tutte le opere della derivazione, richiesta con l’istanza 2.2.1999, non può che essere limitata al 21.3.2000, data di scadenza della concessione stabilita "ope legis".

Tutto quanto sopra premesso e considerato, la Sezione, all’unanimità

E’ DEL PARERE

che la proroga dei termini per l’ultimazione dei lavori di costruzione delle opere della derivazione in oggetto, richiesta con l’istanza 2.2.1999, possa essere accolta limitatamente alla data del 21.3.2000, per i motivi, le indicazioni e le prescrizioni di cui ai "considerato".