ASSEMBLEA GENERALE

Seduta del 17.09.99
Voto n.277

OGGETTO:
Secondo Palazzo di Giustizia di Bari - Progetto definitivo.
BARI

L’ASSEMBLEA

VISTA la nota del 09.07.1999 n. 1000 con la quale la Direzione Generale dell’Edilizia Statale e dei Servizi Speciali ha trasmesso, per esame e parere, l’affare indicato in oggetto;

ESAMINATI gli atti;

UDITA la Commissione Relatrice (MAURO, DE ANGELIS, GUGLIELMI, TATO’, ARREDI, BILARDO, FANTINI, BONFATTI PAINI, GENTILI; BURGHIGNOLI, CONTRONE, CORBO, DIPACE, LAMPARIELLO, PARVOPASSU, PIRODDI, SANPAOLESI, TAMBURINI)

P R E M E S S O

Con nota 28 dicembre 1998 prot. n°2173 ES/IV, la Direzione Generale dell’Edilizia Statale e dei Servizi Speciali trasmetteva per esame e parere a questo Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il progetto definitivo del secondo Palazzo di Giustizia di Bari pervenuto alla stessa Direzione Generale dal Provveditorato alle OO.PP. per la Puglia.
Il progetto, redatto da liberi professionisti su incarico conferito dall’Amministrazione Comunale di Bari, era stato inoltrato per esame e parere ai sensi della normativa vigente dal Sindaco della stessa città al predetto Provveditorato.
Lo stesso progetto si componeva dei seguenti elaborati:

Elaborati strutturali
Relazione tecnica
Relazione di calcolo
Schede di progetto

Elaborati architettonici
Relazione per la prevenzione antincendio e la sicurezza in data 6.6.98
Computo estimativo del progetto definitivo
N°31 tavole grafiche

Elaborati impianti elettrici (firmati ma privi di timbro)
Relazione tecnica
N°18 elaborati grafici

Elaborati impianti a fluido (firmati ma privi di timbro)
Relazione tecnica
N°2 tavole grafiche

Elaborati catastali: N°5 tavole
Quadro economico riepilogativo
Elenco prezzi unitari
Disciplinare delle opere
Elenco prezzi impianti fluidi
Computo metrico impianti fluidi.
Si espongono qui di seguito le notizie salienti sul progetto così come descritto da tale documentazione.
L'area, assegnata dal Comune di Bari con delibera di C.C. n°254 del 31.7.91, di forma trapezoidale, è quasi interamente occupata da edifici. Il lato nord è delimitato da via della Carboneria, quello est da via Brigata Regina. Il lato sud confina con area di privati ed il lato ovest con l'area destinata alla costruzione dell'autosilo comunale.
Nel margine sud-ovest dell'area è previsto un varco pedonale e carrabile protetto e controllato da un presidio di pertinenza generale, connesso direttamente con la viabilità dell'asse nord-sud tramite un breve tratto di strada pubblica che dà accesso alle zone interne al perimetro dell'area di intervento.
Tale area risulta essere di m2 29.998, ma il progetto annette un’ulteriore area di m2 2.650 necessaria, a detta dei progettisti, per il funzionamento di tutto il sistema distributivo.
L'accesso principale per il pubblico e gli avvocati avviene da via della Carboneria attraverso una coppia di rampe pedonali di raccordo tra il livello della strada e il piano della "piastra" del palazzo di giustizia rialzato di m 1,50 rispetto al livello dei marciapiede. Le due rampe convergono in una terrazza sopraelevata che funge da piazza di accesso al palazzo di giustizia. Sulla piazza si aprono alcuni servizi verso l'esterno e la grande vetrata di accesso al di là della quale si trova la grande galleria interna di distribuzione alle aule, ed ancora più avanti l'atrio coperto alto quattro piani sul quale si aprono gli spazi dei percorsi verticali centrali e le balconate dei piani superiori. Due scale mobili connettono questo livello con il primo dove, oltre ad alcuni uffici giudiziari (giudici di pace), sono anche ubicate le aree adibite a caffetteria, valori bollati, giornali e libri, ufficio postale, una banca e la biblioteca.
L'accesso del personale avviene attraverso l'ingresso controllato sud-ovest e il parcheggio al secondo livello interrato. Da qui i sistemi di risalita verticali connettono ogni piano utile dell'edificio.
I magistrati fruiscono di aree protette per l'accesso al palazzo di giustizia individuate al primo livello interrato, raggiungibile dall'esterno attraverso l'ingresso controllato dalla portineria; dalle varie postazioni di accesso raggiungono in maniera indipendente e diretta le aule giudiziarie al piano terra o gli uffici a piani superiori.
I detenuti vengono condotti attraverso lo stesso varco di accesso al primo livello interrato dove all'interno di aree protette sbarcano dai cellulari e raggiungono le aree di sosta posizionate in corrispondenza delle aule giudiziarie soprastanti. Sistemi di risalita riservati (scale ed ascensori) consentono di condurre i detenuti dalle celle direttamente nelle aule giudiziarie; non vi sono altri accessi o connessioni.
Per quanto riguarda gli aspetti di relazione con la città ed il territorio, nella relazione generale si afferma: " La realizzazione dei nuovo Palazzo di Giustizia e della nuova Aula di Massima Sicurezza rappresenta un episodio estremamente importante nell'ambito della organizzazione delle grandi attrezzature di servizio dell'area metropolitana di Bari.
La nuova collocazione urbana, anche se in area semicentrale, definisce con precisione l'ambizione territoriale della nuova sede, ora facilmente raggiungibile da una molteplicità di collegamenti viari.
Qualora fosse portata a termine la realizzazione dell'Asse Nord-Sud come previsto dal PRG, l'area risulterebbe eccezionalmente collegata con la porzione sud occidentale di Bari e con la SS. 16, dando luogo ad una condizione assolutamente ottimale, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei flussi di traffico automobilistici.
Per quanto riguarda il rapporto interno all'area di insediamento, la realizzazione dei nuovi edifici rappresenta certamente un elemento di precisa caratterizzazione qualitativa dell'area urbana dei quartiere Libertà, all'intersezione con altri importanti elementi della struttura urbana quali la strada litoranea, il Porto (con le importanti trasformazioni previste), e in prossimità della nuova sede della Biblioteca Nazionale Sagarriga Visconti, in trasferimento nel]' Ex Mercato Ortofrutticolo, ed alla Fiera dei Levante. La nuova sede del Palazzo di Giustizia partecipa così di un processo di ristrutturazione dell'area occidentale di Bari, cominciato con l'apertura del nuovo sottopasso di Via Brigata Regina e, attraverso l'innalzamento quantitativo e qualitativo delle funzioni ospitate, può iniziare a liberarsi della incongrua veste di periferia interna, di luogo di marginalità economica e sociale, che ancora ne caratterizza la vita."
Dal punto di vista generale l'intervento prevede la individuazione di due distinti elementi: il Palazzo di Giustizia (PG) vero e proprio, con gli uffici e le aule ordinarie, e l'Aula di Massima Sicurezza (AMS).
Entrambi gli elementi, pur essendo concepiti per lavorare insieme, rispondono a logiche di utilizzazione e di sicurezza differenti e quindi fanno capo a sistemi edilizi, funzionali, tecnologici ed impiantistici separati.
La scelta effettuata conferma la disposizione longitudinale dei corpi di fabbrica in elevazione (PG) lungo il lato di C.so della Carboneria, riservando alla porzione più interna, in corrispondenza della nuova viabilità che il progetto propone per collegare l'area con la via T. Fiore (in funzione di una strada di servizio dedicata), la collocazione dell'Aula di Massima Sicurezza.
La scelta insediativa e tipologica dei fabbricati ha determinato una soluzione volumetricamente e planimetricamente compatta.
Il Palazzo di Giustizia occupa la parte nord dell'area e planimetricamente si articola secondo uno schema ad H.
In particolare, questo elemento si compone di due corpi edilizi a pianta rettangolare (ciascuno di dimensioni m140x18.80), disposti con l'asse maggiore orientato in senso est-ovest, in senso parallelo a via della Carboneria.
I due corpi di fabbrica sono connessi nella parte centrale da altri due blocchi di collegamento verticali paralleli che individuano in questo modo una corte coperta (per i primi tre livelli), che costituisce il fulcro funzionale oltre che geometrico dell’intera struttura.
La parte di piano terra, che accoglie le aule di udienza, e che ha funzioni di relazione con il pubblico ha dimensioni planimetriche maggiori rispetto al volume in elevazione, ed assume pertanto una conformazione di basamento generale degli edifici.
L'edificio destinato all'Aula di Massima Sicurezza è disposto nella parte sud dell'area con accesso diretto privilegiato tramite una strada di distribuzione secondaria di connessione dalla via T. Fiore (segmento dell'asse nord-sud): questo edificio, compreso all'interno di uno schermo murario a pianta circolare, è autonomo in termini funzionali e tipologici dal resto dei Palazzo di Giustizia.
L'impianto strutturale ha privilegiato le grandi luci dei telai strutturali e degli orizzontamenti in modo che le scelte distributive possono risultare indifferenti, modificabili e modulari senza riferimenti rigidi.
Inoltre il progetto prevede:

  • l'uso continuo di pavimento esteso senza soluzioni di continuità sull'intero piano;
  • intradosso totalmente complanare dei solai, protetti da lastre di gesso continue e senza intercapedini orizzontali; indifferenza posizionale di tutti i terminali degli impianti;
  • posizionamento periferico o esterno rispetto alle due ali degli uffici di tutti i sistemi dei collegamenti verticali.
Tutti i piani degli uffici sono stati liberati da qualunque obbligo di accoglienza di canali, controsoffitti, ribassamenti di solai, attraversamenti trasversali, ecc. mediante l'adozione del piano tecnico equiesteso, che contiene al suo interno ed in qualunque posizione tutte le distribuzioni degli impianti.
L'organizzazione interna complessiva dell'edificio é costituita dalla composizione dei nuclei di seguito elencati:
- la Corte d'Appello,
- la Procura generale,
- il Tribunale Penale,
- la Procura dei Tribunale,
- la Pretura penale,
- la Procura della Repubblica presso la Pretura,
- il Tribunale di Sorveglianza,
- i Giudici di Pace,
- gli archivi giudiziari,
- le aule per le udienze penali,
- le aule per la Corte d'Assise e d’Appello,
- l'Aula di Massima Sicurezza,
- gli spazi per le forze dell'ordine, per la polizia giudiziaria
- gli spazi per gli avvocati e per il pubblico
- gli spazi per i detenuti,
- gli spazi per i percorsi e gli stazionamenti protetti,
- la Biblioteca
- le autorimesse e le centrali tecnologiche.
I collegamenti verticali sono assicurati da tre sistemi differenziati per capacità e posizione:
  • collegamenti principali in posizione baricentrica,
  • connettori secondari e della sicurezza in posizione esterna,
  • collegamenti diretti e protetti dei magistrati.
I collegamenti principali sono concentrati in due blocchi posti in posizione baricentrica rispetto ai due corpi edilizi rettangolari: i percorsi in tangenza ad essi costituiscono collegamento tra i due corpi stessi.
Per i connettori secondari su ciascuna delle quattro estremità dei corpi rettangolari è previsto un gruppo di collegamenti verticali a pianta circolare con struttura portante autonoma, esterno alla sagoma dell'edificio principale.
Gli spazi di collegamento a parete tra i gruppi scala circolari esterni, ed i corpi di fabbrica dell'edificio costituiscono il luogo protetto per l'emergenza in aerazione continua, e completamente isolati rispetto agli spazi interni agli uffici.
Le scale con l'ascensore costituiscono un connettore continuo senza interferenze tra tutti i piani, dal secondo interrato ai lastrici solari, sempre in condizione di protezione e di completa estraneità dagli ambienti serviti ad ogni piano.
Il basamento, avanzato rispetto al corpo in elevazione degli uffici ed esteso a tutta la lunghezza dei corpo di fabbrica riporta in prospetto la scansione delle parti alte dell'edificio, ritmate dal sistema binato del pilastri (esterni rispetto alla 'pelle' dell'edificio).
La parte inferiore del basamento è costituita da una muratura lievemente inclinata sul piano verticale mentre in corrispondenza del binato strutturale il muro esterno riprende il suo assetto perfettamente verticale. Le murature esterne del basamento sono rivestite da pannelli di grandi dimensioni realizzati con l’assemblaggio di lastra di granito e struttura alveolare di alluminio.
La parte terminale superiore dei basamento è costituita dai pannelli di tamponamento dei piano tecnico dietro i quali è prevista una copertura verde estesa alla parte avanzante rispetto al volume degli uffici superiori. Sul lato Ovest dell'area, lungo il confine con l'area destinata alla edificazione dell'autosilo, sono previste le rampe a cielo aperto di accesso automobilistico ai due livelli interrati dei palazzo di giustizia.
I corpi in elevazione volumetricamente si presentano come parallelepipedi con un fronte su strada, sui lati più lunghi, di 144m e per un altezza complessiva di 45m, la loro destinazione è prevalentemente ad uffici.
Il complesso dell'Aula di Massima Sicurezza ha una diversa consistenza volumetrica e tipologica dei volume degli uffici rispetto al quale presenta una altezza complessiva inferiore.
L'Aula è accostata al fronte sud del palazzo ed è composta da diversi elementi distinguibili compositivamente e strutturalmente:
Il volume vero e proprio dell'aula, a pianta quadrata, è perimetrato dai parallelepipedi destinati ad accogliere gli spazi annessi all'aula vera e propria e destinati a magistrati, detenuti, avvocati, ai testimoni ed al personale di custodia.
L’insieme dei volumi è inscritto in un muro-scudo di protezione distanziato dai volumi interni e disposto a formare una circonferenza quasi completa intorno all’Aula.
Al piano terra (+ 1.50) la parte centrale dei complesso è occupata dalla Aula di Massima Sicurezza, organizzata in una pianta quadrata di 24 m dì lato con altezza libera fino al livello delle coperture.
Le quattro pareti interne dell'aula sia nelle parti di basamento, sia nella parte superiore al livello degli accessi, sono completamente cieche e rivestite da pannellature di legno di betulla e pietra calcarea a spacco.
Un sistema di rampe automobilistiche, con accesso protetto dalla strada di distribuzione all'asse nord-sud, consente di raggiungere i livelli interrati sottostanti l'Aula di Massima Sicurezza, che non hanno connessione con i livelli interrati di pertinenza dei palazzo di giustizia,
Al primo livello interrato oltre all'area riservata alla sosta dei detenuti si trova la mensa e l'area di carico-scarico.
In posizione esterna rispetto al perimetro dell'aula sono ricavati i locali per gli impianti e per le centrali tecnologiche per l'autonomo funzionamento del complesso dell'Aula di Massima Sicurezza rispetto al resto dell'intervento.
Il secondo livello interrato é destinato alle autorimesse dei mezzi di servizio e all'accesso in condizioni di sicurezza di magistrati e testimoni protetti. Da questo livello possono raggiungere direttamente il piano dell'aula e i piani superiori a loro riservati senza alcuna interferenza con i percorsi destinati agli altri frequentatori dell'aula.

ASPETTI GEOTECNICI:
Al progetto risulta allegato uno studio "Geologico – Geotecnico", a firma di un geologo incaricato dall’Amministrazione Comunale, che espone e sintetizza i dati raccolti tramite rilevamento di superificie, sondaggi meccanici, analisi di laboratorio e indagini geofisiche.
La campagna d’indagini è stata infatti così articolata:

  1. ricognizione geolitologica dell’area di studio e delle aree ad essa adiacenti;
  2. esecuzione di 9 profili sismici a rifrazione sia con onde longitudinali (P) che con onde trasversali (SH);
  3. esecuzione di 7 sondaggi geognostici a rotazione spinti fino ad una profondità massima di 20 metri;
  4. prelievo di campioni per indagini di laboratorio finalizzate a stabilire le caratteristiche geotecniche e meccanichee dei terreni interessati.
E’ stata così individuata la seguente successione stratigrafica dall’alto verso il basso:
  • terreni umificati aventi spessori variabili da qualche decimetro al metro;
  • terreni costituiti da depositi sabbioso-argillosi di colore avana localmente sono state rinvenute concentrazioni di carbonati pulverulenti, la componente argillosa tende a prevalere verso l’alto (spessore 2-4 m);
  • calcareniti fossilifere di colore giallastro a grana medio-fine a consistenza variabile da fortemente a poso cementate. La loro presenza non è costante ed il loro spessore varia da qualche decimetro in corrispondenza dei sondaggi S3 – S4 – S7 a qualche metro in S1 – S2:
rocce carbonatiche calcaree di colore bianco avana in strati più o meno fratturati. In particolare le porzioni più fratturate e carsificate si rinvengono a profondità tra i – 8 m ed i – 10 m e i – 16 m dal piano di campagna. In questi intervalli sono stati evidenziati, solo occasionalmente, interruzioni dovute a livelli di "terre rosse" e a cavità vuote che non sembrano rivestite un grosso significato. Dalle risultanze delle indagini eseguite, il predetto studio trae le seguenti conclusioni:
"Il piano di posa delle fondazioni non dovrà interessare i terreni di copaertura ed in particolare i depositi calcarenitico-sabbiosi, per le loro caratteristiche geotecniche scadenti. Si consigli pertanto l’asportazione degli strati iniziali fino ad una profondità di m 6 circa." "… la reazione del terreno di fondazione alle sollecitazioni meccaniche, indotte dalla futura costruzione, non potrà ritenersi costante su tutta la superficie del piano di posa delle fondazioni.
Sulla base delle considerazioni suesposte si evince che è possibile adottare fondazioni di tipo diretto, soltanto nel caso di strutture e carichi modesti. Per strutture ad alta incidenza sul terreno si consiglia di adottare fondazioni continue assumendo, prudentemente, i carichi di sicurezza non superiori ai 3 Kg/cm2.
E’ evidente che l’area studiata dal punto di vista geologico, idrogeologico e geotecnico risulta idonea alla realizzazione proposta."
ASPETTI STRUTTURALI:
Lo schema principale strutturale è costituito da sistemi binati di pilastri posizionati all'’esterno del limite del corpo edilizio. I due binati strutturali sono collegati, ogni due piani, da travi-fioriera di controventamento, protette da pannelli prefabbricati simili e quelli impiegati in altre parti dell’edificio.
I pilastri binati di 80x200 cm (ai piani fuori terra) distano tra loro di 240 cm e sono prefabbricati a moduli alti 5,40 le travi principali che si sviluppano su luci netta di 18,80 m e di 24,00 m, sono in acciaio a sezione composta con piatti, lamiere e profili normalizzati accoppiati e sono strutturate in modo da accogliere due ordini di solaio per piano.
Gli orizzontamenti sono di tre diverse tipologie di pannelli-solaio corrispondenti alle specifiche funzioni:
  • pannello-solaio con sagoma ad "omega" in calcestruzzo in armatura armonica, semplicemente appoggiato su mensole continue da travi parzialmente intradossate;
  • pannello-solaio con sagoma a "omega capovolta" in calcestruzzo in armatura armonica e getto in opera di parte dei tramezzi;
  • pannello-solaio alleggerito con sagoma autoportante multitubolare in polistirolo ad alta densità.
E’ presente poi a ciascun piano un solaio tecnico che, per la funzione che svolge risulta una parte strutturale secondaria, con sovraccarichi permanenti modesti (canalizzazioni) e sovraccarichi accidentali derivanti dalla manutenzione ordinaria e straordinaria. Tale solaio è modulare, parzialmente gettato in opera su di una "scocca" di base, in polistirolo espanso multitubolare autoportante, privo di soluzione di continuità.
Tutti i nuclei scala e i cinque vani corsa-ascensori, che partono da una platea di fondazione sconnessa dalle travi di fondazione longitudinali dei due corpi Uffici, sono delimitati da setti in calcestruzzo dello spessore di cm 25.
La copertura dell’Aula di Massima Sicurezza è in legno lamellare cassettonato.

IMPIANTI:

  1. climatizzazione
Sono previste tre tipologie di impianti:
  • per uffici e locali assimilabili: impianto a portata variabile che regola automaticamente il consumo di energia richiesta alle esigenze temporali degli ambienti serviti e con il cosiddetto "ree-cooling";
  • per le aule di altezza inferiore a m 4,5 è previsto un impianto a parete variabile e diffusori ad effetto elicoidale;
  • per aule di altezza maggiore di m 4,5 un impianto a "tutt’aria" a portata costante con diffusori per grandi altezze.
La produzione di acqua refrigerata è ottenuta mediante gruppi frigo equipaggiati ognuno con doppio compressore centrifugo.
L’area negli ambienti viene distribuita attraverso le canalizzazioni poste nel "piano tecnico"; Sono previste più unità di trattamento aria (UTA) a seconda dei piani e dell’esposizione; la temperatura ambiente di progetto è di 27°C in estate e 21°C in inverno.
  • impianto antincendio:

  • Nel secondo piano interrato – autorimessa - è stato previsto un impianto per l’alimentazione di gruppi idranti tipo 45 UNI 804 serviti da gruppi di sollevamento a pressurizzazione idrica e da un gruppo tipo 100 UNI 804, in posizione accessibile dai VV.F.
    Nel piano primo interrato-archivi è previsto un impianto di estinzione incendi automatico del tipo "SPLINKER" a diluvio con acqua nebulizzata, servito dalla relativa centrale di pressurizzazione, mentre nella zona riservata all’archivio corpi di reato l’impianto di estinzione è a mezzo gas NAF S III – La riserva idrica a servizio di questi impianti si trova al 2° piano interrato ed è alimentata dalla rete civica.
    Per la gestione degli impianti è previsto un sistema di supervisione che consente il controllo e monitoraggio tecnologico/elettrico di tutti i sistemi compresi quelli "non standard".
  • impianti elettrici:
L’impianto elettrico sarà costituito da:
linee di alimentazione in uscita dalle cabine di trasformazione, chiuse ad anello; quadri elettrici; circuiti elettrici di distribuzione luce; circuiti elettrici di distribuzione privilegiata; circuiti elettrici per forza motrice privilegiata; circuiti elettrici per alimentazione di sicurezza; apparecchi di comando e prese; organi illuminanti; illuminazione di sicurezza; impianto di messa a terra; impianti speciali; sistema di segnalazione ottico-acustico bagni handicappati; predisposizione impianto telefonico; impianto di rilevazione fumi; impianto E.D.P..
Le cabine di trasformazione verranno ubicate al 1° piano interrato e divise in tre zone: locali ente distributore (ENEL), locale celle MT e locali quadro generale BT.
In particolare saranno 2 le cabine di trasformazione MT/BT per il Palazzo di Giustizia con tre trasformatori in resina da 1,250 KVA e una per l’Aula Bunker con due trasformatori in resina da 400 KVA.
Il locale quadro Generale BT è del tipo POWER CENTER, forma 4, grado di protezione IP 30 sia per il Palazzo di Giustizia che per l’Aula Bunker.
    Il quadro generale di spesa è così articolato:
Tab. A – COSTO DELLE OPERE
0) Demolizioni – Scavi – Rinterri
Opere Speciali  L. 7.157.051.151
1) Struttura portante  L. 59.593.946.848
2) Chiusura  L. 18.716.512.417
3) Partizione interna  L. 35.264.610.197
4) Partizione esterna  L. 7.353.591.811
5) Impianto fornitura servizi L. 33.441.023.540
6) Impianto di sicurezza  L. 2.175.209.397
8) Attrezzatura esterna  L. 2.734.209.397
  L. 166.435.945.361 L. 166.435.945.361
Tab. B – SOMME A DISPOSIZIONE
- IVA su lavori 10%  L. 16.643.594.536
- Opere d’arte  L. 3.000.000.000
- IVA su opere d’arte 20%  L. 600.000.000
- Acquisizione delle aree  L. 2.707.790.078
- Allacciamenti compresa IVA  L. 1.000.000.000
- Spese Generali 6%: progettazione
architettonica, impianti a fluidi, elet-
trici, sistemazione esterne ed arredi;
onorari per collaudi, per indagine 
geotecnica-geologica 

 
 

L. 9.986.156.722

- CNPAIA 2% su spese generali  L. 199.723.134
- IVA 20% su 6+7  L. 2.037.175.971
- Imprevisti  L. 2.430.000.000
TOTALE SOMME A DISPOSIZIONE  L. 38.604.440.441 L. 38.604.440.441
IMPORTO COMPLESSIVO DELL’OPERA 
L.205.040.385.802

Con nota del 27 gennaio 1999 prot.n°99, il Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici restituiva gli atti trasmessi per l’eventuale integrazione e completamento in conformità all’art.16 comma 4 della legge 109/94 e successive modifiche ed integrazioni, in base alle seguenti considerazioni svolte da un primo esame della Commissione Relatrice incaricata di riferire all’Assemblea e riportate nella predetta nota che qui di seguito si espone.
"Da un preliminare esame del progetto da parte della Commissione relatrice è stato rilevato che la documentazione inviata non risulta rispondente alle prescrizioni della L. 109/1994 art. 16 comma 4 e successive integrazioni e modificazioni, dichiarate necessarie per ritenere i progetti adeguatamente sviluppati.
Si è, in particolare, rilevata la mancanza di una "relazione descrittiva dei criteri utilizzati per le scelte progettuali", la carenza di adeguate informazioni "sul rispetto delle esigenze, dei criteri, dei vincoli, degli indirizzi e delle indicazioni stabiliti nel progetto preliminare", nonché di utili elementi che consentano di esprimersi sui costi in connessione con i benefici previsti e sui tempi inerenti alla realizzazione dell'opera.
Infatti, la Relazione generale allegata al progetto trasmesso non contiene esaurienti indicazioni sugli elementi sopra segnalati, mentre la rispondenza delle soluzioni adottate alle finalità progettuali, la conoscenza - sia pure orientativa - della correlazione esistente fra costi previsti e benefici attesi, la valutazione plausibile dei tempi di attuazione dell'opera, dalla quale il suo costo dipende, rivestono grande importanza (in relazione anche al cospicuo investimento richiesto, pari a 200 miliardi di lire circa), ed incidono dunque in modo essenziale sulla formazione di un giudizio esauriente circa la validità delle soluzioni adottate.
D'altra parte l'omessa indicazione dei criteri progettuali trova riscontro nelle stesse affermazioni con le quali si apre la Relazione generale, nella quale si dichiara (pag. 3, primo comma) che "la presente fase progettuale trae le sue giustificazioni dalle procedure indicate preliminarmente in occasione dell'esame e dell'approvazione delle fasi precedenti da parte del Ministero di Grazia e Giustizia….., da parte del Provveditorato alle OO.PP. della Puglia, da parte del Comune di Bari........., dichiarazione che però non esime dal dover dare attuazione alle disposizioni del quarto comma dell'art. 16 della legge 109/94, in virtù del quale la compiutezza del progetto definitivo di un'opera è anche legata alla esistenza di una "relazione descrittiva dei criteri utilizzati per le scelte progettuali" ed alla documentata congruenza della progettazione definitiva con i risultati della prima fase progettuale, stabiliti nel progetto preliminare.
Al riguardo si evidenzia anche che non è stato dato da parte dei progettisti compiuto riscontro alle osservazioni e prescrizioni, peraltro condivisibili, formulate in sede istruttoria dall'Ingegnere Designato per la Provincia di Bari.
Per quanto attiene agli aspetti tecnici, il grado di definizione del progetto per i vari profili esaminati (architettonico, impiantistico etc) si presenta alquanto eterogeneo. In particolare, a seguito dell'esame preliminare svolto dalla Commissione relatrice, è emersa, a fronte di una maggiore definizione dei contenuti progettuali in ordine agli aspetti architettonici, una marcata carenza circa il grado di definizione degli elaborati per quanto attiene agli impianti ed alle strutture dell'edificio.
Sono inoltre assenti i dati quantitativi essenziali riguardanti i numeri di persone prevedibilmente presenti nel palazzo di giustizia all'esame, i loro spostamenti, le specifiche esigenze di continuità o lontananza fra zone a finalità diversa, eventuali speciali esigenze in ordine alla sicurezza, a problemi di qualità e di manutenzione, etc. Sostanzialmente assenti sono infine le informazioni sulla programmazione dello svolgimento dei lavori e l'analisi della tempistica realizzativa dell'opera, necessari affinché il parere richiesto possa estendersi agli aspetti di cui all'art. 16 comma 8 della legge 109/94.
A titolo puramente esemplificativo si indicano di seguito, per i principali profili progettuali, alcune delle carenze rilevate in sede di esame preliminare degli atti.

ASPETTI URBANISTICI
Non appare chiara la situazione da un punto di vista urbanistico, non soltanto per quanto riguarda l'inquadramento del complesso edilizio nella zona - quartiere Libertà - ovvero relativamente ai problemi di viabilità, posteggio, sosta, carico di traffico ma anche in relazione alla diversa destinazione d'uso che ha l'area nel P.R.G. di Bari, e alle costruzioni tuttora presenti sull'area.
Inoltre rispetto all'area individuata dal Comune, a titolo provvisorio, di cui viene solo citata la delibera di Consiglio Comunale n. 254 del 31.7.91, di m2 28.100 successivamente risultata ai progettisti di m2 29.998, il progetto avanza la necessità della annessione di un ulteriore area di m 145 x 18 (m2 2.650 circa) per migliorare il sistema distributivo e di accesso e deflusso, destinata quindi unicamente a viabilità.
Tutta l'area dovrà essere oggetto di esproprio, ma dalla documentazione presentata non si evincono né lo stato, né i tempi di tale procedura.
Comunque non sono sufficientemente esposti i dati attraverso i quali valutare la correttezza delle scelte relative agli spazi per posteggi, soste e servizi in genere.

ASPETTI ARCHITETTONICI
Al fine di meglio valutare tali aspetti si rende necessario acquisire notizie in merito a:

  • numero e tipologia di utenti, con particolare riguardo al personale addetto (giudici impiegati, forze dell'ordine, avvocati) in servizio e futuro (presunto);
  • rispondenza fra le esigenze degli utenti e soluzioni progettuali.
Si fa rilevare che a tale proposito sarebbe auspicabile la predisposizione di elaborati grafici dai quali desumere tale rispondenza.
Sul frontespizio del progetto vengono citate "pretura con le rispettive procure", settori che verranno soppressi con l'entrata in vigore della riforma giudiziaria.
Alcune soluzioni progettuali, seppure concettualmente condivisibili, quali la creazione di vani orizzontali per gli impianti, portano a costi che andrebbero percentualmente quantificati, al fine di valutare i vantaggi anche economici in fase di gestione.
Devono inoltre essere precisati meglio i materiali di finitura che, nel caso di un ufficio pubblico di tale rilevanza, assumono rilievo non trascurabile in relazione all'usura, al costo di manutenzione e al decoro.

ASPETTI GEOTECNICI
Le profondità raggiunte con i sondaggi (20 m al massimo) sono insufficienti se confrontate con le dimensioni caratteristiche del palazzo e, quindi, del volume significativo del terreno di fondazione tenuto anche conto della presenza di rocce carsificate e della necessità di una loro precisa localizzazione e descrizione.
La caratterizzazione geotecnica dei terreni risulta carente e lacunosa. In particolare, sono da considerare privi di significato geotecnico i valori delle caratteristiche di resistenza degli unici due campioni sottoposti a prove meccaniche di laboratorio.
Per quanto riguarda le opere di fondazione, a parte alcune generiche considerazioni riportate a conclusione dello studio geologico-tecnico, la Relazione Tecnica illustra solo le scelte tipologiche (travi rovesce e platea) senza alcun calcolo di dimensionamento geotecnico. Inoltre, non si rilevano considerazioni sulle modalità di scavo per raggiungere il piano di fondazione, sui problemi idraulici connessi con lo scavo sotto falda, sulla stabilità dei fronti di scavo, sulla presenza e sul comportamento di eventuali opere di sostegno provvisorie o definitive.

ASPETTI STRUTTURALI
Seppur il progetto venga dichiarato "definitivo", per la parte strutturale, sono agli atti n° 3 elaborati molto generici, mentre mancano totalmente le tavole di progetto; sono presenti solo delle assonometrie illustrative non quotate di elementi strutturali (solai, nodi trave pilastri, ecc.) chiamate "Schede di progetto".
L'opera da realizzare si presenta strutturalmente complessa, in quanto costituita da diversi corpi di fabbrica, in alcuni casi accostati e separati da giunti, con altezze diverse e con membrature soggette a notevoli impegni statici per luce e carichi.
La struttura inoltre è prevista in acciaio e in c.a., quest'ultima in buona parte prefabbricata. Di conseguenza acquistano notevole importanza tutti gli aspetti significativi (unioni, collegamenti, ecc.), in assenza dei quali non appare possibile "leggere" il progetto.
Pur nella sommarietà della documentazione, si evidenziano motivi di perplessità, in particolare: nei giunti strutturali, nella progettazione d'assieme, nel sistema di impermeabilizzazione dello scantinato, nelle unioni di tipologie con caratteristiche diverse.

ASPETTI IMPIANTISTICI
a) Impianti fluidi
Gli atti progettuali risultano carenti sia dal punto di vista degli elaborati presentati, per la mancanza di calcoli giustificativi (anche riguardo alla legge 10/91), per le rappresentazioni planimetriche limitate alla distribuzione d'aria e comunque incomplete anche per questo aspetto (poiché mancano le reti di ripresa), sia per il loro contenuto tecnico.
Si citano al riguardo:
- la non chiara distinzione tra regolazione delle cassette monocanale e quelle ad
induzione che, di fatto, esclude un controllo indipendente degli ambienti singoli essendo presente una sola batteria di postricaldamento per tutta una serie di locali;
- la scelta della temperatura ambiente di 27' C contro i 25' C oramai usualmente adottati;
- l'adozione di un ricambio d'aria generalizzato di 3,2 volumi-ambiente/ora (valore mediamente elevato) senza alcuna giustificazione;
- la mancanza di qualsiasi ipotesi sull'approvvigionamento di acqua per le torri evaporative, questione di importanza tutt'altro che trascurabile.
b) Impianti elettrici e speciali
Per questi impianti il progetto risulta notevolmente indeterminato. Oltre alla mancanza di qualsiasi tipo di calcolo, sia relativo ai fabbisogni che alle distribuzioni, si rilevano:
- rappresentazioni grafiche limitate alla indicazione di punti di utilizzazione;
- mancanza di schemi dei quadri elettrici principali e secondari (è solo presentato lo
schema di un quadro di zona del secondo piano);
- una scelta non giustificata di installazione di tre cabine MT/BT collegate ad anello ma dedicate a specifiche utenze ovvero:
- una per l'aula bunker;
- una per gli impianti di climatizzazione;
- una per tutto il resto dell'edificio.
In definitiva il progetto degli impianti tecnologici è significativamente carente dal punto di vista degli elaborati presentati e anche non condivisibile in alcune scelte fondamentali che risultano, comunque, scarsamente giustificate.

  1. Sicurezza Antincendio
Dall'esame della documentazione trasmessa, si rileva che il parere favorevole espresso dal competente Comando Provinciale dei VV.F. risulta fortemente condizionato da numerose prescrizioni che incidono sulle stesse scelte progettuali operate. Appare, quindi, necessario che il richiesto esame sia condotto sul progetto definitivo che abbia già recepito tali prescrizioni.
In particolare la compartimentazione, la lunghezza delle vie di esodo, il gruppo scale e ascensori centrali, non appaiono in linea con le indicazioni e le misure più ricorrenti di prevenzione incendi. Da approfondire sono inoltre le problematiche inerenti la sicurezza antincendi in relazione agli impianti previsti (antincendi, elettrici, di riscaldamento, di condizionamento, gli ascensori, gruppi elettrogeni .... ) e alle autorimesse interrate.

CONCLUSIONI
Tutto ciò considerato, si deve concludere che il progetto definitivo posto a base della richiesta di parere non contiene tutti i dati necessari a valutare "la qualità dell'opera e la rispondenza alle finalità relative" (come stabilisce l'art. 16 primo comma, lettera a della legge 109/94). Dalla documentazione presentata non si evincono cioè alcuni elementi essenziali per la valutazione del progetto, il che non consente al Consiglio Superiore di rendere un parere completo sulla qualità dell'opera stessa, sulla sua rispondenza alle finalità relative, sulla congruità dei costi e dei benefici previsti, sui tempi di realizzazione in ordine al raggiungimento degli obiettivi progettuali.
Per i motivi esposti questo Consiglio Superiore potrà perciò esprimere il proprio parere solo a seguito della integrazione del progetto nel senso indicato, quando cioè la lettura del progetto stesso potrà consentire di individuare compiutamente i lavori da realizzare, sia nei loro contenuti fattuali, sia nella loro rispondenza alle finalità relative.
Si restituiscono pertanto gli atti trasmessi, come da allegato elenco, per l'eventuale integrazione e completamente in conformità all'art. 16 comma 4 della legge 109/94 e successive integrazioni e modifiche."
Successivamente, con nota in data 9.7.1999 n°1000 della Direzione Generale dell’Edilizia Statale e S.S., è stata trasmessa per l’esame del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici la documentazione progettuale così come già restituita, con l’integrazione dei seguenti atti:

  • Promemoria
  • N°10 elaborati relativi agli impianti elettrici
  • N°3 elaborati relativi agli impianti meccanici
  • Relazione costi - benefici
  • N°8 tavole di progettazione architettonica relative all’autosilo ed al verde attrezzato.
In particolare, con l’elaborato denominato "Promemoria" i progettisti espongono alcuni aspetti di carattere generale in ordine all’affidamento e allo svolgimento dell’incarico e rispondono alle questioni sollevate dalla su riportata nota della Presidenza del Consiglio Superiore.
Viene tra l’altro posto in evidenza come la realizzazione dell’intervento sia subordinata all’assunzione dell’impegno di finanziamento dell’opera da parte del Ministero di Grazia e Giustizia e come, in tale situazione, il Comune di Bari non possa attivare alcuna procedura sia di variante al P.G.R. sia espropriativa.
D’altro conto il Ministero di G.G. ha richiesto il progetto definitivo per avere l’accesso al finanziamento dalla Cassa Depositi e Prestiti.
Il progetto ha ottenuto l’approvazione: della Commissione Comunale Consiliare per l’urbanistica, in via preventiva nel 1991, della Commissione Edilizia Comunale 1998; della ASL. BA/4, della AUSL BA/4 – S.P.E.S.A.L., della Ripartizione Industriale del Comune di Bari; del Comando dei VV.F. con prescrizioni, tutte le tavole sono state firmate, per approvazione delle ipotesi distributive, dai quattro organi della Magistratura locale.

CONSIDERATO

Come evidenziato nelle premesse il progetto in argomento è stato una prima volta trasmesso a questo Consesso nel dicembre 1998, dal Provveditorato alle OO.PP. per la Puglia, e restituito con nota 27.1.1999 della Presidenza del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici in quanto ritenuto, da un primo preliminare esame, non suscettibile di compiuto parere da parte dell’Assemblea in quanto non corredato di tutti gli elementi necessari in relazione al grado di progettazione dichiarato.
L’Assemblea rileva che la nuova documentazione con la quale il progetto è stato nuovamente trasmesso non colma le lacune precedentemente riscontrate e riportate nella predetta nota 27.1.1999, i cui contenuti si richiamano qui integralmente; tale nuova documentazione si sostanzia oltre che in alcuni elaborati di dettaglio degli impianti elettrici e meccanici, in un promemoria a firma del Capogruppo dei progettisti.
Tale promemoria espone alcune osservazioni di carattere generale ed i motivi cronologici o giudizi soggettivi secondo i quali le questioni poste in luce non dovrebbero o non potrebbero dar luogo ad integrazioni, e si limita a fornire solo in taluni casi elementi di risposta significativi.
Sulle osservazioni di carattere generale il promemoria, ad esempio, afferma che l’attuale ordinamento "attribuisce importanza preponderante alla progettazione architettonica", mentre per quanto riguarda le strutture e gli impianti "limita la prestazione al semplice studio dei soli calcoli preliminari", e che anzi "i documenti progettuali relativi alle strutture sono da collocarsi, come l’intero progetto, nella fase di progettazione esecutiva".
Si afferma inoltre che, avendo il progetto ottenuto le previste autorizzazioni, ne deriva che esso risponde compiutamente a quanto previsto dalla legge 109/94 all’art.16 comma 4 ovvero che il progetto definitivo contiene tutti gli elementi necessari al fine del rilascio delle prescritte autorizzazioni ed approvazioni".
Al riguardo si deve osservare che se è pur vero che il progetto definitivo debba contenere tutti gli elementi necessari al fine delle prescritte autorizzazioni ed approvazioni da parte degli Enti interessati, non può essere dato per scontato che l’acquisizione delle prescritte autorizzazioni sia condizione sufficiente perché il progetto sia qualificato come "definitivo". In effetti la norma richiede tassativamente che il progetto definitivo debba individuare compiutamente i lavori da realizzare al fine di dare certezza anche in relazione ai costi dell’opera.
Al rilievo della mancanza di una relazione descrittiva sui criteri utilizzati per le scelte progettuali – pur richiesta esplicitamente dal citato art. 16 comma 4 della legge -, nel promemoria si risponde che il progetto "è stato studiato con preciso riferimento alle precise indicazioni e richieste avanzate dall’amministrazione giudiziaria locale e sulla base dell’organico dalla medesima fornito secondo la necessità, considerato il funzionamento a regime della struttura".
Sul punto si osserva che il parere espresso dall’Amministrazione Giudiziaria è da ritenersi interlocutorio in quanto la stessa Amministrazione si riserva di fornire successivamente indicazioni più particolari in riferimento al nuovo ordinamento dell’Amministrazione stessa.
Indeterminazioni permangono anche sui tempi di esecuzione dell’opera, in ordine ai quali nel promemoria si obietta che " essi sono legati intimamente alle volontà ministeriali di frazionare l’opera in maniera complessiva ed unitaria o spezzettarla in fasi successive e che non si ritiene che in tale inconsistente prospettiva si possa costruire una qualche simulazione dei tempi di realizzazione, se non con riferimenti puramente astratti che non aggiungono alcunchè alla conclusione progettuale".
A riguardo va osservato che acquistano particolare importanza, in relazione all’utilizzo e alla fruibilità dell’opera, i tempi di esproprio e soprattutto i tempi di realizzazione di tutta la viabilità non solo a servizio del Palazzo di Giustizia ma anche del quartiere su cui gravita, prevista dal P.R.G., di cui nulla è dato di sapere.
Ancora, alla esigenza di conoscere in modo sia pure orientativo la correlazione tra i costi connessi a talune soluzioni progettuali adottate ed i benefici attesi si oppone che "una analisi costi/benefici sicuramente, in una qualsiasi maniera, è stata eseguita da chi è a tanto interessato e cioè dall’amministrazione giudiziaria che ha ispirato e guidato le soluzioni progettuali".
In definitiva per quanto attiene gli aspetti di carattere generale, la documentazione prescritta manca di elementi ritenuti essenziali per la valutazione del progetto definitivo in argomento e pertanto l’Assemblea non può sulla base degli atti presentati rendere il parere richiesto sugli aspetti globali dell’opera, sulla sua qualità, sulla rispondenza alla finalità relativa, sui costi, sulle loro congruità con i benefici previsti, sui tempi di realizzazione.
Più in particolare sui più rilevanti aspetti progettuali si osserva quanto segue.

ASPETTI GEOTECNICI:
La documentazione tecnica riguardante tali aspetti non soddisfa in linea generale i requisiti di un progetto definitivo poiché non individua compiutamente i lavori da realizzare.
Osservando preliminarmente che le indagini geotecniche rappresentano un’attività progettuale inscindibile dalle scelte tipologiche delle fondazioni e delle opere di sostegno, nonché delle relative modalità esecutive, e osservando inoltre che tutti gli elementi derivanti da queste attività devono dar corpo ad una specifica relazione geotecnica, come previsto dalla normativa, si ribadisce che:

  • le profondità raggiunte dai sondaggi (al massimo 20m) sono insufficienti rispetto alle dimensioni del volume significativo di terreno di fondazione, tenuto conto della dichiarata presenza di fenomeni di carsismo che richiede una precisa localizzazione e descrizione di eventuali cavità;
  • la caratterizzazione meccanica dei terreni di fondazione è carente e, per quanto riguarda le determinazioni sperimentali di laboratorio, fa riferimento a prove desuete e di scarsa affidabilità;
  • non sono presenti elementi di dimensionamento geotecnico delle opere di fondazione.
ASPETTI STRUTTURALI:
La documentazione presentata relativa agli aspetti strutturali è molto carente e non consente di interpretare il funzionamento strutturale del complesso.
Sono agli atti tre elaborati di calcolo molto generici e mancano totalmente le tavole di progetto, sia pure a livello definitivo. Sono presenti solo assonometrie illustrative non quotate di elementi strutturali. Le considerazioni integrative rimesse con relazione del 23.4.1999 non aggiungono nessun altro elemento di conoscenza, ma si limitano a ribadire l’esistenza di relazioni di calcolo automatico, che tuttavia, in assenza di elaborati grafici, non definiscono gli aspetti strutturali.
Ciò non consente di valutare il progetto, né di chiarirne il comportamento strutturale e la sua correttezza di impostazione, così da garantire la congruità dei costi ed escludere ogni ricorso a successive varianti in corso d’opera.
La complessità strutturale dell’opera in progetto, con numerosi corpi di fabbrica, con altezze diverse e spesso con membrature con evidenti notevoli impegni statici, è resa ancora più importante date le tipologie impiegate, strutture in acciaio, strutture prefabbricate in c.a., coperture in legno lamellare, che si caratterizzano appunto con i particolari significativi (giunti, unioni, modalità di collegamento, ecc.) in assenza dei quali non è possibile valutare il progetto strutturale nella sua interezza.

ASPETTI IMPIANTISTICI:

  • Impianti termici:

  • Le integrazioni prodotte non chiariscono le perplessità già espresse nella nota del 27.1.99 riportata in premessa.
    Le soluzioni progettuali appaiono ancora non univocamente individuate, come richiesto per un progetto definitivo ove si consideri che vengano rinviate a fasi successive la definizione del tipo di centrale frigorifera le puntuali esigenze di ricambio dell’aria per le varie destinazioni (aule, corridoi, uffici, ecc.) l’adeguato studio della rete di ripresa dell’aria.
  • Impianti elettrici:

  • Le integrazioni prodotte non danno ancora al progetto una dimensione tale da configurarsi come "progetto definitivo"; infatti non si può presentare solo un quadro tipo, ma va presentato tutto l’album dei quadri effettivamente previsti.
    Inoltre mancano le verifiche della selettività dei vari interruttori in cascata e le indicazioni delle cadute di tensione nei vari cavi con la massima lunghezza protetta. Manca ancora il progetto del sistema di protezione contro le scariche atmosferiche e della relative rete di terra.
    Si rileva poi che la prevista soluzione di mettere sotto un unico interruttore differenziale diverse partenze può presentare l’inconveniente di mettere fuori servizio un intero settore, in particolare l’utenza in continuità assoluta, a causa di un singolo utente.
  • Sistema di supervisione impianti:
In generale la descrizione dell’impianto di dati, ove presente, è datata nelle tecnologie e nelle scelte operative, mentre per la maggior parte del documento essa è completamente lacunosa. Mancano del tutto i valori minimi sul quale effettuare il dimensionamento e la scelta della tecnologia ottimale: numero di PC, numero di server, dimensione della rete, applicazioni in uso, prestazioni richieste.
Non è chiaro se la rete di dati descritta serva solo per monitorare l’attività degli impianti nel palazzo, o debba servire anche alle attività istituzionali che esso ospita: in ogni caso la rete di dati per le attività del palazzo di giustizia è un impianto molto complesso, che deve necessariamente essere incluso nel progetto perché di fondamentale importanza per l’operatività generale.
In particolare si osserva che:
  • per la tipologia di comunicazione con il livello 2 – rete ethernet con certificazione dell’ambiente di rete Novell Netware – non viene specificato il tipo di ethernet (a 10 Mb/s, a 100 Mb/s, a 1 Gb/s, in modalità switch o con un unico segmento condiviso);
  • per la rete cablata PDS/IBS con certificazione del Network Cabling System SISTIMAX AT&T, non viene usato lo standard più recente e in ogni caso manca il tipo di cablaggio scelto;
Inoltre per il livello di gestione, è necessario un collegamento mediante una LAN ETERNET a 100 Mb/s.
E’ necessario altresì un vero e proprio sistema operativo di rete Client-Server e non un semplice file e printer server.

Tutto ciò premesso e considerato, l’Assemblea all’unanimità

E’ DEL PARERE

Che l’esaminato progetto, dichiarato definitivo, del secondo Palazzo di Giustizia di Bari, sia da restituirsi affinché possa, eventualmente, essere integrato e completato per raggiungere il livello "definitivo" prescritto dalla legge 109/94 e successive modificazioni ed integrazioni.