Sezione Sesta

Seduta del 02.05.00
Voto n.143

OGGETTO:

Legge 241/68 e succ. Comune di Gibellina – Lavori di costruzione di un edificio polifunzionale adibito a centro socio-culturale, mercato coperto e A.S.L. - RISERVE

TRAPANI. 

LA SEZIONE

VISTA la nota prot. n.661 del 05.4.2000 con la quale la Direzione Generale dell’Edilizia e SS. trasmette, per esame e parere, l’affare indicato in oggetto;

ESAMINATI gli atti;

UDITA la Commissione Relatrice (Tatò, Barbieri, Alfonsi, Sanpaolesi).
 
 

PREMESSO




Con nota n. 3514 dell’8.3.2000 la Sezioni Terremoti del Provveditorato Regionale alle OO.PP. per la Sicilia ha trasmesso le riserve avanzate dall’A.T.I. esecutrice dei lavori di costruzione di un edificio polifunzionale adibito a centro sociale, mercato coperto e A.S.L. in Gibellina (TP).

L’Ispettorato Generale per le zone colpite dai terremoti del gennaio 1968 ha affidato in concessione al Comune di Gibellina, ai sensi della L. 241/68 e ss.mm., la progettazione ed esecuzione dei lavori di che trattasi per un importo complessivo di 

£. 7.000.000.000.

Il relativo progetto è stato approvato con decreto dall’Ispettorato Generale per le zone terremotate di Palermo il 20.12.88, con il seguente quadro economico:
 
 
 

a) lavori a base d’asta £. 5.759.808.585
b) somme a disposizione £. 1.240.191.415
TOTALE £. 7.000.000.000

 

A seguito di gara per licitazione privata esperita il 20.5.89, i lavori sono stati aggiudicati all’A.T.I. con il ribasso del 2,23%.

L’importo contrattuale, in base all’applicazione del ribasso d’asta, è risultato di nette 

£. 5.631.364.853.

I lavori sono stati consegnati il 15.9.89.

Una prima perizia di variante, resosi necessaria per la revisione del progetto delle fondazioni a seguito delle indagini geognostiche effettuate dopo la redazione del progetto stesso e per la riscontrata presenza di sottoservizi interferenti con l’area di sedime, è stata approvata dal Provveditorato per la Sicilia in data 11.11.91, per un maggiore importo di £. 127.864.362.

La redazione della perizia ha determinato una sospensione di lavori che si è protratta dal 29.1.90 al 25.2.91.

In data 24.9.91 è stato stipulato il primo Atto Aggiuntivo che recepisce le modifiche apportate dalla sopracitata perizia; l’atto di sottomissione è stato sottoscritto il 6.11.91. 

Con lettera n. 2677 del 26.11.91, la Sezione Autonoma del Genio Civile di Trapani, incaricata dell’Alta Sorveglianza di lavori, invitava il Comune a predisporre che apposita perizia di variante e di assestamento tenesse conto, tra l’altro, della reale quantificazione della voce n. C.9.B. dell’elenco prezzi (acciaio per opere in c.a) in quanto insufficiente per il compimento dei lavori.

Con successiva nota dell’1.4.92 il Provveditorato alle OO.PP. di Palermo autorizzava la Sezione Autonoma alla redazione di una perizia di variante e suppletiva stralcio che consentisse di rendere funzionale un massimo di due piani dei cinque previsti nel progetto esecutivo, trasmettendo per l’iter di competenza un progetto generale di £. 9.100.000.000 ed una seconda perizia di variante e suppletiva stralcio per l’ammontare di £. 7.800.000.000.

Detta perizia veniva approvata con D.P. del 27.1.94.

I lavori, sospesi dal D.L. in data 14.5.92, in attesa dell’approvazione della perizia, non sono stati più ripresi a causa del contenzioso instaurato dall’Impresa.

Con lettera del 5.11.93 infatti, la Sezione Autonoma quale D.L., disponeva all’Impresa la ripresa dei lavori ricevendone rifiuto in quanto l’Impresa aveva già adito il tribunale di Marsala per dichiarare risolto il contratto per inadempienze dell’Amministrazione, avanzando alcune richieste risarcitorie nei confronti del Comune medesimo (atto notificato il 26.10.93).

Questo, costituitosi in giudizio con delibera n. 331 dell’11.11.93, con successivo voto dell’8.3.95 ha chiamato in giudizio il Provveditorato alle OO.PP. per la Sicilia.

Con nota 24.4.95 il Comune di Gibellina, manifestata la volontà di ultimare al più presto i lavori, chiedeva la Provveditorato, all’Avvocatura e alla Sezione Autonoma di valutare se fosse conveniente per l’Amministrazione, in attesa del giudizio pendente presso il competente Tribunale, provvedere alla rescissione del contratto.

Il C.T.A. del Provveditorato di Palermo, con voto n. 69888 del 7.12.95, ha espresso parere favorevole alla rescissione.

Con delibera G.C. n. 454 del 13.12.96, il Comune di Gibellina ha proceduto alla rescissione del contratto in danno all’Impresa.

L’Impresa Tarantolo Vito (capogruppo), assuntrice dei lavori in oggetto, ha firmato con riserva il registro di contabilità esplicando nei termini previsti le proprie richieste che ha inoltre ripetuto sullo Stato finale su cui ha anche iscritto riserve diverse per oggetto da quelle formulate sul registro di contabilità durante lo svolgimento dei lavori.

Tali riserve, per l’importo complessivo di £. 5.159.670.665 riguardano, per quanto sottoscritto sul registro di contabilità, la richiesta di maggiori compensi per :

1.a) quantità di acciaio in barre per c.a. (C.9)

2.b) casseforme per c.a. (C.12).

Entrambe le voci sono state contabilizzate come appartenenti ad una struttura non intelaiata, mentre l’Impresa rivendica che la struttura è da intendersi intelaiata nel suo complesso.

Il maggiore compenso richiesto per l’acciaio è pari a £. 108.732.989, per le casseforme in £. 72.683.970.

L’Impresa inoltre nel sottoscrivere lo Stato finale rammenta che con atto di diffida notificato il 5.5.93 aveva fatto constatare alla Stazione appaltante le responsabilità della stessa ed i danni che da questa le erano derivati, e precisa di aver promosso azione giudiziaria di risoluzione contrattuale e di risarcimento dei danni, tuttora pendente dinanzi il tribunale Civile di Marsala.

Le richieste esplicitate sul predetto Stato Finale discendono dalla stima dei danni e dei maggiori oneri vantati dall’Impresa, stima trasmessa alla Stazione appaltante il 16.10.96

e riguardano:

  1. maggiori oneri e danni da mancata produzione;
  2. maggiori oneri sostenuti per la redazione dei calcoli statici, dei sondaggi e delle relazioni geologiche e geotecniche;
  3. maggiori oneri sostenuti per la redazione del progetto degli impianti;
  4. pagamento lavori eseguiti e non contabilizzati;
  5. riserve già inserite nel registro di contabilità;
  6. mancato utile;
  7. oneri finanziari su crediti non soddisfatti;
  8. lucro cessante;
per un ammontare complessivo di £. 5.159.670.665.

Si precisa che l’Appaltatore, nel sottoscrivere lo Stato finale non ha confermato la richiesta di compenso relativo alle casseforme formulata sul Registro di contabilità.

La D.L. nella relazione riservata in data 10.5.97, per quanto attiene la richiesta di maggiori compensi relativi all’acciaio in barre per c.a., accoglie la stessa parzialmente, facendo rilevare che la struttura, nel suo complesso, è da considerarsi intelaiata per la parte in elevazione, mentre la fondazione deve ritenersi per una parte (platea di fondazione) non intelaiata, per la restante parte, costituita da pareti di irrigidimento e soletta di copertura, intelaiata.

Respinge, inoltre, la riserva sulla quantità delle casseforme, decaduta in quanto non confermata sullo Stato finale.

Per quanto attiene le ulteriori richieste contenute in quest’ultimo atto, il D.L., ravvisati gravi inadempimenti dell’Appaltatore per i danni causati dall’abbandono dell’appalto, ritiene di respingere gli ulteriori punti della riserva integralmente e totalmente, in quanto infondati.

La Commissione di Collaudo, nella propria relazione del 24.6.99, respinge la riserva relativa alle casseforme in quanto decaduta per non essere stata confermata sullo Stato finale.

Per ciò che concerne la riserva relativa all’acciaio per c.a., i collaudatori, pur convenendo che la struttura sia da considerarsi nel complesso intelaiata, ad eccezione di una parte delle fondazioni, ritiene che la circostanza non comporti il riconoscimento di maggiori oneri, tenuto conto che la relativa voce dell’elenco prezzi è riferita a qualsivoglia lavoro o struttura in c.a.

Per quanto attiene le ulteriori richieste si rileva che, al di là dei riferimenti documentali, la riserva non esplicita le motivazioni che sottendono alle proprie domande, limitandosi ad una mera elencazione di voci di stima, senza alcuna giustificazione in merito alle circostanze verificatesi nel corso dell’appalto.

La Commissione concorda, infine, con il parere espresso dal D.L. in merito alla grave inadempienza dell’Impresa per l’abbandono dei lavori e respinge tutti i punti della 2^ riserva, sia perché infondati, sia in quanto totalmente privi di motivazioni.

CONSIDERATO

In via preliminare questa Sezione osserva che dal punto di vista formale, le riserve delle Imprese A.T.I. Tarantolo Vito (capogruppo), Sezione Gioacchino, ICE s.a.s. e Bulgarello Giuseppe sono state iscritte regolarmente negli atti di contabilità e quindi sono da ritenersi tempestive.

Peraltro, dall’esame della documentazione prodotta, si rileva che, su tutte le tematiche oggetto di riserva, compresa quella relativa alla quantità di acciaio in barre per c.a., dovrà esprimersi l’autorità giurisdizionale adita dall’Impresa, soprattutto in relazione alla responsabilità della stazione appaltante, per i fatti che hanno causato i danni lamentati dall’Impresa.

Considerato, dunque, che intervenire in questo momento con un parere sulla fondatezza o meno delle riserve, implica una valutazione sul merito della pretesa azionata giurisdizionalmente , questa Sezione confermando l’avviso reso in numerose analoghe circostanze, ritiene di doversi astenere dall’esprimere il proprio parere.