PRIMA SEZIONE

Seduta dell’1.12.98
Voto n.502

OGGETTO:
S.T.C. – D.M. 9.1.96 e D.M. 3.12.87 – Autorizzazione per la produzione di manufatti prefabbricati con calcestruzzi ad ALTE PRESTAZIONI – Quesito della "ASSOBETON".
AFFARI GENERALI

LA SEZIONE

VISTA la nota n. 43962 in data 2 novembre 1998, con la quale il Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore ha trasmesso per esame e parere il quesito di cui in oggetto;

ESAMINATI gli atti pervenuti;

UDITA la Commissione Relatrice (Del Monte, Simeone, Calzona, Turriziani, Gentili)

PREMESSO

Il Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore, con la nota n° 43962 in data 2 novembre 1998, ha richiesto il parere di questo Consesso sul quesito indicato in oggetto, allegando la richiesta dell’ASSOBETON.
La citata associazione si riferisce, in sostanza, alla possibilità di utilizzare il calcestruzzo ad ALTE PRESTAZIONI nella produzione di manufatti del settore della prefabbricazione.
L’Assobeton rende noto di aver attivato un programma di ricerca e sperimentazione, con la consulenza di Esperti del mondo accademico nazionale, al quale partecipano varie aziende del settore.
Nella nota citata si legge, poi, che lo scopo finale del programma è di mettere in grado ogni azienda partecipante alla ricerca di presentare, singolarmente, al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici una documentazione ampia ed esauriente per ottenere l’autorizzazione all’impiego del calcestruzzo A.P. per determinate produzioni in stabilimento.
La finalità principale appare quella di conseguire un’ottimizzazione della qualità dei risultati della ricerca, evitando al tempo stesso la ripetizione di analisi e di costose prove su elementi del tutto simili tra loro, per quanto attiene il comportamento statico.
A questo riguardo, l’Assobeton conclude con le seguenti motivazioni:
"E’ infatti evidente che manufatti appartenenti alla stessa famiglia morfologica, se pur prodotti da diversi prefabbricatori, hanno comportamenti, durante le fasi transitorie e di esercizio, perfettamente paragonabili e le relative prove di carico condotte su 2 o 3 elementi sarebbero sufficientemente rappresentative per tutto lo stesso gruppo tipologico a parità di caratteristiche generali del materiale.
Pertanto, individuate nella produzione delle tredici aziende partecipanti le seguenti categorie comuni:

  • Pilastri in cemento armato normale
  • Travi in precompresso ad altezza variabile per coperture
  • Travi in precompresso a bordi paralleli con sezione a "I" per copertura e/o solai intermedi
  • Elementi precompressi a doppio "T" (P ) per coperture e solai intermedi
  • Solai alveolari in precompresso per coperture e/o solai intermedi
  • Elementi secondari di copertura (W o \—/ )
  • Travi precompresse con sezione a "L" o "^ "per coperture e / o impalcati intermedi
saranno eseguite prove in campo elastico ed a rottura per ogni categoria tipologica, di uno o più elementi campione prodotti da alcune aziende, considerandole come rappresentative per tutti i prodotti similari delle aziende partecipanti alla ricerca.
Ognuna di queste aziende effettuerà comunque almeno una o due prove su un elemento di propria produzione.
Eventuali manufatti particolari o con caratteristiche geometriche che si discostano notevolmente da quelle ricorrenti, quali copponi di copertura su grandi luci, che trovano giustificazione alla loro capacità portante nel comportamento a piastra o a guscio, o elementi sensibili a fenomeni di instabilità locale o perdita di forma, saranno sperimentati singolarmente dalle aziende che li producono.
Le domande al Consiglio Superiore LL.PP. per l’autorizzazione alla produzione saranno presentate singolarmente da ogni azienda, per ogni stabilimento e per le tipologie che intende produrre con calcestruzzo A.P., corredandole con la documentazione prevista per la serie controllata nel D.M. 3.12.1987 e successiva circolare n° 31104 del 16.3.1989, compresa la relazione sulle prove eseguite singolarmente e da quelle comuni rappresentative delle tipologie ricorrenti oltre, naturalmente, l’ampia documentazione specifica sulla capacità di produzione del calcestruzzo ad Alte Prestazioni.
Il Servizio Tecnico Centrale, nella nota citata in epigrafe, nel riassumere quanto richiesto dall’Assobeton, così conclude:
"Il Servizio ritiene che la proposta avanzata, pur meritevole di attenta considerazione, debba essere correttamente valutata anche alla luce della considerazione dell’importanza e dell’influenza delle particolari condizioni locali (climatiche, di fornitura dei materiali etc.) sulla effettiva garanzia di costanza della qualità dei calcestruzzi prodotti in differenti stabilimenti.
Inoltre, l’attuale normativa tecnica sulle costruzioni prefabbricate (D.M. 3.12.1987), al punto 2.11.1.3 prevede l’obbligo della produzione in serie controllata, su richiesta da effettuare a cura di ciascuna ditta produttrice e, quindi, con prove a rottura su prototipo da eseguire presso ciascuno stabilimento di produzione".
CONSIDERATO

Preliminarmente la Sezione osserva che la richiesta presentata dall’Assobeton va esaminata alla luce delle specifiche disposizioni di cui al D.M. 3.12.1987 ed alle indicazioni delle "linee guida sul calcestruzzo strutturale" elaborate dal Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici.
In particolare al punto 8 di dette linee guida si legge, infatti che "l’impiego dei calcestruzzi strutturali aventi resistenza caratteristica cubica compresa tra 55 e 75 N/mm2ivi definiti come calcestruzzi A.P. - potrà essere ammesso, previo esame e valutazione del Consiglio Superiore LL.PP., al quale dovranno essere sottoposte, caso per caso, le documentazioni di progetto.
Tale prescrizione trova implicita motivazione, tra l’altro, nella necessità di realizzare, in sede di produzione del calcestruzzo e dei relativi manufatti, un rigoroso controllo di qualità del processo di produzione in fabbrica da eseguire attraverso controlli e prove che, per il calcestruzzo A.P. deve essere di livello nettamente superiore a quello del calcestruzzo ordinario.
Al riguardo, si rammenta che, nella specifica letteratura tecnica, i livelli di controllo di qualità per i calcestruzzi A.P. sono stabiliti sulla base di valori ristretti del coefficiente di variazione.
Il livello del controllo della qualità di un calcestruzzo e dei relativi manufatti dipende, infatti, dalle specifiche situazioni locali che influenzano e condizionano la produzione, quali i materiali di base, gli impianti utilizzati, le attrezzature di laboratorio, il personale addetto alle relative fasi, etc.
Quanto sopra ad illustrazione del fatto che il controllo non può essere limitato al singolo stabilimento di produzione, vale a dire al solo materiale base impiegato, ma deve essere esteso a tutte le altre grandezze caratterizzate da aleatorietà, relative alle fasi di produzione e costruzione, quali il getto, la compattazione, la stagionatura, lo stato delle forme, etc.
Oltre alle problematiche connesse alla produzione del materiale base, occorre, quindi, considerare i problemi costruttivi delle strutture da realizzarsi con il calcestruzzo A.P., problemi che rendono necessari controlli puntuali e valutazioni del progetto e del processo produttivo, caso per caso, così come richiesto dalle norme e dalle linee guida.

Tutto ciò premesso e considerato, la Sezione, all’unanimità

E’ DEL PARERE

Che, sulla base di quanto sopra evidenziato, si ritiene che la richiesta formulata dall’Assobeton non possa trovare accoglimento.