PRIMA SEZIONE

Seduta del 15.06.99
Voto n.170

OGGETTO:
Legge 2.2.74, n. 64 – Richiesta rinnovo certificato idoneità tecnica per il sistema RAPID-CASA della Soc. "RAPID-CASA" S.p.A. di Narni -
TERNI

LA SEZIONE

VISTA la nota n. 44512 dell’11.5.99 con la quale il Servizio Tecnico Centrale trasmette, per esame e parere, ai sensi degli artt. 1 e 7 della legge n. 64/74, l’affare indicato in oggetto;

ESAMINATI gli atti trasmessi;

UDITA la Commissione Relatrice (Del Monte, Alfonsi, Sanpaolesi, Calzona, Fantini, Piccardo)

PREMESSO

Con nota n.44512 dell’11.05.1999 perviene dal Servizio Tecnico Centrale richiesta di rinnovo del certificato di idoneità tecnica per il sistema costruttivo "RAPID-CASA", inoltrato dalla Ditta "RAPID-CASA" S.p.A. di Narni (Terni) in data 30.12.1998.
Tale certificazione, rilasciata in data 7.3.1984, è stata successivamente rinnovata, da ultimo in data 21.3.1996, con efficacia fino al 21.3.1999.
Alla domanda viene allegata la seguente documentazione:

  • riconferma ed accettazione del Direttore dei Lavori in stabilimento;
  • dichiarazione di permanenza delle precedenti condizioni tecniche;
  • relazione descrittiva dei metodi di calcolo;
  • documentazione relativa ai controlli effettuati sui materiali;
  • n. 3 certificati di collaudo su strutture ultimate;
  • documentazione fotografica relativa ad un edificio realizzato nel 1993;
  • dati statistici sui calcestruzzi impiegati;
  • estratto (in copia) del registro di produzione;
  • certificato di taratura della macchina di compressione;
  • dichiarazione relativo all’uso esclusivo di acciai qualificati, completo dell’elenco delle ferriere fornitrici;
  • copia dei certificati sugli acciai;
  • relazione sulle procedure di controllo sugli acciai impiegati;
  • relazione di uso e manutenzione;
  • depliant illustrativo.
Per la restante documentazione la Ditta fa riferimento a quanto depositato in occasione dei precedenti rinnovi.
Gli elementi principali del sistema di prefabbricazione RAPID-CASA sono costituiti da pannelli parete portanti, pannelli solaio autoportanti, pannelli di copertura e il corpo scala.
Posizionati a secco, tali elementi vengono assemblati con getti di calcestruzzo di completamento.
I pannelli portanti verticali, di spessore complessivo pari a cm 24, sono costituiti da 2 solettine resistenti in conglomerato con incorporata rete elettrosaldata, aventi spessore di 4,5 cm ciascuna, con interposto strato di alleggerimento in polistirolo.
I pannelli di solaio sono costituiti da travetti portanti, con polistirolo interposto, per un’altezza complessiva variabile da 16 a 24 cm, comprendente uno strato inferiore di calcestruzzo armato di cm 2 di spessore e uno strato superiore da cm 4, in entrambi è incorporata una rete elettrosaldata.
I pannelli verticali sono integrati da appositi pilastrini ricavati all’attacco tra i pannelli, sia in parete che in corrispondenza degli spigoli.
Lo stesso tipo di collegamento avviene a livello delle fondazioni, previste a trave rovescia.
Il sistema proposto, da utilizzare per tipologie abitative, prevede la possibilità di impiego sino a 4 piani, anche in zona sismica di 1^ categoria.
Per quanto attiene le metodologie di calcolo, risultano già depositate 2 relazioni, relative ad edifici situati rispettivamente in zona sismica di 1^ e 2^ categoria, nonché una relazione di verifica di stabilità per eventi eccezionali.
Viene ora presentata una specifica relazione descrittiva sui metodi di calcolo ove si mette in evidenza che l’unica norma di nuova applicazione che varia le condizioni tecniche di riferimento risulta essere il D.M. 16.1.1996 relativo ai criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi.
Al riguardo la Ditta precisa che il rispetto di tale decreto non è oggetto di applicazione preventiva, in quanto non esiste un calcolo "tipo" per il sistema "RAPID-CASA" ma caso per caso viene redatto un calcolo "ad hoc" per il quale vengono assunti i sovraccarichi variabili in funzione della destinazione e dell’ubicazione del fabbricato.
E’ agli atti la documentazione fotografica relativa ad un edificio a 2 piani realizzato in Umbria con il sistema in questione, in una zona interessata dal sisma del settembre 1997.
Secondo quanto riportato dai responsabili della Ditta, sopralluoghi effettuati dagli stessi in zone colpite dal sisma, hanno evidenziato il buon comportamento delle costruzioni realizzate con il sistema "RAPID-CASA".

CONSIDERATO

Con voto n. 180 reso nell’Adunanza del 20.6.1995 è stato espresso parere favorevole alla concessione del rinnovo del certificato di idoneità tecnica per il sistema di che trattasi.
La documentazione tecnica trasmessa non presenta sostanziali elementi di novità rispetto a quella depositata in occasione dei precedenti rinnovi.
Peraltro, poiché il sistema viene utilizzato per tipologie abitative fino a 4 piani, anche in zona sismica di 1^ categoria, la Sezione rileva che il presente rinnovo deve tenere in debito conto la nuova normativa nel frattempo intervenuta per le costruzioni in zona sismica.
In particolare:

  • D.M. 9.1.1996 "Norme tecniche per l’esecuzione ed il collaudo delle strutture in c.a. normale e precompresso e per le strutture metalliche"
  • C.M. 15.10.1996, n. 252 AA.GG./S.T.C.
  • D.M. 16.1.1996 " Norme tecniche relative ai criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi"
  • D.M. 16.1.1996 " Norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche"
  • C. Min. LL.PP. 10.4.1997, n. 65 "Istruzioni per l’applicazione delle norme tecniche per le costruzioni in zona sismica di cui al D.M. 16.1.1996"
  • Consiglio Superiore dei LL.PP. - S.T.C. 1996 "Linee guida sul calcestruzzo strutturale"
  • Eurocodice 2 "Progettazione delle strutture in calcestruzzo" Parte 1.1 "Regole generali e regole per gli edifici"
Il rispetto delle normative sopracitate e lo sviluppo delle conoscenze richiedono che vengano approfondite, in particolare, le seguenti problematiche:
  1. DUTTILITA’ STRUTTURALE
Come è noto la nuova normativa evidenzia il particolare ruolo della duttilità strutturale quale parametro fondamentale delle costruzioni in zona sismica, rispetto al quale si riconducono le azioni sismiche indicate nella normativa stessa.
Collegata a tale parametro è la particolare cura che viene richiesta nella definizione progettuale dei particolari costruttivi dal D.M. 16.1.1996, esplicata dalla Circolare Min. LL.PP. n. 65/97.
Tali particolari costruttivi incidono sui requisiti di duttilità locale e globale della costruzione.
Rispetto a tali parametri la Sezione ritiene che il sistema proposto vada rivisto alla luce delle attuali disposizioni normative e degli accorgimenti costruttivi suggeriti nei seguenti aspetti:
  • quantitativi di armatura e dimensioni minime, riguardo sia alle staffe di contenimento che alle legature;
  • armature longitudinali e trasversali;
  • nodi, con particolare riguardo alle giunzioni ed alle piegature.
A titolo esemplificativo, dai dettagli costruttivi riportati nel certificato di idoneità tecnica in atti:
  • nei particolari 2 e 3 (tav. 4) si rileva come le reti di armature delle due facce non siano tra loro collegate da spille, pertanto le staffe risulterebbero del tutto interne alle 2 reti;
  • nell’attacco parete-solaio, part. tav. 5, i ferri del solaio non sembrano adeguatamente collegati tra loro (tra i due lati) mancando infatti la sovrapposizione: il dettaglio fa piuttosto pensare ad una cerniera di modeste prestazioni;
  • il nodo verticale (sez. b-b’ tav. 7) è privo di staffe orizzontali, non è quindi chiaro se il "pilastrino", peraltro costituito da due soli ferri, possa garantire adeguata resistenza al taglio;
  • sempre nella sez. b-b’ non appare convenientemente collegato il solaio ai setti verticali, l’appoggio risultando troppo corto e non armato, così come appare non adeguatamente ancorata la "staffa" di collegamento pannello orizzontale – parete verticale (il particolare si ripete in sez. d-d’ riportato in tav. 7a);
  • l’assenza di collegamento tra le due solette esterne si evince anche in tav. 8a;
  • particolari non adatti a garantire una adeguata duttilità si notano anche nelle tavole successive;
  • nella tav. 12 si rileva come le armature delle falde del tetto non siano tra loro continue (anche tav. 13);
  • nella tav. 4, part. 3 sono indicati fori Ø 50 ove inserire armature verticali Ø14 - Ø16, per i quali è di difficile realizzazione il riempimento con il calcestruzzo utilizzato per tali tipologie.
Anche il comportamento della struttura del setto della scala risulta poco chiaro, nel senso che non si configura come quello di un setto adeguatamente armato per le zone sismiche ma come l’unione di quattro pilastri in aderenza.
In definitiva, il sistema non appare caratterizzato da particolari costruttivi tali da garantire quella duttilità che l’attuale normativa sottintende.
  1. STABILITA’

  2. Per tale aspetto si esprime l’avviso che il sistema debba essere rivisto alla luce dei criteri evidenziati nel D.M. 16.1.1996 relativo alle "Norma tecniche per le costruzioni in zona sismica", in particolare per quanto attiene le verifiche ed i provvedimenti costruttivi da adottare per garantire la stabilità delle parti non strutturali e la funzionalità degli impianti fissi.
     
  3. ORIZZONTAMENTI

  4. A tale riguardo si rende necessario valutare più approfonditamente la resistenza e la rigidezza del solaio nel proprio piano, esaminando l’opportunità di una riduzione dell’interasse dei travetti e/o dell’apposizione di incatenamenti.
    Quanto sopra tenuto conto che la rigidità flessionale effettiva degli elementi di solaio (pannelli alleggeriti) risulta in genere minore di quella ricavabile teoricamente con riferimento alla sezione di calcestruzzo presente (le due solettine e le nervature dei travetti).
    Valgono a questo proposito alcune delle osservazioni sopra riportate in relazione alla duttilità strutturale.
    Si ricorda comunque l’importanza che il comportamento rigido del solaio nel proprio piano risulti fondamentale per il buon funzionamento della struttura, in modo tale che sia garantita la ripartizione delle sollecitazioni tra gli elementi verticali.
     
  5. DURABILITA’

  6. Le caratteristiche costruttive dei pannelli, evidenziano un’esiguità di spessore di copriferro accoppiata ad una classe di resistenza del calcestruzzo tale da non garantire l’assenza di aggressione delle armature, soprattutto in zone caratterizzate da ambienti di esposizione soggetti a corrosione indotta da cloruri o attacco da cicli di gelo e disgelo.
    A tal fine utili indicazioni sono riportate sulle "Linee guida sul calcestruzzo strutturale" pubblicate dal Servizio Tecnico Centrale nel 1996 dove l’elemento cardine per la determinazione del binomio spessore del copriferro - resistenza caratteristica è appunto la classe di esposizione agli agenti esterni.
    A tale proposito, occorre che il produttore fissi le condizioni d’uso del sistema, al fine di garantire la dichiarata vita in servizio dell’opera, che è il tempo durante il quale il sistema conserva le prestazioni dichiarate, mantenendo il livello di sicurezza e di efficienza funzionale, per qualsiasi azione e condizione ambientale prevista.
    A ciò si aggiunga il possibile degrado delle caratteristiche meccaniche delle strutture sotto l’effetto del fenomeno della insolazione di solette di modesto spessore.
    La Sezione, pertanto, alla luce di quanto sin qui esposto, ritiene che per il sistema di prefabbricazione in esame debbano essere effettuate:
    • approfondite analisi e verifiche su tutti i problemi illustrati;
    • adeguate sperimentazioni a rottura su prototipi al vero.
    Tutto ciò premesso e considerato, la Sezione, all’unanimità, esprime

    IL PARERE

    CHE la richiesta di rinnovo del certificato di idoneità tecnica "RAPID-CASA" non possa al momento essere accolta, in quanto il sistema deve essere verificato alla luce delle indicazioni sopra riportate.