PRIMA SEZIONE

SEDUTA DEL 23.06.98

VOTO N. 262

 

OGGETTO:

AFFARI GENERALI

A.C. 4147) Proposta di legge recante: "Modifiche alla legge 2 febbraio 1974, n. 64 recante provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche".-

 

LA SEZIONE

 

VISTA la nota n. 896 in data 27.05.98 con la quale l’Ufficio Studi e Legislazione ha trasmesso, per esame e parere, l’affare in oggetto;

ESAMINATI gli atti;

UDITA la Commissione Relatrice (Del Monte, Emmi, Fralleone, Calzona, Sanpaolesi, Gentili)

PREMESSO

Con nota n. 896 in data 27.5.98 l’Ufficio Legislativo del Ministero dei LL.PP. ha chiesto il parere di questo Consesso in merito alla proposta di legge A.C. 4147 concernente "Modifiche alla legge 2 febbraio 1974, n. 64, recante provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche". Dal testo della relazione allegata, si evince che scopo fondamentale della proposta di legge è quello di snellire e semplificare le procedure previste dalla legge 64/74 per la realizzazione di interventi edilizi nelle zone classificate sismiche, abrogando le necessità sistematiche dei controlli preventivi. L’art. 1 della proposta di legge prevede alcune lievi modifiche all’art. 17 della legge 64/74, precisando, in particolare, che nelle zone sismiche i lavori devono essere denunciati dal costruttore all’Ufficio tecnico della Regione, prima del loro inizio e nella denuncia devono essere indicati i nomi e i recapiti del committente, del progettista, del direttore dei lavori, del collaudatore e del geologo, ove richiesto, e del costruttore. Viene altresì previsto che le stesse disposizioni inerenti la denuncia dei lavori non si applicano "alle opere costruite per conto dello Stato o per conto delle regioni, delle provincie e dei comuni, aventi un ufficio tecnico con a capo un ingegnere". All’art. 2 si prevede di sostituire l’art. 18 della legge 64/74 con il seguente: "Art. 18 - (Autorizzazione per l’inizio dei lavori). - 1. Fermo restando l’obbligo della concessione o autorizzazione edilizia previsto dalla vigente legge urbanistica, nelle località sismiche, ad eccezione di quelle a bassa sismicità all’uopo indicate nei decreti di cui al secondo comma dell’articolo 3, non si possono iniziare lavori senza la preventiva denuncia all’ufficio tecnico della Regione. 2. I lavori devono essere diretti da un ingegnere, architetto, geometra o perito edile iscritto all’albo, nei limiti delle rispettive competenze, nonché dal direttore dei lavori". All’art. 3 si prevede di sostituire l’art. 19 della legge 64/74 (Registro della denunzia dei lavori) con il seguente: "Art. 19 – (Responsabilità).- 1. Il geologo, il progettista, il direttore dei lavori, il costruttore ed il collaudatore, ciascuno per le proprie competenze, sono responsabili per l’osservanza delle norme tecniche di cui agli articoli 1 e 3 della presente legge. 2. Il progettista ha la responsabilità diretta della progettazione dell’opera mentre il direttore dei lavori ed il costruttore hanno la responsabilità della rispondenza dell’opera al progetto, dell’osservanza delle prescrizioni di esecuzione del progetto, della qualità dei materiali, nonché, per quanto riguarda gli elementi realizzati fuori opera, della loro posa in opera". Infine, all’art. 4 si prevede di sostituire l’art. 29 della legge 64/74 con il seguente: "Art. 29 - (Vigilanza per l’osservanza delle norme tecniche). – 1. Nelle località di cui all’art. 2 e in quelle sismiche di cui all’articolo 3, gli ufficiali di polizia giudiziaria, gli ingegneri e geometri degli uffici del Ministero dei Lavori Pubblici e degli uffici tecnici regionali, provinciali e comunali, le guardie doganali e forestali, gli ufficiali e sottufficiali del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e in generale tutti gli agenti giurati a servizio dello Stato, delle provincie e dei comuni sono tenuti ad accertare che chiunque inizi costruzioni, riparazioni e sopraelevazioni sia in possesso dell’autorizzazione rilasciata dall’ufficio tecnico della regione o dall’ufficio del genio civile a norma dell’articolo 2 e dell’attestazione di deposito prevista dall’articolo 17".  

CONSIDERATO

 

La proposta di legge in esame si propone, essenzialmente, di abrogare i controlli previsti dalla legge 64/74 sulle costruzioni in zone sismiche. L’art. 18 della legge 64 stabilisce, come è noto, che nelle località sismiche, ad eccezione di quelle a bassa sismicità, non possono iniziarsi lavori senza la preventiva autorizzazione dell’Ufficio Tecnico della Regione o dell’Ufficio del Genio Civile secondo le competenze vigenti. Al fine di snellire le procedure per il rilascio della suddetta autorizzazione, la legge 741/81 ha previsto, all’art. 20, primo comma, l’emanazione da parte delle Regioni di norme per lo snellimento procedurale anche per mezzo di controlli a campione. In virtù del disposto sopracitato, le procedure autorizzative per poter iniziare i lavori sono state semplificate e ridotte dalla legislazione regionale, specialmente per ciò che concerne l’edilizia privata. Prima di procedere all’esame specifico del testo della presente proposta va ricordato come già in precedenti occasioni il Consiglio Superiore dei LL.PP. abbia evidenziato l’opportunità di ridefinire organicamente il quadro normativo di che trattasi, anche per tener conto della evoluzione culturale e scientifica nel frattempo intervenuta nel settore delle costruzioni sismiche La proposta di legge in oggetto (così come altre simili iniziative legislative, di cui si ricorda – tra le più recenti – il D.D.L. AS 2344 "Norme per la semplificazione delle procedure in materia di costruzioni in zone sismiche" appare invece finalizzata soltanto ad eliminare del tutto i residui controlli di carattere amministrativo inerenti la progettazione e l’esecuzione degli interventi edilizi nelle zone sismiche. D’altra parte è pure vero che detti controlli, come precedentemente ricordato, sono stati ridotti talora anche drasticamente dalla legislazione regionale, risultando, così, privi di qualsiasi utilità ed efficacia. In considerazione di quanto sopra, l’iniziativa in questione, non può che ritenersi opportuna e condivisibile. Il provvedimento in esame prospetta poi una soluzione alternativa, certamente non priva di interesse, attraverso l’obbligo del collaudo per tutti gli interventi da realizzare nelle zone sismiche a prescindere dal tipo di struttura. Peraltro, nel testo proposto non vengono indicati i requisiti, i compiti e le responsabilità del collaudatore, per cui, oltre a precisare opportunamente che trattasi di collaudo statico, è necessario che nel testo dell’articolato siano almeno richiamate le pertinenti disposizioni relative a detto istituto, contenute nella legge 1086/71 relativamente alle opere in cemento armato, normale e precompresso, e a struttura metallica. La proposta di legge prevede poi, al primo comma dell’art. 1, che nella denuncia dei lavori sia indicato anche il nome del geologo, oltre a quello del committente, del progettista, del direttore dei lavori, del collaudatore e del costruttore. A tale riguardo va tenuto presente che la relazione geologica, nella quale si sostanzia l’operato del geologo, si configura come un atto del progetto, di cui il progettista è unicamente e interamente responsabile. Per quanto attiene, infine, alla vigilanza per l’osservanza delle norme tecniche, sembra opportuno che il compito di vigilare sul rispetto degli adempimenti stabiliti dalla legge in questione resti attribuito a un unico centro di responsabilità, quale l’ufficio tecnico regionale o l’ufficio del genio civile, secondo le competenze vigenti.  

Tutto ciò premesso e considerato, la Sezione, all’unanimità

 

E’ DEL PARERE

 

contenuto nei precedenti "considerato".

 

 

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