PRIMA SEZIONE

Seduta del 25.05. 99
Voto n. 163

OGGETTO:
Realizzazione parcheggio pluripiano nell’area sottostante Piazza Mazzini, limitrofa alla Cattedrale di San Cerbone a Massa Marittima - Finanziamento con i fondi del Giubileo fuori Lazio ex legge 270/97.
GROSSETO

LA SEZIONE

VISTA la nota prot. A 10941 in data 4.5.99 con la quale il Direttore Generale dell’Ufficio Centrale per i Beni Archeologici, Architettonici, Artistici e Storici presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha richiesto parere, sul progetto in argomento.;

ESAMINATI gli atti;

UDITA la Commissione relatrice (Guglielmi, Emmi, Calzona, Burghignoli, Rocchi, Gentili).

PREMESSO

Con nota 4 maggio 1999 prot. A 10941 il Direttore Generale dell’Ufficio Centrale per i Beni Archeologici, Architettonici, Artistici e Storici presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha richiesto parere in ordine ai riflessi sotto il profilo statico e strutturale che la realizzazione del progetto per la costruzione di un parcheggio pluripiano nell’area sottostante Piazza Mazzini in Massa Marittima potrebbe comportare nei confronti della contigua monumentale Cattedrale di San Cerbone e relativo contesto.
Allegato a tale nota è stato trasmesso parte del progetto esecutivo di primo stralcio delle opere di "Riqualificazione funzionale delle aree di sosta e dell’accessibilità al centro storico ed al complesso monumentale della Cattedrale di San Cerbone in Massa Marittima",

e precisamente:

- Relazione tecnica;
- Documentazione fotografica;
- Relazione geologica e geotecnica;
- Relazione di calcolo;
- Analisi degli effetti dello scavo nei confronti della Cattedrale di San Cerbone;
- N. 12 Tavole grafiche

Generalità
Il progetto prevede un intervento in un’area parallela alla Via Ximenes e localizzata tra le mura urbiche parzialmente ancora visibili sotto l’abside del Duomo e le costruzioni esistenti lungo il lato nord-ovest di Via Ximenes,di forma allungata con una larghezza variabile tra 15 e 30 m per oltre 300 m in lunghezza e con un dislivello di 40 m.
Il progetto si configura come un percorso lungo il quale sono ubicate le aree di sosta per autoveicoli, collegate da percorsi pedonali parzialmente meccanizzati e utilizzabili da portatori di handicap con meta finale rappresentata dalla Cattedrale di San Cerbone e tutto il centro storico.
In questo progetto di accessibilità al centro storico è possibile riconoscere quattro sottoprogetti, ognuno con caratteristiche di omogeneità.
Partendo dal basso incontriamo un parcheggio a raso per 65 posti auto a quota 324 circa, che rappresenta il primo sottoprogetto.
Dal parcheggio a raso, si sale verso il centro storico con un sentiero pedonale lungo 120 m circa con pendenza del 13%, che porta sotto il muro di sostegno della Strada Massetana posto trasversalmente alla valle ed al percorso pedonale in arrivo, che costituisce il secondo sottoprogetto.
Il terzo sottoprogetto si sviluppa nell’area delimitata a valle dal muro della Strada Massetana e a monte dal muro di sostegno di Piazzale Mazzini, posto sempre ortogonalmente alla valle.
In quest’area viene proposta una struttura a tre livelli, parzialmente interrata, che collega l’arrivo del sentiero pedonale (secondo sottoprogetto) all’ascensore che supera, con sei fermate, il dislivello tra la quota 345,50, sottopasso Strada Massetana, e la quota 362,88, giardini del Vescovado ed il sagrato del Duomo.
I tre livelli di questa struttura contengono, al primo interrato, sotto la Strada Massetana, il percorso pedonale di collegamento del sentiero con l’ascensore ed un’autorimessa privata per 44 box singoli.
Al secondo livello, che coincide con la Strada Massetana ed il piazzale di Porta Arialla, sono previsti servizi di ristoro ed uffici nella parte frontale ed un parcheggio a rotazione di 17 posti auto nella parte posteriore, parzialmente interrata.
Il terzo livello è rappresentato principalmente dalla copertura che, sviluppandosi sempre in salita, permette di collegare mediante gradonate e rampe successive il piazzale di Porta Arialla ancora con l’ascensore del Duomo.
La restante superficie della copertura è parzialmente impegnata da volumi destinati a uffici e attività commerciali.
La parte posteriore della copertura, immediatamente al di sotto il belvedere di Piazzale Mazzini, è sistemata a giardino pensile, riproponendo un’area verde attualmente esistente.
Il quarto ed ultimo sottoprogetto, che non fa parte del 1° stralcio esecutivo, impegna l’area dell’attuale Piazzale Mazzini.
Si prevede la demolizione della volumetria esistente (ufficio postale) e la realizzazione di un parcheggio interrato su tre livelli con sistemazione superficiale a piazza pedonale che andrebbe a sostituire il parcheggio attuale.
Lungo il lato parallelo a Via Ximenes è prevista, a livello piazza, la realizzazione di una volumetria destinata ad un istituto bancario o altri servizi con copertura degradante verso la piazza con gradoni usufruibili da spettatori di spettacoli all’aperto con lo sfondo delle mura e della parte absidale del Duomo.
Per quanto attiene agli specifici aspetti d’esame messi al parere richiesto, si evidenzia quanto segue.
L’opera è inserita in un impluvio ove la roccia di base è ricoperta da materiali sciolti, mentre gli scavi interessano altezze di 2 e, per il 2° stralcio, 3 piani interrati, talora a ridosso di edifici esistenti.
In queste condizioni, per la quasi totalità del perimetro è necessario ricorrere, a detta dei progettisti, ad opere di contenimento realizzate prima dello scavo e con tecnologie appropriate.
E’ stato scelto pertanto di realizzare paratie di pali trivellati f 800 ad interasse di 1 m , laddove il cantiere consente di operare con macchine piuttosto ingombranti. Quando invece gli spazi sono angusti ed è difficile raggiungerli con mezzi pesanti, è previsto l’utilizzo di paratie di micropali.
Sia gli uni che gli altri saranno, nella maggior parte dei casi, tirantati su uno o due ordini, con tiranti definitivi a doppia protezione, confezionati con trefoli da 0,6", ancorati alla paratia con le apposite piastre e blocchetti cilindrici, e opportunamente pretensionati.
Per quanto riguarda la protezione e il consolidamento delle pareti di travertino nella relazione è riportato che:
"In taluni casi lo scavo per l’inserimento dell’edificio si realizza incidendo direttamente la pendice di travertino che, così liberata del terreno sciolto di ricoprimento, viene rimessa a vista.
In alcune particolari sezioni, inoltre, sia l’acclività sia i sovraccarichi presenti, sollecitando con forti azioni taglianti le probabili superfici di scoscendimento, e d’altronde sarebbe costoso e d’impatto estendere anche qui le opere di contenimento descritte sopra. Peraltro, pur essendo la roccia di consistenza massiccia, non sono infrequenti alterazioni e fratturazioni.
Pertanto si sono previsti consolidamenti con iniezioni di malta e cuciture, che attraversino le superfici ove si sviluppano le massime tensioni tangenziali
Questi interventi non saranno a tappeto ma estesi alle zone che, messe a nudo, presenteranno evidenti i limiti sopra accennati.
Ovviamente non è possibile, neppure con una accurata campagna di indagini, definire esattamente l’estensione di queste zone. Pertanto, nella preventivazione, si assumerà un valore percentuale cautelativo".
Per le opere in fondazione lo scavo e quindi il piano di fondazione raggiungono, in alcuni casi, il travertino di base e, in altri casi, sono ancora sui materiali di ricoprimento.
Questi ultimi presentano, a detta dei progettisti, caratteristiche geomeccaniche non decisamente scadenti, tanto che gli edifici circostanti, specialmente quelli più a valle, sono con ogni probabilità fondati direttamente su di essi.
Questo criterio non è applicabile al caso in quanto si avrebbero fondazioni parte su roccia e parte su terra sciolta, con rischio di cedimenti differenziali e comportamenti anomali specie in fase dinamica (anche se la zona non è classificata sismica).
Il progetto prevede quindi fondazioni su plinti isolati; laddove il travertino è affiorante poggiano direttamente su di esso con l’interposizione di una semplice magrone di pulizia, quando il travertino è più profondo, fino a 4 m circa, si realizzano comunque blocchi di magrone (pozzi) fino a raggiungerlo, e su questi poggiano i plinti.
Quando la profondità supera i 4-5 m, e sarebbe complicato eseguire gli scavi, sono previsti plinti su pali.

CONSIDERATO

La Sezione evidenzia preliminarmente che il parere richiesto dal Direttore Generale dell’Ufficio Centrale per i Beni Archeologici, Architettonici, Artistici e Storici presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, verte sui profili statico e strutturale dell’opera di cui trattasi in riferimento alle possibili interazioni e ricadute della stessa sulla contigua monumentale Cattedrale di San Cerbone e relativo contesto.
Senza entrare quindi nel merito del progetto nella sua interezza e globalità la Sezione ha approfondito l’esame degli aspetti più pertinenti al parere richiesto, sulla base degli atti progettuali trasmessi, che formano parte integrante del progetto esecutivo di I stralcio.
A riguardo si osserva quanto segue:
L’elaborato "Relazione geologico-geotecnica", molto approssimativo dal punto di vista più propriamente geotecnico, dichiara di voler illustrare l’inquadramento geologico e la caratterizzazione geotecnica del terreno.
In realtà, la stessa risulta carente per ciò che riguarda le sezioni stratigrafiche, divaga su argomenti relativi all’agibilità del parcheggio che non sono pertinenti e tratta solo in prima approssimazione l’argomento principale del problema che è la situazione del terreno di fondazione della Cattedrale che potrebbe subire gli effetti delle "intromissioni nocive" che la nuova opera crea al suo contorno.
In particolare, non sono stati effettuati sondaggi in prossimità della Cattedrale, che caratterizzino il tipo di terreno e che, con adeguate prove in sito e in laboratorio, forniscano le caratteristiche meccaniche e fisiche dei terreni.
Infatti, nell’elaborato si fa riferimento a 2 soli sondaggi, effettuati nel settembre 1998, in corrispondenza del parcheggio previsto nel I stralcio e a un’indagine geofisica effettuata nel luglio 1998; si dichiara inoltre che l’analisi è stata completata utilizzando i dati relativi alla campagna "geognostica" svolta da un geologo, su incarico del Comune di Massa Marittima (5 sondaggi a carotaggio continuo effettuati in prossimità del futuro progetto di II stralcio).
Pertanto, rilevato che la campagna di indagini risulta allo stato incompleta e assolutamente non commisurata alle caratteristiche delle opere da eseguire, in rapporto alla particolare situazione al contorno, desta ulteriore perplessità la scarsa attenzione posta nella determinazione dei parametri geotecnici che appaiono solo numeri non supportati da specifiche indagini.
Per quanto attiene, poi, lo specifico problema dell’interazione del nuovo parcheggio sotterraneo con la Cattedrale, questo viene affrontato nell’elaborato "Analisi degli effetti dello scavo nei confronti della Cattedrale di San Cerbone" con una valutazione di prima approssimazione, non esauriente nè tecnicamente condivisibile; infatti, questa si basa su un’analisi numerica (con il programma SAP) di tipo elastico.
Sotto questa ipotesi è possibile solo una stima preliminare del campo di spostamenti - a questo proposito risulta non giustificata la scelta, fondamentale, delle caratteristiche di rigidezza del terreno - senza poter valutare la risposta meccanica della struttura monumentale per la quale non si può non tener conto delle caratteristiche di fragilità e di modesta resistenza a trazione.
Da quanto sopra osservato ne consegue che, per una motivata risposta al quesito del Direttore Generale dell’Ufficio Centrale per i Beni A.A.A. e S. deve essere prodotta un’adeguata documentazione che, oltre all’inquadramento geologico del sito, sviluppi la caratterizzazione geotecnica dei terreni di fondazione della Cattedrale e degli edifici circostanti, la descrizione della situazione delle relative fondazioni e strutture portanti e che descriva in termini quantitativi i fenomeni di interazione tra i nuovi manufatti e quelli preesistenti.
Con queste necessarie integrazioni, la Sezione potrà procedere ad un consapevole e compiuto esame e parere degli effetti che la realizzazione dell’opera in sotterraneo può provocare sulla Cattedrale, nonché sul costruito circostante.

Tutto ciò premesso, nei considerato che precedono

E’ IL PARERE

della Sezione reso all’unanimità in ordine alla richiesta di parere pervenuta con nota 4 maggio 1999, prot.a10941 da parte del Direttore Generale dell’Ufficio Centrale per i Beni A.A.A. e S. sulla realizzazione di un parcheggio pluripiano nell’area sottostante P.zza Mazzini, limitrofa alla Cattedrale.