PRIMA SEZIONE



        Seduta del 2. 06 98

                           Voto n. 208

OGGETTO:
Legge 1086/71, art.20 - Circolare n. 1603/UL del 20.9.’89 - Istanza di rinnovo di autorizzazione del laboratorio p.m. dell’ "ISTITUTO ITALIANO DELLA SALDATURA" di GENOVA

LA SEZIONE

VISTA la nota n 43609 del 6.5.98 con la quale il Servizio Tecnico Centrale trasmette per esame e parere l’affare a margine indicato;

ESAMINATI gli atti;

UDITA la Commissione Relatrice (Del Monte, Alfonsi, Sanpaolesi)

PREMESSO

Ai sensi dell’art. 20 della legge 1086/71 il Ministero dei Lavori Pubblici ha facoltà di rilasciare con apposito decreto, a laboratori diversi da quelli ufficiali, l’autorizzazione ad eseguire prove su materiali per il controllo dei requisiti richiesti dalla normativa tecnica per la sicurezza delle costruzioni: la conseguente attività dei laboratori autorizzati, ai fini della legge suddetta, è servizio di pubblica utilità.
Sull’argomento il Ministero dei Lavori Pubblici ha formulato una aggiornata regolamentazione tecnico-amministrativa con Circolare 20.7.89 n. 1603/UL.
La Circolare precisa che l’Amm.ne dei LL.PP si riserva ogni azione di controllo e di regolamentazione sotto il profilo quantitativo-ubicazionale, oltre all’accertamento circa la sussistenza dei requisiti di ordine tecnico e amministrativo. 
La Circolare specifica, poi, la documentazione che dovrà essere allegata all’istanza di autorizzazione, e precisa infine che:
- l’accertamento di tutte le condizioni elencate da documentare nell’istanza a cura del richiedente, costituirà attività istruttoria propria del Servizio Tecnico Centrale, che opererà tutti i controlli del caso, anche attraverso sopralluoghi, e trasmetterà poi l’istanza per il prescritto parere del Consiglio Superiore dei LL.PP.;
- con riferimento al criterio ubicazionale sarà tenuto conto della situazione locale ad evitare sovraffollamenti che potrebbero provocare concorrenzialità anomale;
- anche per la concessione dei rinnovi di autorizzazione il Servizio Tecnico Centrale opererà in fase istruttoria i controlli necessari.
Inoltre la direttiva CEE sui prodotti per le costruzioni PC 89/106 del 21.12.’88 evidenzia i requisiti di carattere tecnico che un laboratorio di prova deve possedere nonchè i requisiti di carattere generale tra i quali emergono quelli della trasparenza e della neutralità.
Il Servizio Tecnico Centrale, in base all’anzidetta normativa, ha trasmesso per esame e parere:
1. L’istanza in data 1.2.97 del l.p.m. dell’ "ISTITUTO ITALIANO DELLA SALDATURA" con sede in Genova - in Lungobisagno Istria, -15 corredata della documentazione di rito.
L’istanza afferisce al rinnovo della concessione, per il laboratorio di cui all’oggetto, ad effettuare e certificare prove sui materiali da costruzione - limitatamente agli acciai - ai sensi della legge 5 novembre 1971, n.1086.
2. La propria scheda istruttoria con allegata la relazione della visita di sopralluogo effettuata in data 11.12.97, dalla quale si rileva che il laboratorio ha operato in regime di concessione dal 1976 fino al maggio 1994, quando l’attività è stata sospesa a seguito del voto n. 429 del 14.12.93 della 1^ Sezione.
L’Istituto, chiesto il riesame in data 7.6.94, è stato nuovamente autorizzato ai sensi dell’art. 20 della Legge n. 1086/71, con Decreto n. 40670 del 12.9.95 con efficacia fino all’11.9.97.

CONSIDERATO

L’istanza è pervenuta in tempo utile e pertanto l’argomento può essere discusso, riguardo il merito si osserva:
- non risultano impedimenti o incompatibilità, al fine della concessione di pubblico servizio per quanto riguarda la forma giuridica e la proprietà; 
- non vi sono osservazioni sui requisiti personali degli amministratori e del rappresentante legale;
- la dichiarazione impegnativa è conforme a quanto richiesto dalla circolare.
La Sezione rileva che ha sottoscritto l’istanza e le diverse dichiarazioni richieste per il rinnovo dalla circolare in vigore, il Segretario Generale dell’Istituto, per delega conferita dal Comitato Direttivo e dal Collegio dei Revisori Conti in data 16.10.96, come da estratto di verbale in atti. 
La Società non svolge altre attività, oltre alla gestione del laboratorio.
I locali sono compresi nel vasto complesso di proprietà dell’ "Istituto Italiano della Saldatura".
Il laboratorio prove di cui alla legge 1086/71 è costituito da un locale al piano terra destinato a ricevimento e deposito dei materiali, mentre l’esecuzione delle prove avviene al primo piano in un locale di superficie netta pari a circa 125 m2; a questi si aggiungono locali destinati ad uffici, magazzini, altri laboratori, nonchè a spazi utilizzati per corsi di formazione e convegni.
L’accesso avviene da via cittadina, un ampio parcheggio antistante consente agevolmente le operazioni di carico e scarico.
Per quanto attiene l’idoneità dei locali risultano agli atti:
- dichiarazione resa dal legale rappresentante di rispetto della disposizioni in tema di regolamenti urbanistici (R.D. 1265/34) e di igiene e sicurezza del lavoro ( DPR 303/56 e DPR 547/55);
- autorizzazione di agibilità n. 301 rilasciata dal Sindaco l’1.3.88;
- denuncia impianto messa a terra (Mod. B) del 3.12.90;
- verbale di verifica dell’impianto messa a terra (Mod. 6/E) rilasciato dalla USL 12 di Genova il 26.1.94.
In sede di sopralluogo, il funzionario incaricato della visita ha segnalato ai responsabili del laboratorio la necessità della verifica periodica dell’impianto di messa a terra.
Si rimanda, a tal proposito, al dispositivo di parere.
Secondo la relazione istruttoria la dotazione dei macchinari ed attrezzature, di proprietà del laboratorio, risulta completa.
La loro collocazione è indicata sulla planimetria dei locali in atti.
Durante il sopralluogo è stata riscontrata la presenza di alcune attrezzature supplementari, principalmente per prove fisico-chimiche e di metallografia.
Dalla stessa relazione si rileva inoltre che i macchinari ed attrezzature sono adeguati ed in efficienza.
Per il controllo esterno di taratura risulta che: 
- l’organismo di controllo è fra quelli riconosciuti dal Ministero validi allo scopo;
- il controllo è stato effettuato per le macchine universali da 300 e 600 KN, per la macchina per prove di resilienza e per il durometro WOLPERT;
- i controlli danno risultati positivi e gli scarti dal valore atteso sono contenuti nei limiti previsti dalle norme;
- è stata sostanzialmente rispettata la prevista scadenza semestrale.
Sul personale addetto alle prove di cui all’art.20 L. 1086/71 è agli atti l’elenco nominativo con l’indicazione , per ciascuno, delle funzioni svolte e del rapporto di lavoro.
Direttore del laboratorio è dal 1995 l’ing. Mauro SCASSO.
Nel laboratorio operano - con rapporto di lavoro dipendente - 1 responsabile tecnico, la Dr. ssa Patrizia Montenovi, - 2 sperimentatori diplomati e 1 impiegata amministrativa.
In sede di sopralluogo, sono state effettuate una prova di trazione su un provino da laminato e la verifica di taratura di una macchina universale; le prove sono state condotte correttamente dagli operatori.
L’iter amministrativo interno per il rilascio delle certificazioni, non risponde pienamente alla circolare n. 1603/89 U.L., come da dettagliata descrizione sottoscritta dal legale rappresentante e da quanto riportato nella relazione di sopralluogo.
Il Registro carico e scarico, infatti, non bollato, contiene annotazioni relative anche a settori diversi da quelli propri alla legge n. 1086/71.
Nel merito la Sezione, rimandando a quanto riportato nel dispositivo di parere, esprime nel contempo l’avviso che i registri previsti dalla circolare in vigore, prenumerati e bollati, debbano contenere annotazioni relative alle sole prove ex l. 1086/71.
Dalla stessa relazione di visita si rileva, inoltre, che al momento dell’ispezione è mancata la possibilità di una verifica diretta del funzionamento organizzativo del laboratorio in quanto, nel periodo 8/95 - 12/97, non è stato emesso dall’ "Istituto" alcun certificato ex legge 1086/71: l’ultima richiesta risale al 24.3.95, con certificato emesso il 6.4.95. 
A tal proposito la Sezione ritiene di segnalare al S.T.C. la circostanza, perchè conduca, in occasione di futuri rinnovi, opportune verifiche in merito all’effettivo svolgimento del "servizio di pubblica utilità" del laboratorio e conseguentemente all’opportunità di mantenere, alla prossima scadenza, l’autorizzazione. 
Quanto riportato nella relazione sul lavoro svolto (peraltro di discreta entità, come rilevato dal funzionario incaricato), si riferisce ad attività complementari o similari a quelle previste dalla legge 1086/71. 
Sull’apertura giornaliera del laboratorio al pubblico e sul calendario dei giorni lavorativi non vi sono osservazioni.
Per quanto attiene i prestampati, è agli atti più che un modulo-tipo per certificati , una sorta di carta intestata.
Per quanto attiene il tariffario, si osserva che non sono indicate le agevolazioni eventualmente praticate sul prezzo.

Tutto quanto sopra premesso e considerato, all’unanimità, la Sezione

E’ DEL PARERE

che per il l.p.m. "ISTITUTO ITALIANO DELLA SALDATURA" ricorrono le condizioni per il rilascio della concessione a svolgere attività di prova e certificazione come servizio di pubblica utilità ai sensi della L. 1086/71;
che prima della predisposizione del decreto il laboratorio debba produrre:
1 - verifica dell’impianto di messa a terra effettuata in data recente dalla USL competente per territorio od, in mancanza di questa, dichiarazione di conformità dell’impianto da parte di un tecnico abilitato;
2 - dichiarazione del legale rappresentante che attesti le agevolazioni eventualmente praticate sul tariffario, precisando, se del caso, il loro ordine di grandezza;
3 - fotocopie autenticate di estratti dei registri dei verbali di accettazione e di carico e scarico al fine di verificare l’avvenuta vidimazione;
che la validità della concessione debba essere fissata in anni due;
che nel decreto di concessione:
debba essere richiamata la facoltà dell’Amministrazione di revocare la concessione in qualsiasi momento, a seguito di accertate inadempienze del laboratorio;
debba essere prescritto il controllo esterno della taratura da eseguire obbligatoriamente per la macchina universale, con frequenza almeno semestrale, a cura di un istituto universitario; 
debba essere indicato:

a) l’assoluto divieto, stante l’attuale distribuzione e densità dei laboratori ufficiali ed in concessione sul territorio, di istituire o di proseguire nella gestione di centri attrezzati per le prove e di centri di raccolta di provini, fuori della sede indicata nel decreto, anche se si tratta di sedi sussidiarie, secondarie, filiali, ecc.;

b) l’assoluto divieto di emettere certificati su prove che non siano state effettuate nei locali e con il personale del laboratorio autorizzato;

c) l’obbligo di esporre al pubblico copia del decreto di concessione.