PRIMA SEZIONE

 

SEDUTA DEL 23.06. 98

VOTO N.213

OGGETTO:

DIGES – Legge n. 241/98 e succ. Comune di Campofiorito - Lavori di demolizione e ricostruzione della Casa Comunale - RISERVE PALERMO

LA SEZIONE

 

VISTA la nota n. 544 dell’8.5.98 della Direzione Generale dell’Edilizia Statale S.S. con la quale si trasmette per esame e parere l’affare in oggetto;

ESAMINATI gli atti;

UDITA la Commissione Relatrice (Del Monte, Alfonsi, Dipace, Domenici)

PREMESSO

Con nota n. 544 dell’8.5.98 la Direzione Generale dell’Edilizia Statale e Servizi Speciali ha trasmesso gli atti relativi alle riserve formulate dall’Impresa "Liga Pietro e Gioacchino" S.n.c. di Casteldaccio, esecutrice dei lavori di demolizione e ricostruzione della Casa Comunale di Campofiorito (PA). Con D.I. n. 11395 del 13.12.85 dell’Ispettorato Generale Zone Terremotate di Palermo veniva approvato il progetto relativo ai lavori di che trattasi per l’importo complessivo di L. 295.000.000.=, di cui L. 210.763.018.= per lavori a base d’asta. Nella licitazione privata tenutasi in data 22.6.88 rimaneva aggiudicataria l’Impresa Liga con ribasso del 5,50%, per un importo contrattuale di nette L.199.171.052.=. I lavori furono consegnati il 7.3.89. Stabilito in 12 mesi il tempo assegnato per l’esecuzione dei lavori, la scadenza del tempo utile era fissata, quindi, al 6.3.90. I lavori vennero sospesi con verbale in data 18.8.89, nelle more della redazione e approvazione della 1^ perizia di variante e suppletiva finalizzata all’osservanza delle disposizioni legislative che prevedono l’abbattimento delle barriere architettoniche; gli stessi furono ripresi, con verbale sottoscritto con riserva dall’Impresa, in data 25.7.90. A causa di tale sospensione, della durata di 341 giorni, il tempo utile per l’ultimazione dei lavori veniva protratto a tutto il 10.2.91. L’ultimazione è avvenuta l’8.2.91, quindi entro il tempo utile contrattuale. In data 14.11.90 l’Impresa ha firmato con riserva il registro di contabilità sottopostole in occasione dell’emissione del 2° S.A.L. La riserva è stata successivamente esplicata in data 27.11.90 e richiamata in calce allo Stato Finale. Le domande di maggiori compensi avanzate dall’Impresa ammontano complessivamente a L. 138.262.094.= e possono così sintetizzarsi:

RISERVA N. 1

L’Impresa chiede il reintegro delle maggiori spese generali connesse alla maggiore durata dei lavori per il tempo correlativo alla durata della sospensione. Per tale titolo l’Impresa chiede il pagamento della somma di L.21.706.620.=, risultante dal seguente conteggio:
  • Importo giornaliero delle spese generali nella misura del 13% annuo sull’importo netto contrattuale ed in relazione alla durata dell’appalto.

L. 179.253.947 x 13% / 365 = L/giorno 63.843.=

  • Durata della sospensione dal 18.8.89 al 24.7.90 : giorni 340.

giorni 340 x L/giorno 63.843 = L. 21.706.620.=

RISERVA N. 2

Sul valore capitale dell’attrezzatura di cantiere stimato dall’Impresa in L.243.000.000.=, rimasta inoperosa per il periodo di durata della sospensione di giorni 340, l’Impresa chiede l’ammontare pari al 20% annuo per ammortamento ed il 5% per interessi passivi sul capitale e quindi:

L. 243.000.000 x 25 x 340 = L. 57.375.000.=100 x 360

RISERVA N. 3

Per il periodo della sospensione viene chiesta la somma di L. 18.552.780.= a titolo di mancato utile pari al 10% dell’importo netto contrattuale.

RISERVA N. 4

E’ stata formulata in data 27.11.1990 a pag. 5 del registro di contabilità ed attiene al pagamento della revisione prezzi senza indicarne l’ammontare; lo stesso è stato successivamente quantificato in sede di conto finale in L.28.412.140.=.

RISERVA N. 5

L’Impresa chiede il pagamento della somma complessiva di L.12.215.554.= per interessi legali e moratori per il ritardato pagamento dei certificati di acconto, ai sensi dell’art. 35 del C.G.A.

Le riserve n. 1-2-3-4, nel registro di contabilità sono state ritualmente respinte dal Direttore dei Lavori che ha invece accolto la n. 5.

Passando poi alla trattazione delle stesse, con relazione riservata in data 5.4.94, il Direttore dei Lavori, riserva per riserva, ne propone la risoluzione che segue:

RISERVA N. 1

La riserva n. 1 deve essere respinta, in quanto, durante il periodo di sospensione, l’Impresa non avrebbe sostenuto ulteriori spese generali.

RISERVA N. 2

Dovrebbe essere accolta nella misura di L. 7.301.290.=, avendo valutato in L. 30.500.000.=, il valore dell’attrezzatura presente in cantiere durante il periodo della sospensione, e calcolando su tale cifra la percentuale del 20% annuo per ammortamento ed il 5% per interessi passivi.

RISERVA N. 3

Ne propone la reiezione in quanto l’Impresa non ha dimostrato di avere dovuto rinunciare ad altri lavori perché vincolata da contratto con il Comune di Campofiorito.

RISERVA N. 4

Ritiene che vada riconosciuto all’Impresa il diritto alla revisione, poiché i lavori, si sono protratti per giorni 340 oltre i dodici mesi per i quali l’Impresa, ai sensi dell’art. 33 della Legge 41/86, non ha diritto a revisione. Lo stesso accoglie quindi la riserva di che trattasi, per il suo intero ammontare pari a L. 28.412.140.=, avendo ritenuto corretti i conteggi predisposti dall’Impresa.

RISERVA N. 5

Ne propone l’accoglimento, a norma dell’art. 33 del C.G.A. L’importo di L. 12.215.554.= esposto dall’Impresa è stato ritenuto corretto. In definitiva il Direttore dei Lavori è del parere che possa corrispondersi all’Impresa la somma complessiva di L. 47.928.984.=. La Commissione di Collaudo riferisce sulle riserve con relazione riservata dell’1.12.93, il cui contenuto qui di seguito si riporta: In ordine alle riserve n. 1-2 e 3, relative tutte a richieste di presunti danni causati dalla sospensione, con riferimento al contenuto dell’art. 30 del C.G.A. la Commissione osserva la legittimità dell’operato dell’Amministrazione in quanto la sospensione è stata ordinata dalla necessità dell’adeguamento del progetto a norme legislative, nella fattispecie quelle riguardanti l’abbattimento delle barriere architettoniche, intervenute successivamente alla redazione del progetto medesimo. I Collaudatori osservano inoltre che in base al citato articolo 30 del C.G.A. l’Impresa ha facoltà di chiedere lo scioglimento del contratto, senza indennità, qualora la sospensione superi il quarto della durata complessiva dei lavori, e comunque sei mesi complessivi. Avendo l’Impresa rinunciato a tale diritto gli stessi sono del parere che nessun compenso o indennizzo spetti all’Impresa e pertanto le riserve suddette siano da respingere integralmente. Relativamente alla 4^ riserva la Commissione è del parere che la stessa sia da accogliere, trattandosi del riconoscimento di un diritto dell’Impresa, dettato dalle norme di legge vigenti all’epoca dell’appalto. Anche per quanto attiene alla 5^ riserva la Commissione osserva che la fattispecie è regolata dall’art. 35 del C.G.A.; ne propone quindi l’accoglimento, nella misura d L. 12.215.554.= valutata dall’Impresa e ritenuta esatta dal Direttore dei Lavori. La Commissione è quindi del parere che, in accoglimento delle richieste avanzate con la 4^ e 5^ riserva, possa essere corrisposta all’Impresa la somma complessiva di L. 40.627.694.=.

CONSIDERATO

 

Le richieste dell’Impresa, iscritte sugli atti contabili e dettagliatamente riportate in premessa, sono state avanzate nei modi e nei termini stabiliti dal Regolamento emanato con R.D. 25.5.1895, n. 350 e quindi, sotto tale profilo, risultano ammissibili e tempestive. Per quanto attiene, in particolare, la riserva n. 1, relativa ai maggiori oneri per spese generali sostenute dall’Impresa a seguito della sospensione dei lavori connessa alla redazione ed approvazione della 1^ perizia di variante e suppletiva, la Sezione prende atto – come riportato nel verbale di sospensione – che tale perizia si è resa necessaria per adeguare il progetto alle norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche. Si precisa al riguardo che, alla data di approvazione del progetto (ratificato con Del. C.C. n. 18 del 27.2.86) tale materia era regolata dalle seguenti disposizioni normative:
  • L. 30.3.71, n. 118 art. 27
  • D.P.R. 27.4.78, n. 384 regolamento di attuazione del succitato art. 27
  • C.M. LL.PP. 19.6.68, n. 4809.
La Sezione, pertanto, ritiene accoglibile la richiesta dell’Impresa, a causa della illegittimità della sospensione determinata da una perizia finalizzata all’adeguamento a norme già in vigore al momento della redazione del progetto.

In conseguenza spetta alla Società "LIGA" il pagamento delle maggiori spese generali per l’intera durata della sospensione, nella misura ridotta, tuttavia, ai 2/3 del 13% richiesto, in linea con pareri già espressi da questo Consesso su analoghi argomenti, si tratta, tra l’altro, di opera di modesta entità.

In merito alla 2^ riserva, relativa al forzato e inoperoso vincolo di macchinari ed attrezzature, la Sezione ritiene che il calcolo sull’ammortamento debba essere effettuato sulla base dell’elenco delle attrezzature rimaste in cantiere fornito dal D.L., ridotto degli importi relativi alla tagliaferri, piegaferri, molazza da 500 l e minuterie varie, che potevano agevolmente essere allontanate dal cantiere.

Ai sensi dell’art. 1227 CC, infatti, l’Impresa avrebbe potuto evitare ogni pregiudizio, rimuovendo i mezzi stessi per utilizzarli diversamente.

Si respinge, altresì, ogni pretesa avanzata in merito al mancato utile per improduttività cantiere (riserva n. 3), in quanto non è documentato che l’Impresa, durante il periodo di sospensione, abbia rinunciato ad altri incarichi o a conseguire utili altrove.

Sulla successiva richiesta (n. 4), si precisa che la corresponsione della revisione prezzi non costituisce oggetto di riserva da trattarsi in linea amministrativa.

Per quanto attiene, infine, alla riserva n. 5, relativa a pagamenti per interessi legali e moratori dovuti a ritardi nell’emissione dei certificati di acconto, la Sezione osserva che le richieste dell’Impresa non costituiscono materia di riserva ai sensi dell’art. 4 della L. 18.12.81, n. 741.

Tutto ciò premesso e nei considerato che precedono

 

E’ IL PARERE

 

della Sezione espresso all’unanimità in ordine alle riserve formulate dall’Impresa "Liga Pietro e Gioacchino" S.n.c. di Casteldaccio in esecuzione dei lavori di demolizione e ricostruzione della Casa Comunale di Campofiorito – Palermo.